LE OPINIONI

IL COMMENTO Il potere che insulta ha paura

Fatico ancora a credere in quello che ha assistito l’Italia intera. E questi sono i personaggi in cui dovremmo avere fiducia. E c’era chi l’applaudiva. La scena è surreale ma indicativa: “la Ministra Bernini” ospite ad Atreju, contestata da alcuni studenti di medicina che chiedono chiarimenti. Nessuna risposta nel merito. Nessun confronto. Solo uno sfogo livido: “Siete solo dei poveri comunisti. Inutili”. Non è una gaffe. Non è una perdita di controllo. È “branding politico”. Un messaggio chiaro: “Se pensi, sei un nemico”. Non importa chi sei: studente, medico, cittadino. Se non plaudi, disturbi. Siamo di fronte a una strategia comunicativa precisa. Alimentare la tensione, scegliere sempre un nemico e soprattutto evitare il confronto e alzare il tono dello scontro per abbassare quello della ragione.

Perché rispondere a una domanda scomoda richiede coraggio e contenuti. E quelli proprio non ci sono ma urlare invece “comunista” e “inutile” è più facile. Ma come si è permessa? Ma con quale coraggio, potrebbero essere figli suoi e così che vogliamo avvicinare e convincere i giovani a votare? Un comportamento oltre che infantile, sembra una semplificazione che funziona: trasforma il dissenso in “pericolo” e chi lo esprime in figura da schernire. La retorica è inquietante: “I poveri sono inutili”, chi dissente è pericoloso, chi pensa è ostile. Ed è qui il nodo più profondo e più inquietante: perché tanti cittadini si identificano proprio con chi li denigra? Perché il disprezzo oggi funziona? Perché, sul piano emotivo, la politica non cerca più la ragione ma l’attivazione. Indignazione e appartenenza sono le nuove leve. Intanto, mentre gli studenti venivano zittiti, ad Atreju campeggiava un “Bullometro”, con foto, nomi, frasi estrapolate da chi dissente. Una gogna in piena regola. Una vetrina che celebra il dileggio, mentre nega il dibattito.

Ma il vero dato politico è uno, chi esercita il potere in questo modo non mostra forza, ma paura. La paura di chi “non ha argomenti” e si difende con lo scherno. Trincerandosi dietro battute non proprie, che potevano essere evitate che denotano appunto la fragilità di chi “teme il pensiero più di ogni altra cosa”. Ecco perché “comunisti, poveri e inutili” non è solo un insulto. È un ritratto – inconsapevole ma fedele – “di un potere che non sa più dialogare, solo disprezzare.” Ma chi si mette nei panni di questi ragazzi, fra cui anche isolani che per la prima volta si trovano a sperimentare questo “semestre filtro “, e non hanno ben capito se per quest’anno, hanno fatto un salto nel buio. E la Ministra che fa? Invece di rassicurarli, li chiama piccoli Landini e piccole Schlein!

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