LE OPINIONI

IL COMMENTO L’auto…distruzione di un’isola

Giorno per giorno cresce il numero di persone che si stanno rendendo conto dell’impossibilità di continuare ad assistere impassibili all’escalation del traffico veicolare ad Ischia. C’è chi se la prende con le e-bike, chi con i motocicli, chi con i monopattini, con le auto, con i mezzi pubblici troppo grandi e, ancora, chi si scandalizza per le centinaia e centinaia di camion, furgoni, veri e propri autotreni per il trasporto delle merci. Ma una cosa ormai è certa: così non si può continuare. Per il ripetersi di incidenti gravi o mortali, per lo stress quotidiano, per l’aumento della litigiosità, per l’insopportabilità dell’inquinamento acustico ed ambientale. Ed è veramente paradossale che le sei amministrazioni comunali ancora stanno lì, ogni anno, a sottilizzare su deroghe al divieto di sbarco di auto regionali, in base al numero di giorni di permanenza in strutture ricettive di questo o quel Comune più o meno lontano dal porto. E poi, su Il Golfo, il Sindaco di Lacco Ameno, che pure, tra i primi cittadini, è quello più convinto della necessità di un abbattimento drastico del numero di auto in circolazione, afferma che c’è accordo e sintonia tra le varie municipalità. E poi Gaetano Colella, nel mentre, su FB lancia l’allarme e incalza i Sindaci all’assunzione di provvedimenti drastici e immediati (come, ad esempio, l’applicazione delle targhe alterne) fa fatica ad accettare l’idea del Comune Unico, che renderebbe più realistica e gestibile una politica isolana di ridimensionamento del traffico o, quantomeno, servirebbe , allo scopo, un Comando Vigili Urbani unificato e un’unica Regolamentazione isolana per taxi e microtaxi (che va ripensata in una logica unica di funzionalità, decoro e comportamento che non danneggi ulteriormente l’immagine turistica di Ischia).

Altro argomento su cui riflettere è la regolamentazione delle agenzie di noleggio auto e motocicli. L’iniziativa privata, che si sforza di intraprendere sempre strade nuove e rispondenti ai mutamenti della domanda, certamente non va “ingabbiata” ma, in considerazione che gli autonoleggi svolgono un servizio pubblicamente rilevante, vanno sollecitati a interloquire e concordare, con l’ente pubblico locale, modalità, tipologie e numero di mezzi totali da dare in noleggio. E’ assurdo che i sei Comuni ignorino il numero totale di autonoleggi esistenti sull’intero territorio isolano, che si ignori il numero totale di auto e moto immessi sul mercato del noleggio e s’ignori, infine, che tipo di mezzi vengono utilizzati: a gasolio, a benzina, elettrici. E che senso ha non porre un limite al numero complessivo di mezzi da noleggio, che minaccia di aggirare del tutto il divieto di sbarco di autoveicoli e motoveicoli nel periodo estivo? Forse, sarebbe bene, ancora una volta, rispolverare una serie di studi e proposte, presentate nel corso degli anni, ma mai effettivamente messe in atto.

