LE OPINIONI

IL COMMENTO In politica nasce prima l’uovo o la gallina?

Conoscete senz’altro il dubbio, che affonda le radici negli albori dell’umanità, su chi nasce prima tra l’uovo e la gallina. I politici di casa nostra ( parlo della piccola casa ischitana) sembrano non avere questo dubbio, che ha tormentato generazioni di uomini. Nella fattispecie, il prototipo di politico ischitano, di fronte alla mediocrità del livello generale della classe dirigente amministrativa ( sempre salvaguardando le debite eccezioni) pensa che sia inutile ogni forma di organizzazione democratica ( per esempio i “ partiti”) se prima non si “ educano” i candidati consiglieri comunali, assessori, Sindaci. Questa teoria è stata di recente sostenuta anche da Ottorino Mattera, Presidente del Consiglio Comunale d’Ischia.

L’ha enunciata, in un’intervista al Golfo, a proposito dell’opportunità di costituire, al Comune d’Ischia, un gruppo consiliare del Partito Democratico, come auspica Lello Pilato, segretario del locale circolo PD. Sostiene Ottorino che prima bisognerebbe “ svezzare” quei consiglieri che sono politicamente ancora immaturi, se non a digiuno dell’ abc della politica. Ora, non v’è dubbio che il livello di competenza di certi consiglieri è vicino allo zero. Tuttavia non si capisce chi dovrebbe “formare” gli aspiranti esponenti della classe dirigenziale politica. In quale sede, da quali maestri dovrebbero apprendere le buone regole della pubblica amministrazione? Se non attraverso il confronto in un circolo, una sezione di un partito politico? Ovviamente servendosi anche di nuovi mezzi di comunicazione, di nuove forme di selezione, rappresentanze, in qualche caso di democrazia diretta. E quale filo di congiunzione, quale cordone ombelicale può esserci tra circolo ed assemblea consiliare comunale se non la costituzione di gruppi consiliari ispirati ad un partito o anche ad una lista civica (che non sia però una somma di individualità ed interessi personali ma il risultato di un comune sentire). Viene anche sostenuta la tesi, da gran parte degli attuali politici, che sia inutile proporsi all’elettorato con idee, programmi, volontà nuove e riformatrici, dal momento che l’elettorato vuole rappresentanti che – individualmente – dimostrino di essere capaci di risolvere un loro immediato interesse, a prescindere da norme, regole, giustizia sociale o bene comune.

Ci sono consiglieri comunali che riconoscono come “insano” il comportamento clientelare e dal fiato corto (vi sembrerà strano ma lo sostiene, in privato, anche il consigliere Luca Montagna, considerato un calcolatore cinico) ma che dicono di seguire la corrente (va dove ti porta la gente!) tanto è inutile tentare di cambiare il corso delle cose. Allora, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza e mettiamoci d’accordo. Se vogliamo una società migliore, un Comune meglio amministrato, un’isola che vada verso il futuro e il progresso, da dove dobbiamo incominciare a mettere mano? Il mio amico Mizar propone una soluzione drastica (tra l’altro condivisa da molti cittadini sui social): azzeriamo tutto! Commissariamo tutti e sei i Comuni, affinché – nel frattempo – nasca una nuova generazione di consiglieri e amministratori. In questo caso si privilegia l’uovo rispetto alla gallina. “dall’uovo il nuovo”, fa anche rima. Sembra l’uovo di Colombo, la soluzione geniale, il tocco magico. Ma non ne sono convinto. D’accordo, l’attuale classe dirigente amministrativa è una “gallina vecchia” che andrebbe sostituita, ma facciamoci almeno un buon brodo! Non si dice “gallina vecchia fa buon brodo”?

