LE OPINIONI

IL COMMENTO La Difesa del Paesaggio

DI GIUSEPPE LUONGO

Tutti sono impegnati alla difesa del Paesaggio, come si evince dalla Stampa che illustra l’accordo tra Regione e Soprintendenza per la ricostruzione nei tre comuni di Casamicciola Terme, Lacco Ameno e Forio per il sisma del 21 agosto 2017 e il dissesto prodotto dalla colata di fango del 26 novembre 2022. Infatti, è il paesaggio la tematica che avrebbe impegnato maggiormente le istituzioni nel recente confronto per il piano di ricostruzione. I paesaggi della Campania, come può rilevarsi dal Piano Paesistico Regionale, sono identificati in base alle strutture fisiche,ecologiche, agroforestali e storico-archeologiche. Tali indicatori sono prevalentemente qualitativi, pertanto, l’applicazione dei vincoli previsti dal Piano può variare nel tempo al cambiare dell’ideale scientifico, concetto che rappresenta il complesso di opinioni accettate dalla comunità, in un dato periodo, ai fini dell’attività scientifica. Tutto ciò per la parte che determina gli indirizzi dell’attività scientifica sulla definizione delle “Unità di paesaggio”, alla quale si aggiunge la variazione del clima culturale che condiziona la percezione di benessere delle componenti del paesaggio.

Il Piano paesistico prevede non solo vincoli per la conservazione dei beni ambientali, ma anche programmi integrati per la risoluzione del degrado ambientale e la valorizzazione del territorio attraverso la sua rigenerazione territoriale. Rigenerazione è la nuova parola magica utilizzata dagli urbanisti che indica più una speranza nella risoluzione di uno stato di crisi ambientale che una certezza. Se poi l’intervento non produce la rigenerazione prevista la responsabilità sarà da attribuire all’incapacità del sito a rigenerarsi. Nella logica del Piano paesistico temo che sia tutto finalizzato ad evitare la modifica del paesaggio da parte di nuovi insediamenti e dalleinfrastrutture senza che sia presa in considerazione la necessità di rendere sicuro il territorio urbanizzato dai rischi naturali.

Ironia della intersezione della storia naturale con la storia civile, da un canto la sicurezza delle comunità prevede un intervento sul territorio che mitighi gli effetti delle manifestazioni estreme della natura sulle aree antropizzate, mentre dall’altro si sceglie di difendere il paesaggio. Ma senza intervenire sul territorio con opere e strutture adeguate diventa arduo se non impossibile, mitigare gli effetti degli eventi naturali estremi. Naturalmente non mi riferisco agli interventi per la mitigazione del rischio sismico, perché, in questo caso l’azione investe gli edifici per renderli resistenti alle sollecitazioni prodotte dagli scuotimenti. Tuttavia, non mancano tra gli strumenti per evitare le catastrofi dei terremoti quelli di scegliere di destinare le aree maggiormente esposte ai sismi ad altre funzioni, realizzando in queste parchi naturalistici anziché insediamenti e relative opere di urbanizzazione, come proposto in più occasioni pubbliche per il terremoto di Casamicciola. In questo caso non abbiamo registrato alcun intervento di istituzioni per promuovere il paesaggio naturale, finalizzato alla mitigazione del rischio sismico nell’isola d’Ischia. In altri luoghi, come a Gibellina, nell’area delle rovine del terremoto si è realizzata un’opera artistica, il Cretto di Burri. A Casamicciola ai ruderi del terremoto non è noto cosa seguirà e quando. Su questo tema sono state presentate, dallo studio di architetti investiti dal mandato dalle autorità competenti, immagini e ipotesi di intervento anche per l’area epicentrale. È auspicabile che la ricostruzione a Casamicciola da Piazza Bagni a Majo e a La Rita ponga in conto che in quest’area emerge la faglia che ha generato i crolli dei terremoti accaduti dal 1796 al 2017.È questa struttura che ha suggerito la delocalizzazione dell’insediamento da ricostruire e destinare l’area a parco naturale.

In buona sostanza la proposta congiunta della realizzazione di un Parco Scientifico-Naturalistico e delle Acque a Casamicciola e del Parco dell’Epomeo è un compromesso equilibrato tra sviluppo del territorio e conservazione dell’ambiente naturale. Con il termine Parco si intende indicare il luogo della conservazione della natura e della storia della comunità. Realizzare ciò significa guardare al futuro dalle vette della storia naturale e civile del luogo.

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