Per conoscenza diretta da esperienza politica giovanile, cito uno studio che esperti, incaricati dalle sezioni Socialiste dell’isola d’Ischia (parliamo del 1965) misero a punto. La commissione di esperti era presieduta dall’ing. Francesco Di Manso e vi facevano parte uomini eccellenti come, ad esempio, il prof. Cristofaro Mennella. L’idea della commissione era quella della creazione di un secondo anello stradale isolano connettendo, in maniera razionale e continua, una serie di tronchi stradali già esistenti ma scollegati tra loro. Il tracciato si distendeva a mezza costa (a quota di circa 50 metri) e coinvolgeva località come Cava Grado, Succhivo, Panza nonché parte della collina (a 150 metri di quota) nel territorio di Forio. Sarebbe difficile, in questa sede, illustrare nel dettaglio la proposta. Basti sapere che esiste una precisa mappa cartografica che disegna esattamente questo eventuale secondo anello. Venendo a tempi più vicini a noi, ricorderemo che, all’epoca in cui gli isolani Franco Iacono ed Enzo Mazzella erano alla Regione, il Servizio Regionale Trasporti, Aeroporti, Opere Marittime e Portuali, licenziò uno studio-proposta per le isole di Ischia e Procida (febbraio 1981). In esso veniva esaminato il trasporto terrestre e della Sepsa, I dati di stima esponevano che, nel 1980, rispetto al 1979, c’era stato un incremento del 13% di mezzi pubblici. Il personale era costituito da 115 unità (63 autisti,31 bigliettai, 16 addetti all’officina, 6 impiegati amministrativi). Naturalmente, in estate, vi erano unità aggiuntive. Il parco autobus era costituito da 29 autobus. A Procida il servizio veniva svolto da tre ditte private: Ventriglia, Cozzolino, Scotto. Il rapporto prendeva atto che alcuni rioni dell’isola di Procida erano totalmente scollegati: Terra Murata, Piazza dei Martiri, Starza, Cimitero, Pioppeto e Ciraccio. Questo provocava una crescita esponenziale del traffico di auto e moto private. Interessante notare come il Servizio Regionale. Già nel 1981, facesse la seguente considerazione: “Un incremento del trasporto pubblico, favorirebbe un turismo dal volto umano, fondato essenzialmente sull’ecologia che Procida sembra voler perseguire”. Intendiamoci, ancora oggi Procida è soffocata, come Ischia, dal traffico, però “persegue” una filosofia culturale ed ecologica che, francamente, ad Ischia ancora non si intravede. Nel 1980, il costo complessivo del personale era di 2.069.618.000 di lire. Ma ecco la proposta shock del 1981 estendere il divieto di sbarco a tutti i mezzi, nel periodo estivo, con una sola eccezione: le auto con targa straniera. Provvedimento accompagnato, ovviamente, da un forte potenziamento dei mezzi pubblici. Infine uno degli studi più completi sui trasporti arrivò. Nel 1988, al Centro Congressi Cabal di Lacco Ameno, con un articolato convegno dal tema “Trasporti, Turismo, Ambiente – Una nuova strategia per lo sviluppo dell’isola d’Ischia a cura di I.TER centro napoletano di Ricerche economico-sociali. Gli estensori dello studio erano l’ing. Rocco Papa e il prof. Antonio Sforza delle Università di Napoli e Salerno e, ancora, da Vincenzo De Rensis del Comitato Tecnico del Piano Regionale dei Trasporti. C’erano tutti i dati di stima utili ad adottare un Piano conseguente: dalla mobilità residente invernale alla mobilità estiva ( 1980-1985) , dalla ricettività alberghiera a quella extralberghiera, dalla mobilità terrestre a quella marittima. Curiosa la circostanza che, nel 1988, ci si preoccupava dei Mondiali di calcio che ci sarebbero stati nel 1990 e si considerava che l’afflusso dei turisti dello sport avrebbe richiesto un numero di posti letto superiore alla ricettività della città di Napoli. Per cui si ipotizzava che località turistiche come Ischia, Sorrento e Capri. avrebbero dovuto supportare la massa di turisti e, per questo, necessitava incentivare le vie del mare.

