LE OPINIONI

IL COMMENTO La guerra, l’isola e il dovere dell’accoglienza

DI CHIARA CONTI

Dal discorso di Natale di David Sassoli, compianto Presidente del Parlamento dell’Europa: «Ma l’Europa ha anche e soprattutto bisogno di un nuovo progetto di speranza, un progetto che ci accomuni, un progetto che possa incarnare la nostra Unione, i nostri valori e la nostra civiltà, un progetto che sia ovvio per tutti gli europei e che ci permetta di unirci. Penso che questo progetto possa essere costruito intorno a tre assi forti, a un triplice desiderio di Europa che sia unanimemente condiviso da tutti gli europei: quello di un’Europa che innova, di un’Europa che protegge e di un’Europa che sia faro». Parole profetiche invece della speranza pare ci abbia unito una Guerra. Ci ha commosso e smosso negli animi il coraggio ,la determinazione di un popolo che vuole restare libero ,che ci chiama in causa, che vuole protezione. Non possiamo restare indifferenti,fermi nelle nostre belle e comode case ,dobbiamo reagire ,dobbiamo accoglierli ,ospitarli. Ma non basta, i nostri politici si attivino per non abbandonare un popolo che vuole essere libero.

Sono indignata per come la burocrazia italiana sia lenta, farraginosa e contorta. Vai lì, poi vai là no ma torna li: insomma, un gioco ad ostacoli per ottenere un permesso e invece noi a Scuola accogliamo… Grande è la voglia di aiutare, integrare queste famiglie monche, fatte di donne con figli che hanno lasciato le loro case, i loro mariti e anziani con un sorriso e la speranza di ritornare. Il mondo sempre nelle mani delle Donne. Ma ai tavoli delle guerre non ci sono: non le farebbero, loro sanno quanto costa in vite, case, ospedali, una guerra. I miei alunni e gli alunni di tutte le scuole li stanno accogliendo, scuole provate dalla pandemia con il Covid che continua a mietere vittime con postumi che nessuno ha il coraggio di ammettere.

Che i Comuni si affrettino a fare delibere concrete con interventi pratici: sconti sui trasporti alle biglietterie con passaporto ucraino, esenzione dal pagamento della Tari per chi ospita famiglie ucraine, sconti alla spesa nei supermercati: piccole cose, eppure grandi, da fare subito.

Sono contro la guerra ma non sopporto chi invade e limita la libertà di un intero popolo e per questo in prima persona combatto per rendere più facile la loro vita con piccoli gesti. Grazie a tutti coloro che con un piccolo gesto mi stanno aiutando e che vorranno aiutarmi in questa gara di solidarietà. Chiedo a tutti di onorare il suolo italiano accogliendo e aiutando chi oggi soffre nella speranza che a noi non accada mai. Ma è proprio la storia che insegna che non bisogna mai dire mai.

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* DIRIGENTE SCOLASTICA

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Brigida

Perchè ora tutte queste belle parole di accoglienza mentre ancora oggi muoiono troppi altri profughi da guerre e fame, da persecuzioni e discriminazioni varie? Ancora oggi muoiono in troppi in mare o nei “campi” a diversi confini, chiusi con il filo spinato e praticamente i fucili spianati? Respinti anche dai paesi che ora si sperticano per aiutare gli ucraini?
Qui abbiamo davvero profughi di Seria A e di Serie B…C…D… io non vedo differenza tranne ancora nelle teste che distinguono per provvenienza e colore della pelle. Eppure siamo tutti esseri umani, tutti bisognosi di aiuto e sostegno. E’ questo che bisognerebbe insegnare nelle scuole, nelle famiglie e dappertutto.
Pregate che non saremo mai anche noi in fuga e bisognosi di qualcuno che ci apra la porta!

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