LE OPINIONI

IL COMMENTO La crisi di Governo non tocca la ricostruzione

DI GIACOMO PASCALE

Il commissario straordinario per la ricostruzione Carlo Schilardi sin dai primi momenti della crisi ferragostana di Governo ci ha rassicurati: nessun eventuale cambio di esecutivo avrebbe inficiato o rallentato ciò che si sta facendo per la ricostruzione post sisma. Abbiamo delle ‘tutele’. C’è una legge dello Stato sulla ricostruzione. Una legge che deve essere perfezionata ma che ha dato i suoi primi frutti. E poi c’è un commissario straordinario nell’esercizio pieno delle sue funzioni e ci sono le prime risorse stanziate pari a 165milioni di euro. Una somma che non possiamo dire che sarà sufficiente, ma che certamente rappresenta una buona base di partenza. La crisi di Governo, quindi, non mi ha mai preoccupato sotto questo punto di vista. Adesso che andiamo verso la riconferma di Giuseppe Conte alla presidenza del Consiglio dei Ministri, sono sicuro che anche Schilardi resterà alla guida del Commissariato per la ricostruzione. Ciò significa che si continuerà a lavorare per la ricostruzione in piena serenità. 

Alla luce di questa crisi estiva di Governo, pero, è necessaria una riflessione. Mi piace pensare che il ministro dell’Interno Matteo Salvini avesse un accordo con il segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti per andare al voto. Non voglio pensare che un ‘animale politico’ come Salvini abbia creato una crisi sul nulla. Mi piace pensare che alla base ci fosse un accordo che però Zingaretti non abbia potuto rispettare perché i gruppi parlamentari fanno capo all’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi. In alternativa Salvini potrebbe essere stato colpito dalla “sindrome di sondaggio” senza rendersi conto che in Parlamento è presente con solo il 17%. In questo caso, pero, dovrei ricredermi sulle sue capacità politiche: altro che capitano, non sarebbe nemmeno un marinaio.

Credo, però, che in ogni caso il motivo del mancato voto sia solo uno: nessun parlamentare dopo 14 mesi vuole ritornare al voto. Questa è la realtà anche se nessuno è disposto ad ammetterlo preferendo nascondersi dietro lo spred, l’aumento dell’Iva ed il bene del Paese. Chi fa politica sa che il voto è mutevole e probabilmente il 70% degli attuali parlamentari non sarebbe stato rieletto chi perché il partito di appartenenza è in caduta libera, chi per cambio di scenario. Il voto fa paura a tutti. Nessuno vuole dire “a casa non voglio andare”. Rimanere a Roma fa piacere a tutti. La poltrona è comoda. Non mi scandalizza l’alleanza giallo-rossa nè mi spaventa l’idea che due avversari possano mettersi insieme. L’auspicio è che Pd e Movimento 5 stelle possano governare e dare risposte concrete al Paese. E sono sicuro che per la nostra isola, per ciò che riguarda il sisma, il Governo, attraverso il commissario Schilardi continuerà a darci delle risposte. 

* SINDACO DI LACCO AMENO

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