IL COMMENTO Ischia, i VIP e le frustrazioni di alcuni ischitani

Ischia, in questi giorni, è diventata il palcoscenico di un evento che in molti posti farebbe solo gioire: VIP famosi, yacht che solcano il mare cristallino, volti noti che scelgono l’isola per le proprie vacanze, passeggiando tra le sue vie e sedendosi nei suoi ristoranti. Un’occasione unica di visibilità e prestigio, una potenziale spinta per lo sviluppo e la crescita economica dell’isola.
Eppure, sorprendentemente, non tutti hanno accolto con entusiasmo questa ondata di celebrità e lusso. Una parte, seppur minoritaria, degli ischitani ha risposto con un coro di critiche, accuse sterili e commenti pungenti.
“Da cittadina del comune del Fungo dichiaro che non mi sono sentita incantata dalla presenza di sto mammone (riferendosi allo yacht di Zuckerberg) nelle acque del paese in cui vivo, anzi ho pensato a quanta posidonia ha sradicato con le sue ancore. Poi chiedo: è sceso a terra per prendere un caffè in uno dei bar del corso? Non mi sembra; in quale ristorantino o ristorante stellato ha pranzato? Non pervenuta alcuna notizia; ha comprato souvenir magari in una delle nostre gioiellerie? Boh. Allora non mi può incantare neanche per proprietà transitiva pensando alle attività commerciali di cui conosco in molti casi i proprietari. Chiedo inoltre quale altro comune isolano è andato a incantare comparendo e scomparendo all’orizzonte come il Rex di Amarcord? Il padrone di Meta non è Onassis che lasciava mance esorbitanti; non è neanche Rizzoli che faceva i suoi interessi ma anche beneficenza ai bisognosi. Non illudetevi, non esistono più i miliardari di un tempo; i provinciali sì, quelli non si estingueranno mai. Senza polemica ma con tanto disincanto” .A scrivere questo posto, una docente ischitana che si “scaglia” contro la presenza dello yacht di Zuckerberg nelle acque dell’isola, accusandolo di non aver consumato caffè, comprato souvenir o lasciato mance. Ma davvero il valore di una visita si misura in scontrini battuti? E davvero l’impatto ambientale si può dedurre da un pregiudizio?Sotto al suo post Francesco commenta “ha lasciato solo i suoi escrementi e inquinato il mare”; Laura scrive “avremmo dovuto ribellarci, altro che storie”; Antonietta incalza “Ma serio, perché incantarsi e sentirsi grati per la sua presenza nei nostri mari?” L’indignazione selettiva è comoda, ma non risolve nulla.
Ma qui non si tratta di semplice “lamentela” o “provincialismo”, etichette spesso usate per liquidare queste reazioni. Dietro quelle parole si cela qualcosa di molto più profondo: una frustrazione radicata in chi si sente messo da parte, schiacciato da un sistema che sembra non offrire vie d’uscita reali. Quei mega yacht e quei volti famosi non sono solo ospiti: sono simboli tangibili di un benessere percepito come lontanissimo, pietre miliari di una distanza sociale quasi insormontabile.
Ed è qui che l’invidia prende forma, non come una semplice emozione da riconoscere e superare, ma come un veleno che si maschera da patriottismo malato. Un patriottismo che, lungi dal difendere l’isola, la imprigiona in una mentalità autolesionista. Si attacca chi arriva, si demonizza chi porta visibilità e opportunità, non perché si creda realmente che questi ospiti danneggino Ischia, ma perché quei critici stanno in realtà inveendo contro se stessi: contro la loro incapacità di cambiare, contro le loro paure e delusioni.
E allora ecco il paradosso: spesso sono proprio quei critici a contribuire, direttamente o indirettamente, al degrado che tanto condannano. Sono loro a mettere a disposizione case in affitto durante agosto a gruppi di turisti “della peggior specie”: quelli che lasciano rifiuti, fanno rumore fino a notte fonda, e con il loro comportamento incivile rovinano davvero l’immagine dell’isola. Ma quando arrivano i VIP con i loro yacht, ecco spuntare le critiche più feroci, come se fossero loro i veri colpevoli di un danno mai concretamente dimostrato.
Questa doppia morale è la fotografia di un disagio che nulla ha a che fare con la tutela dell’isola, ma che parla di una frustrazione profonda e di una mentalità miope, incapace di vedere oltre il proprio orticello e di prendersi responsabilità reali. Criticare chi porta prestigio e sviluppo potenziale, mentre si tollera o si alimenta il turismo di bassa qualità che davvero sporca e danneggia Ischia, è non solo ingiusto, ma dannoso.
Si tratta di un meccanismo psicologico noto: l’attacco all’“altro” diventa uno sfogo per il malessere interno. Ma questa dinamica, per quanto diffusa, finisce per condannare l’isola a restare immobile, intrappolata in un isolamento culturale ed economico che nessuno può permettersi.
Ischia non ha bisogno di vittime rassegnate né di critici rancorosi. Ha bisogno di persone capaci di guardare oltre il proprio ombelico, di accogliere il nuovo senza timori atavici e, soprattutto, di trasformare ogni opportunità in un passo verso un futuro migliore per tutti.
Solo così l’isola potrà liberarsi dal veleno della frustrazione e diventare una terra capace di abbracciare il cambiamento senza perdere se stessa, anzi, rafforzandosi in una nuova e più consapevole identità.
Perché Ischia può scegliere: restare intrappolata nel veleno della frustrazione o diventare protagonista del proprio futuro. Ma il vero cambiamento inizia solo quando smetteremo di guardare con rabbia chi l’eccellenza arriva e cominceremo a chiederci cosa possiamo fare noi, qui, adesso, per costruire un’isola che sia davvero di tutti, ma di tutti quelli che sanno vivere in una comunità civile.






Non solo scrivete baggianate. Ora vi mettete pure a contestare gli isolani.
Ogniuno esprime la propria opinione. Ha lei piace omaggiare i vip che si recano ad Ischia. Un comune lettore del giornale esprime il suo parere su un personaggio famoso. Fete una cosa. Bennate i commenti. Così non avete pareri contrari. Altrimenti rispettare gli altri. Ai tempi di Onassis e Rizzoli era un altro turistico. Non quello di oggi. È io lo ricordo.
Gli ischitani non hanno niente da invidiare a nessuno perché hanno un tesoro che anche se piccolo è meraviglioso. Su quest’isola poi sono sbarcati i personaggi più importanti dello spettacolo, del mondo del cinema e del mondo della politica.