IL COMMENTO L’America’s Cup e la sfida di Ischia, adesso tutti uniti

DI MARCO BOTTIGLIERI
C’è un appuntamento all’orizzonte che promette di segnare indelebilmente la storia del nostro golfo. L’America’s Cup 2027 non sarà soltanto la competizione velica più antica e prestigiosa del mondo, ma si preannuncia a tutti gli effetti come il più grande evento sportivo del 2027. Un palcoscenico globale, una vetrina internazionale senza precedenti che accenderà i riflettori sulle nostre acque, sulla nostra costa e sulla straordinaria bellezza dei nostri paesaggi.
In questo scenario da favola, le isole del golfo giocano un ruolo da protagoniste assolute. E Ischia, in particolare, assume una rilevanza strategica fondamentale.
Non siamo semplici spettatori di questo spettacolo: la nostra isola vanta cinque grandi porti, tre si affacciano sul Golfo, pronti a mettersi a disposizione della macchina organizzativa. Strutture capaci di fare da supporto logistico, da approdo d’eccellenza per la flotta dell’evento e per il turismo ad altissimo valore aggiunto che la Coppa America porta con sé. Le opportunità economiche, d’immagine e di sviluppo infrastrutturale per le nostre imprese sono enormi, quasi irripetibili.
Come coordinatore di Assoturismo Confesercenti, ho avuto il privilegio di incontrare in più occasioni l’Assessore al Comune di Napoli con delega all’America’s Cup, Carlo Puca. Ho trovato di fronte a me un amministratore straordinariamente preparato, dinamico e pronto a cogliere e accogliere tutte le iniziative capaci di creare indotto, occupazione e visibilità per la nostra regione.
La visione che l’Assessore Puca sta portando avanti è chiara e condivisibile: non lasciare indietro nessuno. Napoli non vuole essere una cattedrale nel deserto, ma la capofila di un territorio regionale integrato. C’è però una condizione imprescindibile imposta da questo approccio: che le imprese locali e le amministrazioni sappiano dimostrarsi collaborative, pronte ed efficaci.
Napoli ci sta tendendo la mano e sta aprendo le porte a un grande progetto regionale. La domanda vera è: Ischia si farà trovare pronta o resterà a guardare dal porto?
E’ questo il punto critico. Opportunità di questa portata non si regalano e, soprattutto, non si gestiscono con i soliti metodi del passato.
Come già accaduto in altre occasioni, il rischio di veder passare il treno senza riuscire a salirci a bordo è reale. La vera sfida non si giocherà solo in mare tra i catamarani, ma nei palazzi municipali della nostra isola. Sarà fondamentale che le sei amministrazioni dell’Isola d’Ischia sappiano finalmente fare squadra.
Un territorio piccolo e prezioso come il nostro non può più permettersi il lusso di presentarsi diviso a un appuntamento con la storia. Troppo spesso il nostro potenziale è stato imbrigliato da campanilismi anacronistici, divisioni politiche, invidie e visioni a breve termine.
Se vogliamo intercettare l’indotto dell’America’s Cup e dare risposte concrete al mondo delle imprese turistiche e commerciali che rappresentiamo, i sei Comuni devono parlare con un’unica voce. Serve una regia unica e una visione strategica d’isola. Le Associazioni di Categoria e gli imprenditori vanno coinvolti nella costruzione del progetto condiviso. I cinque porti ischitani, non devono essere visti come “proprietà” di un singolo municipio, ma come un sistema portuale integrato a servizio di una grande sfida internazionale.
L’evento del 2027 è una chiamata alla responsabilità per la nostra classe politica, per le categorie economiche e per l’intera comunità. L’onda del grande riscatto sta arrivando e Napoli ha tracciato la rotta: sta a noi decidere se remare tutti insieme nella stessa direzione o lasciarci travolgere, restando a guardare dalla riva l’ennesima occasione perduta.





