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LE OPINIONI

IL COMMENTO Lacco e il porto, una vicenda Kafkiana

DI GIACOMO PASCALE

Sono certo che le vicende del porto di Lacco Ameno potranno ispirare il prossimo film di Tarantino: si sta sviluppando una trama degna di un kolossal hollywoodiano. Quando poi la questione è semplice: come promesso in campagna elettorale, vogliamo che l’approdo turistico venga gestito dal “pubblico” e, quindi, consegnarlo ai cittadini. Tutto qui. Invece, è davvero commovente la passione che taluni stanno mettendo in campo per non perdere i remi dalla barca. E’ evidente il forte interesse economico. Eppure, stiamo parlando di un’infrastruttura strategica gestita da un privato che non ha generato nemmeno un centesimo a favore dei cittadini nelle annualità 2019, 2020 e 2021. Ebbene sì: l’attuale concessionario tra canoni e utenze deve al comune oltre 700.000 €! Vi sembra normale? A noi no, per nulla. Per questo motivo reclamiamo a gran voce un modello di gestione pubblica. Il che si traduce in maggiori incassi per il nostro ente e, dunque, in maggiori servizi da erogare a favore della cittadinanza.

Dall’altro lato della barricata, invece, c’è chi ritiene che vada accordata la proroga agli attuali gestori. A onor del vero, va anche detto che in questo lato della barricata c’è il consigliere comunale De Siano, che scalpita per far rimanere tutto così com’è, cioè nelle mani dell’attuale concessionario (che, come si sa, è moroso). Anzi, lo ha detto esplicitamente in occasione dell’ultimo Consiglio Comunale, sostenendo che la gestione portuale non sarebbe dovuta passare nelle mani pubbliche e che sarebbe stato giusto prorogare la concessione al privato, votando contro l’atto di indirizzo del Consiglio Comunale che a maggioranza vuole far prevalere l’esclusivo interesse pubblico. Non so voi, ma io ritengo che chi non vi paga (e sì, perchè il gestore non ha erogato i fondi al Comune e quindi, indirettamente, a voi) non merita un premio, non merita certo la riconferma. Tutt’altro: deve andare a casa! Questa situazione è Kafkiana, se pensate – inoltre – che la concessione era stata già revocata, oltre che esser scaduta per fine contratto.

In ogni caso, il Tar ha fissato l’udienza al 30 giugno. Quindi l’attuale concessionario non ha smesso di operare il 9 giugno: occorre aspettare fine mese per capire – in ossequio alla decisione del Tar – se le “proroghe Covid” possono essere applicate anche a un soggetto palesemente moroso (titolare di una sub-concessione e nemmeno di una concessione demaniale) o se – come sosteniamo noi – il contratto è finito e dunque può iniziare finalmente la gestione pubblica (affidando all’esterno solo il servizio di ormeggio, ma con un incasso diretto per quanto riguarda i diportisti).

* SINDACO DI LACCO AMENO

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Che poi sorge spontaneo un dubbio: perchè il consigliere comunale De Siano sostiene fortemente le parti del privato? Non dovrebbe sostenere la volontà dei cittadini che ci guadagnerebbero solo da una gestione pubblica? Non dovrebbe puntare il dito contro chi non ha versato un centesimo (dal 2019) a favore dei lacchesi? Perchè queste stranezze? Ma alle mie domande antempongo le risposte dei cittadini, che con duplice sentenza hanno chiaramente scelto la parte della barricata che vuole l’approdo turistico in mano pubblica.

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