LE OPINIONI

IL COMMENTO Le due facce del turismo ischitano tra successo e criticità

DI MARCO BOTTIGLIERI

Il ponte del Primo Maggio ha restituito un’immagine chiara e, per certi versi, incoraggiante del turismo sull’isola d’Ischia: strutture ricettive prossime al 90% di occupazione, flussi consistenti, una domanda viva e concreta che conferma quanto la nostra destinazione continui ad esercitare un forte richiamo. Un risultato importante, che testimonia il lavoro degli operatori e la capacità attrattiva del territorio. Tuttavia, accanto a questi dati positivi, emerge con altrettanta forza una criticità che non può più essere ignorata: il sistema dei trasporti marittimi. Troppi turisti hanno dovuto fare i conti con ritardi significativi agli imbarchi, disservizi, organizzazione insufficiente e, in alcuni casi, una gestione poco efficiente dei collegamenti. Situazioni che generano disagi immediati ma che, soprattutto, rischiano di compromettere l’esperienza complessiva del visitatore e, quindi, l’immagine stessa della destinazione.
Ed è proprio qui che nasce la riflessione più importante. I segnali c’erano tutti. Le prenotazioni registrate con largo anticipo lasciavano chiaramente prevedere un incremento dei flussi. Era ragionevole attendersi una domanda superiore alla media, e proprio per questo sarebbe stato necessario programmare un potenziamento delle corse, sia di aliscafi che di traghetti, in modo coordinato ed efficace. Non si tratta di un evento imprevedibile, ma di una criticità strutturale che si ripresenta ciclicamente nei momenti di maggiore affluenza. Ed è proprio questa ripetitività a renderla ancora meno giustificabile. Il turismo oggi non si misura soltanto con i numeri delle presenze, ma con la qualità dell’esperienza offerta. E l’accessibilità è parte integrante di questa qualità. Un sistema di collegamenti inefficiente rischia di vanificare gli sforzi fatti da albergatori, ristoratori e operatori del settore. È dunque necessario un cambio di passo. Serve una programmazione più attenta e condivisa tra istituzioni, compagnie di navigazione e rappresentanze del comparto turistico. Occorre costruire un modello organizzativo che sia capace di anticipare la domanda, non di inseguirla. Tra le azioni da mettere in campo, appare fondamentale: pianificare con largo anticipo il potenziamento delle corse nei periodi di alta affluenza; migliorare il coordinamento tra gli attori coinvolti; investire in sistemi di monitoraggio dei flussi e prenotazioni;
garantire una comunicazione chiara e tempestiva ai viaggiatori; valutare incentivi o accordi che rendano sostenibile l’aumento dell’offerta di trasporto.

Accanto a queste misure operative, è indispensabile anche un’azione istituzionale forte e unitaria. Le sei amministrazioni comunali dell’isola devono farsi portavoce, in maniera compatta, presso gli enti competenti, a partire dall’Assessorato ai Trasporti della Regione Campania, guidato dall’On. Mario Casillo. L’obiettivo deve essere chiaro: creare le condizioni per un sistema di collegamenti marittimi moderno, efficiente e sostenibile. È il momento di guardare anche all’innovazione, favorendo l’introduzione di navi e aliscafi più avanzati, meno impattanti dal punto di vista ambientale e più adeguati alle esigenze di una destinazione turistica contemporanea. Nel Mediterraneo, diverse compagnie di navigazione stanno investendo in navi ecologiche per ridurre l’impatto ambientale, utilizzando principalmente GNL (Gas Naturale Liquefatto), motori ibridi e sistemi di abbattimento delle emissioni. Per fare qualche esempio concreto , magari solo per stimolare la fantasia di chi potrebbe/dovrebbe governare e avviare  questi cambiamenti:   Costanza I di Sicilia, Prima nave in Italia a Gas LNG con propulsione elettrica, collegherà Porto Empedocle con Lampedusa e Linosa. È dotata di pannelli solari e batterie per stazionare a zero emissioni nei porti. Navi sullo Stretto, nel 2025 sono entrate in servizio nuove navi “green” a batteria come la Navegin Ginia e la Athena per la traversata Messina-Villa San Giovanni. Queste unità utilizzano tecnologie avanzate come batterie al litio ricaricabili e pannelli solari per garantire sostenibilità e tutela ambientale nei porti siciliani. Ischia ha dimostrato ancora una volta di essere una destinazione forte, attrattiva e competitiva. Ma proprio per questo non può permettersi di essere fragile nei suoi servizi essenziali. Il successo non può essere solo nei numeri, deve essere nella qualità complessiva dell’accoglienza. La prossima occasione non è lontana. Sta a noi farci trovare pronti.

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