LE OPINIONI

IL COMMENTO La qualità del turismo è una priorità

DI LUIGI DELLA MONICA

Ennesima rissa all’alba in Ischia città. Una notizia ripugnante, che ingenera parimenti rassegnazione allo stato delle cose. Ma davvero in nome del dio denaro e del tirare a campare noi ischitani dobbiamo continuare a tollerare questa teppaglia? Siamo noi forse il rovescio di questa medaglia, vale a dire meritiamo di incamerare reddito soltanto da bestie travestite da uomini? All’inverso, abbiamo spiagge super elìtarie, chiuse alla massa, che vai a vedere, in fondo, in fondo, anche loro sono state inquinate da pregiudicati, che vogliono mimetizzarsi con i borghesi chic, altolocati, ma che si scontrano in liti furibonde, innescate dai soliti minorenni scostumati, sgraziati e bulli, giunti a provocare i bambini altrui in mezzo al mare: nuova frontiera delle molestie senza ebike o monopattini. Tutto questo scenario lugubre si svolge in una cornice naturalistica meravigliosa: acque pulitissime, non blasonate dalle bandiere blu o da “goletta verde”, perché non si vuole fare sinergia fra operatori balneari alla vigilia del fine concessione Bolkestein. Per carità, tutti l’un contro l’altro armati: il mio vicino, chi? Quel fetente? Ma deve morirsi di fame lui e tutta la sua razza!

Lontani anni luce dalle scene viste in Romagna per i terremoti e le alluvioni, quando in mezzo al fango, ai detriti ed alla disperazione, si cantava “Romagnia mia”, eppure noi abbiamo l’arietta “Ischia, paravise e giuventù”. Ischia eden abitato da diavoli famelici, assetati di reddito e di distruzione dell’ambiente culturale, della pace e della quiete, in nome del dio pagano demoniaco denaro che si manifesta in luglio ed agosto. Amici della zona San Pietro mi dicono che la notte è impossibile dormire, che altrettanto avviene in zona via Roma, per cui esiste una infestazione non di blatte, ma di individui piccoli e maleducati che se per caso vengono ammoniti anche bonariamente a comportarsi secondo civiltà, immediatamente richiamano branchi di adulti, uomini e donne, assetati di rabbia, aggressività e senso di odio sociale da riversare nel povero malcapitato. Non posso pensare che la scena che ho visto alla Mandra, di una famiglia di cinque persone che dormiva in un loculo giapponese, stirava su di un tavolaccio per strada, con sedie modello soggiorno adagiate sul demanio comunale, sia ignota al proprietario locatore estivo. Non è lo Stato che è deficitario sulla repressione della criminalità, anche se molto morbido in questi casi di minorenni abbandonati al nomadismo notturno, materia per tesi di laura per sociologia, psicologia e criminologia, ma sono ischitani, contro ischitani armati. Non credo che un soggetto equivoco circa la provenienza dei capitali richiesti per incongrui servizi turistici sia difficile da intercettare. Eppure ho letto e visto video sui media locali che raccontavano di impraticabilità della zona Mandra, che ho già detto in precedenti mie note giornalistiche essere un paradiso fino a metà giugno e dopo il 10 settembre.

Vedete cari lettori, da abitante di Ischia Ponte, che da circa 20 anni si è salvata da questa ignominia, ricordo bene che alle spalle della chiesa dello Spirito Santo, in pratica al di là di via G.da Procida, precisamente via S. G. della Croce detta “a rete e chiazz”, vi era altrettanto sito di raccolta, non della spazzatura, ma della feccia della terraferma. Ebbene, a mia conoscenza, i gestori e\o proprietari effettuano una selezione accurata degli ospiti: risultato è che Ischia Ponte, a parte la sciagura del parcheggio “la Siena”, è vivibile. Tralasciamo la follia di permettere il transito dei maxitaxi, antitetici agli antichi meravigliosi microtaxi, che vengono abilitati a transitare anche durante le ore di attivazione ztl a differenza dell’autobus di linea. A proposito, ho scoperto che la tanto illuminata azienda provinciale, gestita dalla dirigenza migliore dei migliori, come amano definirsi alcune fazioni politiche, fa uso del lavoro interinale, che di per se stesso è lecito ed incontestabile, ma ingenera spesso cancellazioni di corse, per improvvisi cambio turni: ecco perché a volte il nr.177 per il castello aragonese salta corse, che tanti e tanti turisti di qualsiasi ceto sociale preferiscono ai maxitaxi di 22 euro per una tratta di 1.70euro. La mia non è polemica verso gli onesti operatori del servizio taxi, ci mancherebbe, ma è una riflessione sulla necessità di rimodulare il servizio, come primissimo fiore all’occhiello del turismo: si prende il taxi per raggiungere una meta isolana sconosciuta.

Non è possibile che il turista da aliscafi a Ischia Ponte impieghi circa 15 minuti per 20\22 euro, senza bagagli, mentre con 25 minuti circa stivato e nel caldo della ressa preferisce l’autobus di linea ad 1.70 o 2.10 euro. Un’isola che è abitata da almeno 50 mila unità viventi sul territorio non può avere maxi autobus, maxitaxi, auto e motocicli con una benzina\gasolio sui 2.30 euro: constatate voi stessi chi sono i clienti abituali di questi mezzi di trasporto, se non i suddetti ominidi che si riconoscono per i tatuaggi. È evidente che una famiglia di impiegati con due figli, che notoriamente rispecchia la fascia delle persone tranquille, lavoratrici ed oneste, che monitora ed alleva diligentemente i minori, non può mettere piede ad Ischia, ma può farlo chi invece ha grossi capitali da gettare, fra affitto circa 8000\1000 euro due mesi, 3000 euro spiaggia e 400 euro di ristorante tutte le sere.

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Questo offre Ischia e non si vuole puntare ad altro, mentre i mega concertoni gratis in piazza non crediate che attirino v.i.p. ed ecco che il Sindaco di Forio ci ricorda che il porte aperte alle spiagge notturne ha ingenerato solo degrado e spazzatura abbandonata, per le stelle di San Lorenzo. Non resta che capire cosa vogliamo noi ischitani per l’America’s Cup 2027: svoltare nel segno della qualità del fruitore dell’isola, oppure cadere sempre più in basso, oppure illudersi che queste notizie di cronaca nera non si propaghino in tutta Europa? Mera illusione. Nel Parlamento europeo si levò la voce di solidarietà della Von der Lyen verso Ischia – alluvione 2022 – ma immaginiamo di aspirare ad una sua visita:dovremo mettere la polvere sotto al tappeto, con la repressione straordinaria, come fece il Brasile con il reparto dei “teschi” del BOPE, all’interno delle favelas brasiliane; per il sereno svolgimento dei Mondiali del 2014 e delle Olimpiadi del 2016 la cittadinanza pagò un durissimo prezzo delle libertà personali. Ischia deve liberarsi da queste zavorre umane, ma la risoluzione si trova nella comunità isolana che deve affrancarsi, deve avere il coraggio di rischiare almeno un anno di vuoto per pieno e vietare l’accesso a queste masnade di disturbatori e metterli alla porta, senza nascondersi dietro il dito di un Onorevole, oppure la protezione delle Forze dell’Ordine, o dello Stato che è “assente”. Per questi motivi, la politica ascolti le istanze di questi operatori paralleli fai da te è comprenda il modo di contemperare giusto profitto con qualità degli ospiti estivi, altrimenti la pubblicità negativa di questi eventi ci trascinerà nell’abisso del turismo trash.

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