LE OPINIONI

IL COMMENTO La politica del Tik Tok e la nostalgia dei santini elettorali

di Marco Martone

Per catturare voti e consensi, per accattivarsi la simpatia di chi di politica non sa un bel nulla, non si è mai interessato, meno che mai conosce problemi e criticità da risolvere. Ma un voto è sempre un voto. E così donne e uomini, star di Facebook, le prime per le avvenenti e generose forme che Madre Natura le ha regalato, i secondi per una notorietà conquistata sul campo (di calcio magari), sorridono su manifesti elettorali con impressi simboli e stemmi di partito, di cui forse, fino a qualche giorno fa, ignoravano anche l’esistenza. Ora parlano di immigrazione, economia, sanità e lavoro, con una competenza tutta da verificare. In questi giorni c’è anche chi ha pensato di imitare i boss di Gomorra, per convincere le persone a votare per lui (pazzesco!).

Tutti che puntano al popolo dei follower, dei rincitrulliti da tastiera, di quelli che sarebbero capaci di spendere una fortuna per seguire i corsi online dell’influencer di turno.

Non è colpa loro, forse agiscono addirittura in buona fede. Sono le prime vittime di un sistema che li sfrutta e li stritola, che modella come argilla il cuore e la testa delle persone, in uno dei periodi storici più disastrosi e deprimenti che il pensiero politico italiano abbia mai conosciuto. Se dovessero essere eletti, diventeranno la cartina tornasole di un sistema drogato e fasullo. In caso di insuccesso saranno semplicemente dimenticati.

E si badi bene, qui non si tratta di essere di Destra o di Sinistra (sempre che esistano ancora), Salviniani o Renziani, pro o contro. Il vuoto di idee, di contenuti e la pochezza della forma stessa con la quale certi personaggi illustrano i propri programmi, riguardano tutto lo scenario della politica nazionale. Una politica del Tik Tok, dei video in diretta, delle piazze “manipolate” ad arte, in modo da farle apparire più o meno vuote, a seconda della convenienza. Il tutto condito da parolacce, attacchi bassi, offese gratuite, battute volgari e show televisivi.

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Una pratica che ha francamente stancato e che ha il torto di andare a discapito della realtà, della verità dei fatti, della politica vera. Quella di Almirante e Berlinguer, delle tribune politiche in Tv e dei comizi in piazza. Quella che inondava le strade di santini elettorali e slogan di partito. La politica di cui avrebbe bisogno il nostro Paese. Pensiamo soltanto per un attimo a quanto farebbe bene anche alla nostra amata Ischia una politica vera e non virtuale, che sia dalla parte dei cittadini e che rispetti la dignità delle persone. La stessa politica nella quale credeva mio nonno, che si arrabbiava pure, perché in fondo, nonostante tutto, ne valeva la pena. 

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