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LE OPINIONI

IL COMMENTO Il valore de tempo nell’isola senza tempo

Si svolge, nei prossimi giorni, tra il Castello Aragonese, i Giardini La Mortella, la Biblioteca Antoniana, Sant’Angelo e Arete ‘e chiazze, il Festival della Filosofia che, quest’anno, è incentrato sul tema “Tempo”. “Che cos’è il tempo” è uno degli interrogativi più esplorati nella storia del pensiero mondiale. Ma la straordinarietà di questa edizione del Festival è che la questione “tempo” venga esaminata in un’isola che, per certi versi, appare “in arretrato” sullo scorrere del tempo, per certi altri versi “terribilmente coinvolta nelle criticità del tempo attuale” ed infine ancora appare “isola fuori del tempo”. Insomma si può intrecciare una filosofia “Ischia e il tempo” nel più generale rapporto “Società e tempo”. Nella rivista Psychological Science, tre psicologhe dell’Università di Houston, hanno dimostrato che lo “stupore”, la meraviglia di fronte ad un evento capace di suscitare tale sentimento, provoca una sensazione di “atemporalità”, di essere – in altre parole – fuori del tempo. Ebbene, molti visitatori della nostra isola – al netto di fenomeni degradanti del turismo massificato – ancora oggi rimangono estasiati e “sospesi” in una sorta di eternità. Le tre psicologhe sostengono che ben due teorie, quella del “flusso esteso” (focalizzarsi sul tempo presente dà la sensazione di un’espansione temporale) e quella della selettività socio-emotiva (percepire il tempo come espansivo) dimostrano questa sensazione di essere “fuori dal tempo”. Ma cos’è il tempo? Diceva Sant’Agostino: “Io so cos’è il tempo, ma se me lo chiedi non so spiegarlo. Mentre Albert Einstein sosteneva che l’avvicendarsi di passato, presente, futuro era solo un’illusione. Il tempo non può essere percepito con uno dei nostri sensi: non si vede, non si sente, non ha odore e non ha sapore. Si sente con il cervello. E il neurochirurgo Arnaldo Bernini ha scritto di recente il libro “Neurobiologia del tempo”, nel quale sostiene che il tempo esiste eccome. Presente, passato e futuro vengono costantemente rielaborati nel nostro cervello da sinapsi e neuroni. Da qui possiamo ben comprendere che la cognizione del tempo viene elaborata secondo le condizioni fisiche ed emotive di ciascun individuo.

Non è un caso che una grande regista cinematografica italiana, Liliana Cavani, stia elaborando la sceneggiatura del suo prossimo film “L’ordine del tempo”, tratto da un libro di un grande Fisico e storico della Scienza, Carlo Rovelli. E in un’intervista su La Lettura (del Corriere della Sera) Liliana Cavani dà questa personale interpretazione del tempo: “Il tempo è sogno, rimpianto, ansia, paura ma anche felicità e allegria e anche bene. Esiste il tempo di tutti e il tempo di ciascuno. Secondo la situazione può essere lento o veloce o sfuggente addirittura. Il tempo, secondo me ha un rapporto segreto con la psiche. “Rapporto segreto per la Cavani e per noi che non siamo scienziati o neurobiologi. Come dicevamo, invece il rapporto con neuroni e sinapsi è scientificamente dimostrato. Al Castello Aragonese e negli altri luoghi indicati, filosofi illustri sicuramente tenteranno di tirare le fila di tutto quello che il pensiero ha elaborato nei secoli. Ricordiamo qui, in breve, che – dopo l’inaugurazione del 20 settembre – il 21 settembre Pietro greco tratterà il tema “Il tempo due volte nella polvere e due volte sugli altari”. Il 22 Massimo Capaccioli, della Federico II di Napoli, affronterà il tema “Che cos’è il tenpo”; il 23 Rossana Valenti ci intratterrà su “tempo ciclico e tempo lineare nel mondo antico”; il 24 Gianfranco Biondi, dell’Università di L’Aquila, tratterà “Il tempo nell’evoluzione darwiniana”. I punti più alti del Festival saranno raggiunti con Umberto Galimberti il 26/9 al Castello sul tema “Le fugure del tempo” e il 27 a Sant’Angelo con Piergiorgio Odifreddi sul tema: “Paradossi sul tempo, dalla fantascienza a Godel”. Ma non va dimenticato il settore dedicato (25 e 26) alla Filosofia per ragazzi e il webinar, coordinato da Ramon Rispoli, con illustri partecipanti, tra cui Fabio Bartoli dell’Università spagnola di Salamanca, su temi che spaziano dalla storia dei lager e la testimonianza di Primo Levi fino a Spinoza ed Heidegger.

Senza andare troppo a ritroso, ci limitiamo a ricordare che la filosofia moderna si è concentrata sul rapporto intercorrente tra soggetto ed oggetti (Leibniz, Newton, Kant) mentre la filosofia contemporanea ha spostato l’asse dell’attenzione sul rapporto tra soggetto e la sua esistenza finita ( Kierkegard, Schopenuaer, Bergson, Husserl, Heidegger, Sartre). Non tocca a me né a questo giornale che si rivolge al pubblico medio non specializzato, tentare un approfondimento di questi autori e delle loro monumentali opere (vedasi Essere e Tempo di Heidegger o Essere e Nulla di Sartre). Lo faranno gli interventori al Festival. Quello che mi preme sottolineare in questa sede è l’importanza di prospettare (e questo spetta non ai filosofi ma alla classe dirigente del paese) un “futuro” di Ischia alla luce delle esperienze del presente e del passato. Ischia ha un passato lusinghiero, un presente nebuloso, ma il futuro è ancora tutto da scrivere. Dice Jean Paul Sartre: “Non esiste futuro dell’essere, perché se esistesse sarebbe contraddittorio, un essere tagliato fuori dall’essere, un essere nel non-essere”. Per Sartre l’essere, di per sé, non ha temporalità. E’ solo nella coscienza che appare il tempo. Se la coscienza odierna degli ischitani e della classe dirigente locale è incapace di cogliere il valore del tempo, allora sì che Ischia sarà L’isola senza tempo, ma non nel senso positivo di isola che, suscitando stupore, ti immerge nell’eternità, bensì nel senso deteriore di incapacità di introiettare ed elaborare nel cervello lo scorrere del tempo. Continueranno così a scorrere le lancette degli orologi o i numeri degli orologi digitali, ma le coscienze resteranno immobili e mute.

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