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LE OPINIONI

IL COMMENTO La baracca di Coraggio o il Coraggio di resistere

Franco Mattera ha già passato la settantina ma ha dedicato circa mezzo secolo della sua vita all’ “impegno civile” esercitato senza confessioni religiose o convinzioni politiche. Ha esercitato la “Protezione Civile” fondando una associazione di volontari che è intervenuta su decine di incidenti, frane, incendi e terremoti senza alcun interesse personale. Avrebbe meritato la Cittadinanza Onoraria di Casamicciola e degli altri cinque Comuni dell’ isola d’ Ischia per la sua Protezione Civile. E’ intervenuto anche immediatamente la terribile sera di lunedì 21 agosto 2017 in cui la terra tremò per sei secondi. E’ nato al Majo, l’ area più sismica dell’isola. Appartiene al “popolo minuto” ed alla civiltà contadina come la più parte di noi quindi se chiedi chi è Franco Mattera nessuno sa chi è ma se chiedi di “Coraggio” lo conoscono tutti. E’ il soprannome – oggi si direbbe nickname – della sua famiglia che “scese” a Casamicciola da Fontana dopo il terremoto del 28 luglio 1883. E’ vissuto per tutta la vita al Majo e l’ antico Borgo è diventato parte di se stesso.

Dopo il terremoto si rese protagonista anche della costruzione della baracca o baraccone posto nell’ antica piazza che un tempo era la sede della Cattedrale di Casamicciola per ricostruire immediatamente la “Comunità” e stare insieme per continuare a resistere. Nel baraccone ha posto sedie, tavoli, una cucina, perfino il televisore, per un segno di continuità. Fuori c’è anche l’ insegna: “Basta con le chiacchiere. Vogliamo i fatti. Venite a visitare la nuova Pompei”. Poi c’è un manifesto della Madonna dei Dolori o dell’ Addolorata che è la Madonna scelta all’indomani del terremoto del 1883 per la protezione del Borgo che fu abbandonato dal Regno d’ Italia e mai più progettato e mai più ridefinito con strade, piazza e piazzette, vicoli. Per 134 anni la ricostruzione fu spontanea necessariamente “contro” lo Stato diventato Repubblica che non dava norme di ricostruzione. E’ quel “ baraccone” il punto di incontro di una Comunità dispersa, confusa, ma tenacemente attaccata alla terra ed alla casa dei Padri. Franco “Coraggio” ci va ogni giorno per ritrovarsi con i conterranei, gli amici, per un estremo tentativo di Resistenza. Tutto intorno restano a circa cinque anni dal terremoto macerie e tubi di ferro per imbracare palazzi, case, appartamenti, inagibili dalla impossibile ricostruzione.

LA CONFERENZA PROGRAMMATICA DI LEGNINI

Forse è qui. In questo baraccone costruito volontariamente dagli abitanti del luogo (senza che nessuna Autorità lo autorizzasse) che l’on. avv. Giovanni Legnini, neo Commissario alla Ricostruzione dei territori di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio avrebbe dovuto tenere – terzo Commissario di Governo in 4 anni di una “Ricostruzione Fantasma” – avrebbe dovuto tenere la conferenza programmatica dopo la sua nomina avvenuta con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri il 24 gennaio 2022. Perché è questo Baraccone, la sua insegna, l’ immagine della Madonna dei Dolori, che non solo è il luogo del disastro ma è il simbolo di quello che in Italia non si fa e che resta immobile per anni tanto che nascono “Nuove Pompei” e l’ unica speranza non è nello Stato Civile monarchico o repubblicano ma nella preghiera alla Vergine Maria venerata dai cattolici in tutte le forme ed in tutti i luoghi. In Piazza Marina è al “Buon Consiglio”, a Lacco è “Assunta in Cielo”, a Forio è del “Soccorso”, allo Schiappone è di “Monte Vergine”, a Serrara è “del Carmine” ma qui al Majo è l’ “Addolorata”, quella che compendia tutti i dolori.

Legnini avrebbe dovuto ripartire con le parole di una conferenza programmatica da questi luoghi perché sono questi luoghi che esprimono l’ inefficienza dello Stato e indicare come ripartire da qui perché questo è il problema. Invece l’ on. Legnini ha convocato le associazioni” dell’ isola d’ Ischia interessate alla Ricostruzione per la giornata di oggi con inizio alle ore 16.30 nell’ Auditorium del Grande Albergo Augusto di Lacco Ameno per illustrare “le linee di indirizzo delle decisioni che intende assumere per semplificare ed accelerare la ricostruzione privata e pubblica” insieme ai sindaci dei tre Comuni e – probabilmente – all’ assessore regionale al Governo del Territorio che avrebbe dovuto presentare il Piano di Ricostruzione ai sensi della legge 139/2018. Legnini ha invitato nove associazioni o comitati: Comitato Risorgeremo Nuovamente, Caritas, Associazione Ingegneri,Architetti PIDA, Tecnici sisma, Commissione sociale della Diocesi, Federalberghi, Catena Alimentare, Associazione Protagonisti. Chi siano, cosa rappresentano, cosa vogliono, non si conosce perché nessuna di queste nove associazioni (ma scelte poi con quale criterio?) ha presentato, discusso, diffuso un documento programmatico di richieste ai Poteri di Governo. Né a sua volta il neo Commissario ha diffuso ex-ante un documento programmatico sul quale avremmo potuto a nostra volta esternare osservazioni. Noi con IL CONTINENTE in cinque numeri monografici ed in tre anni – e saremmo andati avanti se non ci avesse interrotto la pandemia ed ora la guerra in Ucraina ed il nostro coinvolgimento – abbiamo presentato dettagliatissime proposte, con rigorosi riferimenti normativi ed istituzionali, ed avremmo meritato una elementare considerazione anche per il rispetto degli Statuti Comunali vigenti e della legge n.241/90 sulla “trasparenza amministrativa” ed il “diritto all’ accesso agli atti”.

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DIRETTORE DE “IL CONTINENTE”

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