Oggi, si pone un problema analogo, per il 2022, per l’isola di Procida che, forse, avrà più turisti di quanti ne può accogliere. Ci sarebbe da rispolverare anche un vecchio studio commissionata dalla ditta di trasporti Lombardi, per una visione nuova e diversa del sistema di interscambio e distribuzione delle merci sull’isola. Come non possiamo dimenticare che Il Golfo, per volontà della famiglia Mattera, ha dedicato una serie di incontri e convegni, con la partecipazione di varie autorità ed esperti, da cui sono emersi tante proposte, purtroppo, ancora una volta, non ascoltate da chi di dovere, ad eccezione della Città Metropolitana di Napoli che, se non altro, ha introdotto criteri di rallentamento della velocità sul circuito stradale di sua competenza. All’interno dei Comuni occorrerebbero dei sensi unici, non consentendo la carreggiata contemporaneamente la sosta di auto più il doppio senso di marcia. Così i cittadini vengono stressati da vere e proprie acrobazie, autodisciplinando un criterio di precedenza tra chi va e chi viene e zigzagando tra uno spazio e un altro tra le file di auto in sosta. Quando capiremo che auto, moto, altri mezzi di comunicazione non costituiscono il “centro” della nostra esistenza ma solo strumenti per la mobilità essenziale? Non è l’uomo che si deve “piegare” alla macchina, ma è la macchina che deve essere orientata a favorire una vita umana degna di essere vissuta. Purtroppo, anche nel mondo del lavoro si assiste sconcertati ad un ribaltamento dei ruoli: la macchina che sovrasta la vita e la condiziona al profitto, Ed è così che povere donne operaie muoiono “stritolate” in macchinari industriali, in nome di un progresso sempre più cinico. Torniamo a vivere, a sottrarci all’auto…distruzione!

Giorno per giorno cresce il numero di persone che si stanno rendendo conto dell’impossibilità di continuare ad assistere impassibili all’escalation del traffico veicolare ad Ischia. C’è chi se la prende con le e-bike, chi con i motocicli, chi con i monopattini, con le auto, con i mezzi pubblici troppo grandi e, ancora, chi si scandalizza per le centinaia e centinaia di camion, furgoni, veri e propri autotreni per il trasporto delle merci. Ma una cosa ormai è certa: così non si può continuare. Per il ripetersi di incidenti gravi o mortali, per lo stress quotidiano, per l’aumento della litigiosità, per l’insopportabilità dell’inquinamento acustico ed ambientale. Ed è veramente paradossale che le sei amministrazioni comunali ancora stanno lì, ogni anno, a sottilizzare su deroghe al divieto di sbarco di auto regionali, in base al numero di giorni di permanenza in strutture ricettive di questo o quel Comune più o meno lontano dal porto. E poi, su Il Golfo, il Sindaco di Lacco Ameno, che pure, tra i primi cittadini, è quello più convinto della necessità di un abbattimento drastico del numero di auto in circolazione, afferma che c’è accordo e sintonia tra le varie municipalità. E poi Gaetano Colella, nel mentre, su FB lancia l’allarme e incalza i Sindaci all’assunzione di provvedimenti drastici e immediati (come, ad esempio, l’applicazione delle targhe alterne) fa fatica ad accettare l’idea del Comune Unico, che renderebbe più realistica e gestibile una politica isolana di ridimensionamento del traffico o, quantomeno, servirebbe , allo scopo, un Comando Vigili Urbani unificato e un’unica Regolamentazione isolana per taxi e microtaxi (che va ripensata in una logica unica di funzionalità, decoro e comportamento che non danneggi ulteriormente l’immagine turistica di Ischia).

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Altro argomento su cui riflettere è la regolamentazione delle agenzie di noleggio auto e motocicli. L’iniziativa privata, che si sforza di intraprendere sempre strade nuove e rispondenti ai mutamenti della domanda, certamente non va “ingabbiata” ma, in considerazione che gli autonoleggi svolgono un servizio pubblicamente rilevante, vanno sollecitati a interloquire e concordare, con l’ente pubblico locale, modalità, tipologie e numero di mezzi totali da dare in noleggio. E’ assurdo che i sei Comuni ignorino il numero totale di autonoleggi esistenti sull’intero territorio isolano, che si ignori il numero totale di auto e moto immessi sul mercato del noleggio e s’ignori, infine, che tipo di mezzi vengono utilizzati: a gasolio, a benzina, elettrici. E che senso ha non porre un limite al numero complessivo di mezzi da noleggio, che minaccia di aggirare del tutto il divieto di sbarco di autoveicoli e motoveicoli nel periodo estivo? Forse, sarebbe bene, ancora una volta, rispolverare una serie di studi e proposte, presentate nel corso degli anni, ma mai effettivamente messe in atto.

