LE OPINIONI

IL COMMENTO Il volto di Ischia dopo le elezioni regionali

DI LUIGI DELLA MONICA

Valutando la piattaforma dei non eletti illustri isolani, ho compreso che Ischia non ha creduto a se stessa. Vige il non detto, il bisbiglio di omertà, tale che “se non ti comporti come dico io, mi rivolgo al mio sponsor della terraferma e ti faccio correre”. La suddetta frase è molto forte e dolorosa per chi scrive, credetemi, ma è una lettura onesta del dato elettorale ed anche la conseguenza che qualcosa in termini di contrasto all’illegalità si è mossa da quando l’onorevole Borrelli assume le sue iniziative sul territorio di Ischia. Certo, da cittadino di Ischia Ponte lo avrei desiderato presente al cospetto dello scempio del parcheggio della “Siena”, in tempi antichi e più maturi, ma non sto istruendo un processo mediatico né a lui – me ne guarderei bene – né al Comitato “Salviamo Ischia Ponte”, fra cui annovero degli amici e delle persone che stimo e non voglio uscire fuori tema.

Ischia non vuole un comune unico, come non vuole un suo candidato consigliere regionale forte e supportato da consensi monolitici. Non è comprensibile che 68mila abitanti non siano riusciti a coalizzarsi per rivendicare la autorevolezza dell’isola presso le Sedi regionali, che sono, dopo la legge costituzionale 3\2001, le Istituzioni Pubbliche Territoriali indispensabili alla fruizione dei Fondi Europei di Sviluppo e del PNRR. Non vorrei peccare di faziosità, ma adesso a urne, per così dire “spente”, mi sembra assurdo non premiare il già Sindaco di Forio Francesco Del Deo che tanto si è battuto sia per la riforma costituzionale del disagio, sia all’interno dell’ANCIM per Ischia nel suo insieme, come patrimonio culturale e territoriale. La stessa leonessa di Ischia, Maria Grazia Di Scala, sempre vigile e pungente per sollecitare alla Regione, nel suo precedente mandato, la criticità dei trasporti marittimi. Ripeto, non sto parteggiando per alcuno dei nominativi citati, ovvero criticandoli individualmente, sono diretto verso la cittadinanza isolana che aveva il dovere morale di votare almeno uno dei suoi rappresentanti locali per trasformare Ischia nella costola più incisiva del Consiglio Regionale della Campania, in modo che il Governatore neo eletto avesse chiaro, intellegibile e risolutivo il perimetro delle criticità gestionali della nostra amata mamma biologica o adottiva.

Risultato odierno è che in maniera disomogenea e frammentata ci si dovrà rivolgere ad un membro del nuovo collegio del Centro Direzionale, il quale deciderà, al suo buon cuore, se doversi fare carico dei nostri dolori, con tempi e modalità da lui\lei medesimo\a dettati. È stata la solita campagna elettorale clientelare porta, a porta, in cui amici di vecchia data si sono voltati le spalle ed hanno accoltellato fraterni sodalizi di anni, allo scopo di trovare nel politico della terraferma un arbitro compiacente, che in modo autoritario potesse risolvergli questioni ataviche, che sull’isola erano da tempo incancrenite. Un po’ come il solito cicaleggio dei proprietari di seconde case, che da giugno a settembre fittano a gente equivoca della terraferma che insozzano il bon ton della nostra comunità e si ergono a santoni o soloni della legalità, asserendo che “ci deve pensare lo Stato”. Lo Stato ci pensa, state tranquilli, pensa ad abbattere le case che stanno lì da 40-50 anni, perché deve imbastire la guerra, prendo in prestito da Omero, fra i topi e le rane, colpendo uno per educare cento, questo lo prendo in prestito da Stalin, magari mettendo a fuoco il mirino sui soggetti più deboli o meno abbienti per potersi permettere un valido avvocato. Ho già precisato che non ho titoli o credenziali per argomentare sulla liceità ideologica del c.d. abusivismo di necessità, ma credo ad una sanatoria ragionevole, circostanziata ed umana, perché, benché si voglia selvaggiamente far approdare nelle aule di Giustizia l’intelligenza artificiale, la Legge è fatta dagli uomini, per gli uomini. Ruspe, media locali e nazionali, ricoveri coatti, sgomberi forzati che trattano cittadini incensurati e moralmente irreprensibili come delinquenti di strada, è uno spettacolo grottesco, brutale e raccapricciante che non merita, l’isola più Bella del Mondo.

Io ci auguro per il venturo Natale, ma anche per la stagione 2026 il tutto esaurito di prenotazioni e presenze, ma a condizione che lidi, ormeggi, territorio, terme, strutture di divertimento notturno, alberghi di extra lusso o piccole locazioni turistiche, trasporti marittimi e terrestri, sia pubblici che taxi, ci regalino vip di fama internazionale e turisti campani ed italiani morigerati, felici di soggiornare e tristi soltanto quando inquadrati nelle file del pontile di imbarco per il ritorno. Ma tutto questo è politica, tutto questo è coesione degli abitanti dell’isola, e certamente votare “sponsor” della terraferma, sempre avida dei nostri voti, non giova al miglioramento del territorio. Posso augurare buon lavoro agli eletti ed altrettanto buon lavoro ai buoni politici isolani non eletti, che sicuramente non perderanno mai la loro indiscussa autorevolezza, ma una riflessione severa sulla mancanza di un solo consigliere regionale neoletto isolano merita una forte autocritica.

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