Io ho una visione, non solo della politica ma del corso della storia, secondo cui i grandi mutamenti si hanno quando un manipolo di precursori, eroi, intellettuali, mosche nocchiere, élite è capace di innescare e sollecitare l’opinione pubblica, una maggioranza (silenziosa o chiassosa che sia) che poi determina – di fatto – il cambiamento. E’ una strada lunga e tortuosa, ma non ne conosco altre. Se così è, non possiamo esimerci dall’esaminare che cosa non ha funzionato negli ultimi decenni, per quale motivo ad Ischia non è riuscito ad imporsi un manipolo di “uomini guida”, di illuminati (Grillo direbbe di “elevati”) in grado di svegliare coscienze e menti sopite che attendono squilli di tromba per una nuova “carica riformatrice”. Eppure l’isola vanta alcune individualità, in campo professionale e culturale, di eccellenza. Eppure l’isola, in quanto a mezzi di informazione locale, è all’avanguardia, con – addirittura – due quotidiani e TV locali. Eppure l’isola ha Centri Studi storici, culturali, artistici, scientifici, filosofici di alto livello, come sono di ottima qualità alcuni Premi giornalistici, cinematografici ed alcuni eventi teatrali. Dov’è il buco? Dov’è il deficit dell’isola? Che la tiene zavorrata a terra come una mongolfiera che non riesce ad innalzarsi? E’ la mancanza di coesione! Il deficit sta nella totale mancanza di collaborazione, integrazione, intesa su tutti i punti fondamentali del vivere quotidiano isolano. Ed ecco che gli avvocati si spaccano , le Associazioni commercianti pure, i 6 Comuni non si fondono e scelgono strategie diverse (Ischia e Barano pro depuratore, restanti Comuni pro condotte, opportunamente aggiornate e adattate), Associazioni e Centri culturali che non si parlano, Premi ed eventi che non si raccordano per un unico calendario isolano, giornalisti e direttori che attaccano altre testate, pretendendo di impartire lezioni di deontologia al collega concorrente (Suvvia!). E se è la ”coesione” il deficit isolano, la risposta al quesito “nasce prima l’uovo o la gallina?” non può che essere: “nasce prima la gallina, chi cova, chi forma, l’incubatore,” E in politica la gallina è qualsiasi sede adatta alla maturazione, al confronto, all’arricchimento della competenza.

A proposito di “gallina vecchia” che qualcuno vorrebbe buttare, rottamare, inibire alla votazione (lasciando votare solo i giovani) essa può ancora fare un buon brodo se chiamata a fare da “tutor”, da ”saggio” da portatore di esperienza. A proposito di “uovo” che è il prodotto della gallina, destinato ad andare sugli scaffali de supermercato della politica, esso può essere di tanti tipi: piccolo, medio, grande, bio,allevato a terra e si può cucinare in tanti modi o abbinarsi a molte pietanze o dolci. A volte può essere usato per fare la maionese che, se non fatta con accortezza, può “ impazzire”. Ed è quello che sta succedendo in politica, a livello locale e non solo locale. Un impazzimento diffuso e lacerante. La coesione rimane perciò il rimedio più urgente ed indispensabile dell’attuale politica amministrativa. A questo punto va il mio augurio e il mio piccolo contributo al Convegno, organizzato da Il Golfo per domani, lunedì al Palazzo reale su: “Ambiente. Patto Strategico per l’isola d’Ischia” riguardante la conclusione, la definizione e la programmazione di progetti in corso o futuri. Vi partecipa il Sindaco della Città Metropolitana di Napoli, De Magistris e i Sindaci (e Commissario prefettizio) isolani. Il mio augurio e il mio caldo invito è quello di cercare le ragioni della condivisione e non quelli della divisione. Di non curare la propria immagine o quella del singolo municipio rispetto all’immagine complessiva dell’isola, inserita nel contesto metropolitano. Poi, certo, occorre mettere in campo concretezza, fattività ed operatività. Se qualcuno ha commesso l’errore di predisporre ordinanze per la tutela dell’ambiente senza crederci, abbia il coraggio e la modestia di riconoscerlo e ne discuta apertamente. Se qualcuno ha emesso ordinanze sapendo preventivamente di non avere i mezzi e le competenze per attuarle, controllare, farle rispettare, espliciti tutti i dubbi, le perplessità e contribuisca, insieme agli altri, a trovare i giusti rimedi e i giusti accorgimenti. Educhiamoci alla coesione!

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