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LE OPINIONI

IL COMMENTO Le isole non sono selvagge

DI LUIGI DELLA MONICA

Nei giorni scorsi è apparsa la polemica sui media nazionali, accesa dalla giornalista Selvaggia Lucarelli in riferimento agli atti di presunta “pirateria” marittima e terrestre, patiti dai suoi followers in un non definito specchio d’acqua caprese e sui territori interni, gestiti dai tassisti ischitani e capresi. Non posso ardire di disporre delle prove contrarie, ma contesto il modo di gettare nero di seppia, indiscriminatamente su di un fenomeno e\o di una categoria, che come tutte le corporazioni professionali è composta di onesti e scorretti. Una breve digressione dovrà consentirmi la blasonata e famosa giornalista, allorquando narra del “modesto” povero malcapitato natante a vela, che, colto da improvvisa ed irrefrenabile smania di sbarcare dalla sua unità da proletario impiegato nelle acciaierie di Taranto, voleva “per fare provviste” con il suo tenderino – immaginate la rr moscia – accostare sulla terraferma di Capri.

Selvaggia Lucarelli

Lo sprovveduto ed incosciente turrriista – non è un errore di stampa – nonostante fosse esperto uomo di mare ed innocentemente animato dalla gioia di sbarcare con mezzi propri non aveva letto la Ordinanza dell’Ufficio Locale Marittimo di Capri – nr. 15-2014 – nella parte in cui recita art. 1 Disposizioni Generali La presente ordinanza disciplina, ai fini della sicurezza marittima, la balneazione e le attività connesse che si svolgono lungo il litorale marino e costiero…di Capri ed Anacapri , quindi si deduce tutto il periplo dell’isola… art.2 comma 1. Zone di mare riservate ai bagnanti…per una distanza di 200 metri dalla spiaggia e 100 metri dalle coste alte è riservata alla balneazione… art.2 comma 6.nelle zone di mare di cui al presente articolo dalle ore 07 alle ore 20 è vietato a.navigare…b.l’ormeggio e l’ancoraggio. art.2 comma 6.1 i divieti di cui al precedente punto si estendono per le 24 ore per la spiaggia di Marina Grande dal molo principale del Porto all’Hotel JK e per Marina Piccola da Punta Mulo a Torre Saracena. Le norme citate comprovano che le doglianze dei segnalatori di presunte irregolarità rispetto al corpo morto asseritamente abusivo ed all’ammonimento di non adoperare il tender per sbarcare autonomamente sull’isola di Capri sono frutto della fantasia del protagonista, ovvero un tipico caso di furbo della domenica che ha negoziato con i concessionari dei campi boe rivieraschi per non essere a sua volta deferito alla Capitaneria di Porto per infrazione alla prefata ordinanza. Almeno io leggo così la vicenda, perché nessuna denuncia all’Autorità Marittima e\o Giudiziaria è seguita, per cui si sta parlando di fuffa, di aria fritta.

Ma questo anonimo signore, forse sbagliavo, potrebbe trattarsi di un operaio siderurgico di Piombino, potrà stare sereno, perché almeno ad Ischia Ponte, in località Pontile Aragonese, lato di Levante, ma anche Ponente quando vi è assenza di maestrale, ho visto con i miei occhi tender, tenderini, gommoni del tipo dei navy seals inglesi o americani, sbarcare in piena clandestinità; anche sul pontile di Piazzale delle Alghe. Ancora, ho visto scorazzare a tutte le ore diurne, sempre in Ischia Ponte, persone a torso nudo e piedi scalzi, non curanti del decoro civico, per cui la coppia di amici della Signora Selvaggia Lucarelli potranno ben essere accolti dalla nostra “tollerante” isola. Quanto alla pratica scorretta di alcuni tassisti ischitani e capresi di non adottare il tassametro, di non avere in dotazione il pos, ovvero di applicare tariffe personalistiche, io non credo che ciò dipenda soltanto dalla necessità auspicata dal collega Graziano Petrucci di coordinare i sei comuni per un’emissione di licenza taxi unica; piuttosto, ritengo che il fenomeno sia dipeso da ulteriori diversi fattori tragici.

