LE OPINIONI

IL COMMENTO La tassa di soggiorno? Il nodo è l’utilizzo dei fondi

DI GIANCARLO CARRIERO

Ho sempre pensato che la tassa di soggiorno non rappresenti un problema a condizione che sia utilizzata per i servizi turistici. In questo modo diventa un modo attraverso il quale ‘costringiamo’ il turista a pagare un servizio offerto. Se il turista ha qualcosa in cambio di fronte al pagamento della tassa di soggiorno, non protesterà mai. Il problema è che purtroppo finora tutti i Comuni candidamente ammettono che la gran parte, se non la totalità, dei fondi relativi alla tassa di soggiorno vengono utilizzati per assestare i bilanci. Questa è una pratica diffusa che, purtroppo, non riguarda solo la nostra isola. Gli amministratori locali giustificano questa scelta con il continuo taglio dei trasferimenti da parte del Governo centrale. Fatto sta che la tassa di soggiorno diventa un qualcosa che pagano i turisti per dei servizi che con il turismo non c’entrano assolutamente nulla. Questo credo che sia il vero problema.

Allora un po’ di aumento della tassa, da solo, non modificherà, a mio giudizio, in maniera sostanziale i flussi turistici. Non è quel mezzo euro al giorno a persona che cambierà il numero di presenze. Il problema è che questi soldi continueranno ad essere utilizzati in maniera impropria e non ai fini di migliorare i servizi turistici. Se noi utilizzassimo in maniera corretta i soldi della tassa di soggiorno sarebbero ben visti e ben spesi e non creerebbero alcun problema. Le amministrazioni comunali dovrebbero almeno rendicontare ciò che si fa con la tassa di soggiorno. Purtroppo, come albergatori e come cittadini, non sappiamo nemmeno questo. L’auspicio è che le amministrazioni possano coinvolgerci. Magari qualche buona idea potremmo anche darla.  

* INDUSTRIALI DEL TURISMO

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