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LE OPINIONI

IL COMMENTO La campagna elettorale di Serrara e il parco dell’Epomeo

A proposito della campagna elettorale nel Comune di Serrara Fontana, sulla quale ha giustamente ironizzato Gaetano Ferrandino, su queste colonne, scorgendo il tentativo, un po’ goffo, di impostarla su una “guerra” social ispirata da spin doctor (il Direttore de Il Dispari preferisce essere definito “assessore esterno” di Caruso) mi permetto di suggerire, alle parti contrapposte, un tema su cui confrontarsi sul piano dei “progetti” anziché su quello meramente mediatico. Ovviamente, tra tutti i candidati consiglieri, anch’io ho le mie preferenze tra vecchi amici e amici più recenti, che vedrei meglio di altri impegnati nell’amministrazione di quel Comune. Riconosco, però, che ci sono buoni elementi in tutte e due gli schieramenti e auspico che la contesa abbandoni antipatiche denigrazioni di avversari. C’è un solo modo di ricondurre la campagna nei binari di un civile confronto: parlare di temi reali e del futuro di Serrara Fontana. Io ne vorrei introdurre uno, nella speranza di trovare interlocutori attenti: il Parco Naturale Regionale dell’Epomeo. Ma per capire la problematica dei Parchi, è necessario un lungo preambolo sulle normative che li disciplinano.

La legge che disciplina le Riserve Naturali è la 394 del 1991. Esistono varie tipologie di Parchi, che vanno da quelli nazionali a quelli regionali, interregionali, riserve statali e regionali. Al momento in Italia si contano, tra le varie categorie, 871 aree ufficialmente registrate, per una copertura di 6 milioni di ettari di superficie protetta. I parchi Nazionali sono 25, il primo ad essere istituito, nel 1922, fu il Parco del Gran Paradiso (e il nome dice tutto) che si estende su 71 mila ettari. Se allarghiamo lo sguardo al mondo, il Parco più antico è quello di Yellowstone negli Stati Uniti, del 1872. Ritornando all’Italia, dopo il Gran Paradiso, ricordiamo il Parco Nazionale d’Abruzzo, del Circeo, dello Stelvio, delle Dolomiti Bellunesi, del Pollino, dell’Aspromonte, del Gran Sasso e via dicendo. Ce ne sono alcuni altri in progetto: le Egadi, le Eolie, il Matese e Portofino. Le 25 aree già iscritte nell’elenco EUAP (Ente Ufficiale Aree Protette) occupano complessivamente 1,5 milioni di ettari (il 5% del territorio nazionale). Ci sono poi i Parchi regionali e interregionali (146 in tutto) per il loro valore ambientale e naturalistico. Sono le Regioni, dal 1977, che legiferano la loro istituzione. La Regione Campania approvò la Legge n.33 del 1/9/1993 che istituì Parchi e e Riserve Naturali in Campania. Ai sensi dell’art.1 di tale legge, costituiscono patrimonio naturale: le formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche e biologiche che hanno rilevante valore naturalistico ed ambientale. Contribuisce, inoltre, ai criteri di individuazione dei Parchi Naturali, il “valore scenico e panoramico”.

A decidere le sorti e l’istituzione di ulteriori Parchi (oltre agli 11 individuati nel 1993, tra cui i Campi Flegrei) è un apposito Comitato Consultivo Regionale, costituito dal Presidente della Giunta Regionale, da alcuni Assessori (Agricoltura, Urbanistica, Ecologia), da due professori Universitari, un rappresentante dell’Orto Botanico, tre rappresentanti scientifici (CNR,Stazione Zoologica e Osservatorio vesuviano) più una serie di rappresentanti delle istituzioni pubbliche e delle Associazioni ambientaliste. Fondamentale è l’articolo 6 che prevede le modalità e caratteristiche per avviare una procedura per il riconoscimento di Parco Naturale Regionale: a) perimetrazione del territorio b) descrizione dei luoghi c) zonizzazione per il Piano territoriale d)misure transitorie di salvaguardia. La Regione, entro 60 gg istituisce, se ne ricorrono i presupposti, le nuove Aree Protette su proposta del Comitato Consultivo e acquisito il parere della III e IV Commissione consiliare. La gestione del Parco viene affidata ad Ente di Diritto Pubblico, istituito da decreto del Presidente della Giunta regionale. Il Direttore viene assunto tramite concorso pubblico. La Regione finanzia l’intero importo della spesa necessaria alla realizzazione del Parco, concorre alle spese di gestione ( comprese quelle per il personale e per le attrezzature necessarie).Altre entrate possono derivare da contributi pubblici e privati nonché da fitto di eventuali locali rientranti nella zona di competenza.

Detto ciò, c’è qualcuno che non ritenga il comprensorio dell’Epomeo perfettamente in linea con i requisiti richiesti? Per gli aspetti geologici, floro faunistici, biologici, per le Case di Pietra, il Tufo verde, per il panorama? Per i “sevule”(le selve) e i “vuosch” (i boschi), i castagneti e lecceti, la roccia bianca (la Pietra dell’Acqua) e Pietra Perciata (Pietra Bucata), per i “nevaioli” (le fosse della neve), i conigli selvatici, i falchi e i rettili? E siccome un Parco può comprendere più aree, anche non contigue, andrebbe inserita anche la bellezza unica dei Pizzi Bianchi, che da Noia arrivano fino ai Maronti, presentando pizzi fino a sei metri di altezza, grotte scavate nel tufo bianco, canyon spettacolari. Cosicché, più propriamente, si dovrebbe dar vita al “Parco dell’Epomeo e dei Pizzi Bianchi”. Se siamo d’accordo sull’eccezionalità dei luoghi, perché non mirare alto e costruire le basi per ottenere il Parco Naturale Regionale dell’Epomeo? Queste sono le cose che vorremmo sentire dai concorrenti nell’agone elettorale di Serrara Fontana. Dimostrateci che quando, con Franco Iacono, andate nel silenzio dei boschi a celebrare un Capodanno o un Ferragosto “diversi”, lo fate nella piena consapevolezza di voler assicurare un futuro migliore, sostenibile e carico di umanità al vostro Paese.

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Antonio Buono

I parchi naturali in Italia, sono l’esempio della vergogna e del peggior degrado e della totale abbandono. Molti sono nati per togliere luoghi di caccia ai cacciatori, come a dire che l’unico problema da risolvere sia la caccia. Attualmente la Sila viene divorata dalla processionaria così come i nostri pini e le nostre palme muoiono nel disinteresse di tutti.
L’Epomeo è di tutti, la gestione dovrà essere affidata al buon senso ed allafruibilità di chiunque.

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