In primo luogo l’ampliamento esasperato delle licenze senza prevedere un piano regolatore del traffico, in altre parole senza un calcolo algoritmico del numero delle vetture, rapportato agli spazi dei parcheggi taxi e del numero di potenziali utenti, locali e forestieri; in secondo luogo, dalla soppressione sistematica degli ape calessino, che ha dato spazio sempre più oppressivamente ad automezzi anche ad otto posti, lunghi oltre i 5 metri, non adeguatamente sostituiti da veicoli d’epoca, ma compatibili con il folklore culturale e storico dell’isola e con l’implementazione della trazione elettrica ad emissioni zero di CO2; in terzo luogo, dalla mancanza di referenti immediati per segnalare tutte queste anomalie, non esiste un numero verde delle compagnie taxi per i reclami, ovvero un call center comunale; in quarto ed ultimo luogo, mi permetto di usare toni forti, dalla codardia dei malcapitati di segnalare alle Forze dell’Ordine e\o alle Istituzioni locali il disservizio o l’illecito giuridico – “Prendiamo e portiamo a casa senza dire una parola”. Ricordo che agli albori dell’ingresso dell’euro un turista giapponese denunciò un fatto analogo per una richiesta di corrispettivo intracomunale della corsa pari a 50 euro. In questo la Signora Lucarelli ha errato per Ischia, come per Capri, non inducendo i presunti malcapitati a rivolgersi alla Autorità Competente.

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I film melodrammatici anni 70 di Mario Merola, grandissimo Maestro ed Artista, di cui però non preferisco questi esempi, narravano che il pizzo non si combatteva adeguatamente in quanto i commercianti anziché denunciare o confermare le deposizioni, omettevano o ritrattavano. Lo stesso si ripete per le violenze familiari, quelle di genere, come per l’usura in termini macroscopici. Chi non denuncia, non ha diritto di lamentarsi e chi resta nell’anonimato, nascondendosi dietro il blasone della Autorevole ed Autoritaria Selvaggia Lucarelli, non può criticare le isole ed i loro operatori taxi, infangando un’intera categoria: ricordo alla Superiore giornalista che all’art.1 Cost. “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, per cui il diritto di cronaca, codificato dal successivo art.21 Cost., se non è suffragato dalle adeguate investigazioni del caso, rimane una semplice narrativa, priva di riscontro e confutazione, che rischia di compromettere il buon nome dei tassisti lavoratori onesti. In conclusione, a volte la forma è anche sostanza.

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Quanto al fenomeno citato, rispetto a cui non voglio incuneare la testa sotto la sabbia come gli struzzi, non posso che ricordare a quei pochi tassisti scorretti, che è meglio desistere da questa pratica, perché l’impunità non è infinita. D’altro canto, in merito alla presunta esosità dei prezzi, vorrei ricordare ai lettori che il carburante sulle isole viene distribuito ai prezzi più alti di Italia e qui ribadisco che i calessini elettrici alimentati da colonnine di ricarica ad energia solare in un sol colpo ridurrebbero tariffe ed emissioni di anidride. Nessun poi ha ricordato che esiste un’altra concorrenza ai taxi: le navette gratuite degli alberghi. Il motivo della mia notazione? Ebbene in Salento, in cui ho fatto una breve esperienza di ferie, in assenza del servizio taxi, le navette degli alberghi si pagavano profumatamente; ad Ischia no. Cari lettori, Ischia, la Campania tutta è la cattedra universitaria del turismo, mentre questa area del profondo Sud, il Salento, si mantiene su di una sola, elementare cosa: le bandiere blu! Leggevo il compiacimento del Consorzio Maronti per la mirabile attività di ripascimento dell’arenile effettuata dalla Amministrazione Gaudioso; le parole di trionfo del Sindaco Pascale per il miracolo della natura, natura insopprimibile nelle sue leggi divine, costituito dalla nascita dei cuccioli di tartarughe.

Questo trionfalismo dovrà tradursi ineluttabilmente nella iscrizione storica ed epocale di Ischia nell’estate 2023 ad infiggere quante più bandiere blu sugli arenili destinati alla balneazione. Un monito anche al Sindaco di Ischia Ferrandino che ha ricevuto l’investitura dalla associazione dei pediatri italiani di bandiera verde del litorale di Ischia Lido e Mandra a promuovere il ripascimento anche di queste spiagge ed installare i bidoni della differenziata: questa è la differenza fra una bandiera blu ed Ischia, il mare è ugualmente cristallino, ma per questa non curanza sui bidoni della differenziata non si è ricevuto il vessillo. Un motivo in più per ingrandire questi arenili è che all’interno di essi l’isola si mostra nel suo lato civile e di inclusione sociale, non selvaggia come dipinta da Selvaggia Lucarelli, poiché i bambini giocano fra loro scambiandosi i giochi senza litigare ed accettano anche altri bambini diversamente abili; parole testuali di altri amici bolognesi, genitori di minori degli anni 5: “sul litorale romagnolo ognuno ha i propri giochi nel suo retino, nessuno si avvicina e se i giochi vengono presi da altro bambino succede il finimondo”… Il 2022 per tutta la grazia del Signore di numeri impressionanti di turisti dovrà essere l’anno della riflessione e del cambio di passo epocale, sulle bandiere blu, sulla riconversione energetica solare, sui ripascimenti degli arenili, sugli accosti, sulle licenze taxi.

* AVVOCATO

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