LE OPINIONI

IL COMMENTO La tutela del mare e l’esempio di Ravenna

DI LUIGI DELLA MONICA

Sono un marinaio, amante del mare, delle passeggiate in barca, mi annoia fortemente la spiaggia, che è una cosa bellissima che rispetto, ma la pratico solo per il benessere dei bimbi. Luglio ed agosto i mesi ideali per fruire del meteo favorevole, ma la natura è inversamente proporzionale ai natanti che la usano all’esterno delle coste di Ischia, da Est ad Ovest. Il diportismo ormai è un appannaggio di ricchi stranieri, che giustamente nelle loro minicrociere di lusso toccano le nostre coste, per cui fioccano bandiere maltesi, francesi, delle isole Cayman e della marina inglese, ma tutte le rare imbarcazioni battenti bandiera italiana, fatti salvi i benestanti certificati e ben conosciuti, sono riferibili a persone residenti sull’isola, ma anche no. Analizzare la categoria socioeconomica dei cosiddetti “anche no” del mare estivo è impresa titanica. Dopo l’inizio dei lavori per l’America’s Cup 2027 mi consta che gli ormeggi si siano ridotti drasticamente, nella zona di Bagnoli, secondo un rapporto di 1 posto contro 4 precedentemente disponibili; il Sindaco di Bacoli, avendo ricevuto conferma del suo corretto operato anche sede giurisdizionale, ha delimitato i transiti di trasporti eccezionali di imbarcazioni nelle strade di accesso da e per Bacoli, riducendo drasticamente l’iniziativa economica privata dei cantieri navali che in loco avevano insediato siti di allaggio, di collaudo e\o di meccanica navale.

La guerra USA-Iran ha fatto lievitare il costo del carburante, per il blocco dello stretto di Hormuz, quindi si dirada all’orizzonte una fitta nebbia per capire chi possa realmente permettersi il privilegio della passeggiata in barca. Di contro vi sono le interdizioni all’ormeggio dell’Area Marina protetta “Regno di Nettuno”, che nell’immaginario dei nocchieri della domenica vi posso assicurare è considerato una fiction sulla piattaforma digitale “Disneyplus”. Ecco che domenica scorsa, come la domenica precedente ancora, ti vedi gommoni super veloci, modello scafista, che grazie alla Corte Costituzionale è finalmente un criminale originale, del valore di diverse decine di migliaia di euro, che sfrecciano ad oltre 40 nodi e si fermano in rada fronte spiaggia di San Francesco e lanciano in aria musiche neomelodiche e giocano con gli altri amici di barca allo sparo del tappo di champagne. Verso il tramonto d’oro di Forio un maestrale teso ha portato a riva, in direzione dei bagnanti, ogni sorta di detrito proveniente delle barche. Mi domando se questi ormeggi della domenica paghino la tassa di soggiorno, che da ultimo ho verificato che Ischia vorrebbe aumentare, eccezion fatta per le unità navali domestiche, vale a dire che provengono dai porti isolani, a cui versano regolarmente la tassa di stazionamento.

Si delinea un quadro a tinte fosche, che mi demotiva profondamente nel prendere la mia lancia e portare la famiglia a vedere il nostro mare blu e turchese, a largo di San Pancrazio.

Se andar per mare in Ischia e Procida, nei mesi di luglio ed agosto, in particolar modo nei week-end, significa creare un rischio di incontri ravvicinati del quarto tipo, con ominidi super tatuati, accompagnati da donne più aggressive e violente di uno scaricante di porto algerino, che manifestano il proprio io ipertrofico gareggiando a largo di Ischia e Capri a forti velocità, meglio stare in spiaggia.

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ANMI Ischia è gemellata con ANMI Ravenna, che, nel solco della capitalizzazione culturale del mare 2026, ha dato impulso ad un supercollaudato progetto di tutela del mare: la Guardia Costiera Ausiliaria. Badino bene i lettori che lo cito solo per amore di cronaca, ma non mi illudo che Ischia, tanto presa dal suo narcisismo autolesionistico, possa creare una conferenza di servizi per trasformare questo sogno in realtà. Anmi Ischia è purtroppo un pensionato di uomini di mare indeboliti per ragioni anagrafiche, ma la linfa vitale dei giovani è totalmente assente. Non discuto che tanti ragazzi in estate debbano fare apprendistato nelle aziende turistiche di famiglia, ove esistenti, ma ci saranno dei giovani che sono disponibili, al di là dell’ozio dalla chiusura delle scuole, a capire come fare la differenza per l’amore del nostro mare. La guardia costiera ausiliaria non è un progetto di “rambismo” o destinato a fanatici che vogliono a tutti i costi indossare una divisa per farsi notare. Essa risponde ad una visione di civiltà e di rispetto del mare, che è sicuramente risorsa economica, ma che deve osservare le sue leggi naturali e quelle poste a protezione della vita e della sicurezza dell’uomo.

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Non è assolutamente polizia marittima, che è prerogativa delle Forze dell’Ordine, ma è corpo ausiliario civile che determina una maggiore consapevolezza dell’amore del territorio nei turisti e nei residenti. Sapere che un’area di ormeggio è interdetta perché riservata agli scavi archeologici, oppure all’ecosistema della fauna sottomarina, significa promuovere una identità culturale e spirituale del territorio. Ma perdonate, sono solo sogni, deliri, immaginazioni di un cane, osando paragonarmi a Diogene che cerca un uomo sull’isola che possa diventare, indipendentemente dalle Forze dell’Ordine e dai loro ausiliari, un luogo ameno dove i suoi abitanti siano orgogliosamente custodi di una bellezza incomparabile e non di un caos o di un frastuono che tende solo a massacrare il loro ecosistema in nome del becero profitto a tutti i costi. L’economia deve prevalere e proliferare, ma non in un contesto di brutalizzazione del territorio e di accettazione omertosa del compromesso morale, che è immanente nella nostra comunità.

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