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Oggi, si pone un problema analogo, per il 2022, per l’isola di Procida che, forse, avrà più turisti di quanti ne può accogliere. Ci sarebbe da rispolverare anche un vecchio studio commissionata dalla ditta di trasporti Lombardi, per una visione nuova e diversa del sistema di interscambio e distribuzione delle merci sull’isola. Come non possiamo dimenticare che Il Golfo, per volontà della famiglia Mattera, ha dedicato una serie di incontri e convegni, con la partecipazione di varie autorità ed esperti, da cui sono emersi tante proposte, purtroppo, ancora una volta, non ascoltate da chi di dovere, ad eccezione della Città Metropolitana di Napoli che, se non altro, ha introdotto criteri di rallentamento della velocità sul circuito stradale di sua competenza. All’interno dei Comuni occorrerebbero dei sensi unici, non consentendo la carreggiata contemporaneamente la sosta di auto più il doppio senso di marcia. Così i cittadini vengono stressati da vere e proprie acrobazie, autodisciplinando un criterio di precedenza tra chi va e chi viene e zigzagando tra uno spazio e un altro tra le file di auto in sosta. Quando capiremo che auto, moto, altri mezzi di comunicazione non costituiscono il “centro” della nostra esistenza ma solo strumenti per la mobilità essenziale? Non è l’uomo che si deve “piegare” alla macchina, ma è la macchina che deve essere orientata a favorire una vita umana degna di essere vissuta. Purtroppo, anche nel mondo del lavoro si assiste sconcertati ad un ribaltamento dei ruoli: la macchina che sovrasta la vita e la condiziona al profitto, Ed è così che povere donne operaie muoiono “stritolate” in macchinari industriali, in nome di un progresso sempre più cinico. Torniamo a vivere, a sottrarci all’auto…distruzione!

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Pasquale Iovine

Ho messo già da un po’ormai da parte il senso civico ed il rispetto altrui( merce estremamente rara soprattutto di questi tempi).Saranno almeno dieci anni che sento parlare di traffico,maleducazione stradale, targhe alterne, ma mai e dico MAI ho visto i nostri politicotti prendere posizione in merito.
Ma chi dovrebbe prenderle le decisioni se non loro?Ma su quale pianeta vivono questi? Non hanno la percezione di ciò che li circonda?Invece no, l hanno perfettamente…
Non faranno mai nulla che possa mettere in discussione il proprio perverso e corrotto consenso popolare.Non hanno gli attributi.Nessuno escluso.
Tanto hanno capito perfettamente com è fatto il popolo.
Ma qualcuno si sta svegliando.

gioe'

controllate le macchine e gli scooter a a noleggio-ce ne saranno parecchie migliaia -al loro posto potrebbero arrivare macchine anche dalla campania che andrebbero a prendere in affitto case alle pendici dell epomeo e non ci sarebbero zona di serie a e serie b-atro che spendere soldi per studi-solito mangiasoldi all italiano

Corry54

Unpo’ di anni fa’ c’era un servizio di autobus che funzionava discretamente, ricordiamo che alle fermate c’era il display che indicava i tempi di attesa, oggi tutto spento, e autobus che coprivano abbastanza tutto il territorio dell’isola.E’ vero che il traffico è ogni anno sempre più caotico, ma la colpa è da dividere tra gli Isolani, che li vedi sempre da soli passare e spassare senza meta, e naturalmente dai turisti che possono trasbordare l’auto a seguito.Poi il divieto è sempre alla carlona, vedi tantissime auto Napoletane che circolano tranquillamente senza nessun controllo da parte della Polizia, come hanno fatto a partere l’auto a Ischia? bella domanda.Problema di non facile soluzione, la paura di un voto alle prossime elezioni fa paura, Vedi Ischi ponte il divieto alla circolazione è una comica continua, basta fermarsi 15 minuti e vedi auto dei residernti che entrano escono e rientrano e riescono a piacimento, invece ci vorrebbe il divieto assoluto anche per i residenti, ma questa è un’altra storia, buona serata a tutti

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