IL COMMENTO Ischia, Campania, cultura e rapporto col mare

Mentre aspettiamo di capire quale sarà il quadro elettorale campano per le elezioni regionali di novembre, è utile tracciare qualche linea programmatica per il futuro, di cui la politica purtroppo non parla. Il PD annuncia che nei prossimi giorni comunicherà il nome del candidato Presidente. Come se il futuro della Campania fosse solo un problema di nomi. E il nome poi da chi verrà scelto e per quale programma? E come è possibile che il PD e De Luca non trovino una mediazione soddisfacente, al di là della questione del terzo mandato? Che senso ha che l’Assessora Fortini, che ha dato un apprezzabile contributo al sistema scolastico isolano, dichiari apertamente che tra De Luca e PD, sceglie nettamente De Luca? Non è anche questa una scelta esclusiva sui nomi delle persone, anziché sui programmi e sulle cose da fare? In assenza di illustrazioni di programmi sia da destra che da sinistra, proviamo a intuire, da alcuni interventi su stampa, quale scenario politico regionale si potrebbe configurare. Molto indicativa appare un’intervista su Repubblica condotta da Pasquale Raicaldo (in occasione degli Stati Generali della Cultura in Campania) a Rosanna Romano, potente Direttore Generale per le politiche Culturali e il Turismo (è paradossale che nella Regione Campania, che vanta mete turistiche internazionali, non esista un assessore al Turismo e si deleghi a una dirigente super poteri in materia). Apprendiamo da Rosanna Romano che per cultura e turismo la Regione Campania ha 800 milioni di euro da spendere entro il 2028 dai fondi di coesione. Poi snocciola una serie di numeri, statistiche, bilanci sulle attività culturali svolte o da svolgere.
La Regione ha fortemente sostenuto il cinema, che altrimenti rischia di sparire, con 93 milioni di euro, aiutando 404 produzioni, 100 tra festival, rassegne, premi. Sono state supportate 35 sale cinematografiche. Altro settore molto agevolato è quello degli spettacoli dal vivo : sostegno a 1519 eventi nel corso degli ultimi 4 anni. Sostegno a 364 realtà nel settore della promozione culturale. Aderiscono al polo regionale 268 biblioteche. Sono riconosciuti 117 musei regionali. Nell’inventario regionale dei patrimoni immateriali figurano 124 elementi ed altri 100 sono candidati ad entrare. Nell’ottica di un decentramento turistico dalla costa all’entroterra sono stati istituzionalizzati 5 cammini, 821 chilometri e 69 Comuni. Nel 2025 poi, anno del Giubileo, sono arrivati contributi a pioggia a 25 Diocesi. Rosanna Romano omette di dire però che, per privilegiare esclusivamente enti locali ed enti religiosi, quest’anno sono scomparsi dall’elenco di chi usufruiva di contributi molte Associazioni che avevano svolto un’importante funzione turistico-culturale. Questo bilancio tracciato da Rosanna Romano e le linee direttive indicate per il futuro sono convincenti? Domanda: chi sceglie gli eventi ? La Regione o gli Enti Locali in piena autonomia? Sicuro che la Regione non proponga un circuito di protagonisti che girano in tutti i Comuni Campani, senza che gli enti locali tocchino palla? Altra domanda: si dà l’occasione dell’America’s Cup che dovrebbe coinvolgere un po’ tutto il golfo di Napoli. Cosa s’intende fare? Il Sindaco di Napoli, Manfredi, ha avanzato la proposta di concedere poteri speciali ai Comuni della linea di costa, da Bagnoli a San Giovanni a Teduccio, per poter, in maniera più snella ed efficace, svolgere al meglio l’organizzazione. Per quanto il Direttore dell’Area Marina Protetta “ regno di Nettuno”, Antonino Miccio, abbia espresso entusiasmo per l’avvenimento che potrebbe e dovrebbe interessare anche le isole, non risulta che la proposta di Manfredi riguardi anche Ischia e Procida, né che le isole abbiano avanzato richiesta di essere incluse nella proposta di poteri speciali.


Ma le considerazioni più complete, più serie, in merito le ha espresse il prof. Michelangelo Russo, su Repubblica. Russo è professore di Urbanistica presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Napoli e a Ischia lo conosciamo bene anche per la sua partecipazione nell’elaborazione del Piano Paesaggistico. Che cosa dice Russo, a proposito del rapporto tra il territorio e il mare? Dice che finora è stato un rapporto frammentario, contraddittorio e compromissorio. “Troppi tratti della costa napoletana restano inaccessibili, privatizzati o esclusi dall’uso collettivo: spazi negati alla balneazione, alla socialità, al piacere semplice della prossimità all’acqua”. E fa alcuni esempi virtuosi (Barcellona, Rio de Janeiro) dove l’intervento pubblico ha restituito il mare ai cittadini. Ecco cosa dovrebbe imporre la pianificazione. Ecco un programma che è – ad un tempo – culturale, turistico, sociale e che la Regione, Ischia (ma un po’ tutto il Golfo) dovrebbe elaborare e attuare. E’ su questi temi che andrebbe scelto un candidato Presidente regionale e una coalizione che lo supporti. Scrive ancora Russo: “ Un’idea complessiva della linea di costa è urgente, e richiede un approccio alternativo. Una gestione unitaria della costa permetterebbe di ricomporre la frammentarietà della risorsa mare in un disegno strategico, capace di ricucire le fratture esistenti e di costruire un nuovo paesaggio urbano fondato sull’accessibilità, la qualità dello spazio pubblico, la sostenibilità e la valorizzazione del patrimonio ambientale”. Ischia avrebbe bisogno come il pane di una visione del genere, non avendo una linea di costa unitaria e continua, mancando una passeggiata costiera dal Porto a Cartaromana. Accessi alle spiagge vengono sistematicamente negati, come è il caso di Cartaromana, da dove si scendeva pubblicamente dallo spiazzato alla sottostante spiaggia, mentre ora bisogna fare un lungo giro dal Cimitero. Spiagge in concessione chiuse con cancelli e catenacci, come se fosse proprietà privata. Un costruendo parcheggio (La Siena) che, tra le varie difformità, ha anche invaso l’area demaniale marittima. Alberghi semiabusivi, ristoranti su palafitte più o meno fisse, che hanno occupato arenili, scogli, insenature. Hai voglia il Liceo Buchner di organizzare, per Scuola Viva, i Mestieri del Mare, l’Arte in barca, la Festa delle Barche, se non sciogliamo questi nodi fondamentali del rapporto corretto tra mare e territorio. Prima lo dobbiamo “recuperare” il nostro mare, “liberare” da occupazioni indebite, e poi possiamo parlare di mestieri, barche e turismo sostenibile.





