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LE OPINIONI

IL COMMENTO Ischia, il turismo sostenibile e la visione del futuro

di Leonardo Polito

Centinaia di visitatori che restano sbalorditi di fronte alla bellezza delle cantine di Ischia, che racchiudono l’identità di terra di quest’isola straordinaria: sembrano quasi un ritorno alla normalità pre-Covid i primi giorni di “Andar per Cantine”, la manifestazione che organizziamo da anni con tanta passione e tanti sacrifici. E di cui andiamo molto fieri, perché ci ha consentito di tracciare una rotta nelle linee strategiche dell’isola, intercettando sempre più un turismo attento alla cultura e all’enogastronomia e mettendo a sistema, finalmente, l’infinita ricchezza di sapori, profumi e storie di questo territorio, colpevolmente ignorata per molti anni, quelli nei quali si è fatto turismo puntando esclusivamente sul binomio terme-mare. Quest’anno abbiamo deciso di esserci, naturalmente nel rispetto delle normative anti-contagio, e il pubblico ci ha premiato, con oltre mille prenotazioni in pochi giorni. Vorremmo proprio che fosse un anno zero per Ischia: la pandemia ci ha costretti a ripensare a noi stessi e al rapporto con il mondo che ci circonda. Da che parte vuole andare Ischia? Davvero non riusciamo a puntare con forza sulla sentieristica, sulle manifestazioni di alto profilo che trovano – nel nostro caso da anni – il pieno apprezzamento dei turisti di tutto il mondo?

La nostra manifestazione ha una storia emblematica: si è retta per anni sulla forza di un’idea – aprire le porte delle cantine, piccole e grandi, a chi desidera scoprire la vera anima dell’isola verde – senza far leva su contributi pubblici e puntando invece sulla disponibilità dei contadini e dei viticoltori, delle aziende più grandi e di qualche sponsor illuminato, che ha creduto e crede in un percorso virtuoso.

Ma ora è tempo che l’isola d’Ischia scelga davvero la strada da intraprendere, dialogando con la Regione Campania – l’assessorato al Turismo di Felice Casucci ci è parso particolarmente attento al turismo sostenibile – e disegnando una traiettoria finalmente unitaria, laddove troppo spesso si è presentata disunita. Una traiettoria in grado di mettere a sistema le potenzialità di un territorio unico, nel quale archeologia, enogastronomia, trekking costituiscono vasi comunicanti che spesso non hanno comunicato. E nel quale, anche nel recente passato, le strategie di finanziamento hanno premiato l’affiliazione politica più che le idee, in una logica tutt’altro che meritocratica. Ci piacerebbe pensare all’isola di domani come a un territorio con meno auto (complimenti al Festival di filosofia per le domeniche ecologiche di Ischia) e con più biciclette, con sentieri tenuti bene non solo per l’opera volontaristica di chi si offre di ripulirli, prima della bella stagione, ma grazie al cambiamento di una visione culturale ancora ferma al passato. Ischia può essere competitiva con tutte le mete turistiche del mondo, ma per farlo deve voltare pagina. Noi, con “Andar per Cantine” e “Andar per sentieri”, ci siamo. E voi?


* Presidente Pro Loco Panza

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