LE OPINIONI

IL COMMENTO Le parole chiave per stampa e tv

Le tre parole che hanno, fino ad oggi, caratterizzato l’informazione della carta stampata e delle televisioni locali e nazionali, sono: informare, formare, infornare. La novità è che, da adesso, muta notevolmente il peso che ciascuna di esse assume. E’ straordinario quanto possa cambiare il significato di una parola sostituendo semplicemente al suo interno un prefisso. Non solo cambia, ma addirittura ne stravolge il significato. Le tre parole rilevano quanto possa essere diverso il comportamento di un giornalista (della carta stampata o della televisione). Qual è il compito, oggi, di un giornalista? Qualche tempo fa avremmo risposto tranquillamente che è compito del giornalista informare e formare l’opinione pubblica. Ma, con l’avvento della Rete e dei social, è cambiato il quadro: perde decisamente peso il compito della carta stampata e, in misura minore, della televisione, di informare. In tempo reale, la rete e i social pubblicano una quantità di notizie senza precedenti, che spiazzano giornali e TV, battendoli sul tempo. Attenzione, però, leggiamo quello che ha scritto, pochi giorni fa, Ezio Mauro, ex direttore di Repubblica e attuale editorialista del giornale: “Il web realizza il miracolo dell’informazione, senza fine e istantanea, che abbatte lo spazio e supera il tempo, perché in rete sui siti dei giornali tutto è contemporaneo, molto è ubiquo, ogni cosa è istantanea, nella legge del flusso ininterrotto: come nel fiume contano principalmente due elementi, la capacità di portata e la velocità di percorrenza. Ma il vecchio giornale, fatto di carta, d’inchiostro, di una storia e di qualche buona idea, sta sulla riva del flusso, lascia scorrere molti ‘pieces of news’ e con quelli che trattiene realizza ogni volta una costruzione di fatto, persone e opinioni che rappresenta e spiega la giornata che abbiamo attraversato. Certamente in questa selezione continua di notizie il giornale agisce con una grande discontinuità, decidendo autonomamente ciò che conta, perché vale e dunque dura. Ma in realtà la scelta discrezionale ha una regola, che guida il giornale a trattenere quelle notizie che sono portatrici di significato: e in questa consapevole ricerca di senso sta la ragione morale di questo mestiere”. In parole povere, i giornali cartacei e televisioni hanno il tempo e la possibilità di separare le notizie degne di essere approfondite e commentate da quelle che non risultano decisive per l’andamento esistenziale. E naturalmente lo fanno secondo una propria visione etica e politica. Queste le premesse, che ci possono aiutare a leggere e interpretare alcuni avvenimenti nazionali e locali che coinvolgono il mondo dell’informazione.

Partiamo dal livello locale: dalla querela presentata alla Procura della Repubblica, dal Sindaco di Forio, Stani Verde, a carico di Positano news e Teleischia, per aver diffuso “notizie false e diffamatorie” riguardanti alcuni consiglieri comunali e lo stesso Sindaco. Se ne è parlato già molto, ma siamo di fronte a un caso grave di attentato alla libertà di informazione, per cui insistere è doveroso. Qui entriamo nella terza parola chiave citata in apertura di questo articolo: “infornare”. Secondo Stani Verde, le presunte false notizie hanno l’obiettivo di mettere al forno (per l’appunto “infornare”) e cuocere a fuoco rapido l’amministrazione in carica. Ora, ho esaminato con attenzione (cosa che farà sicuramente meglio di me la Procura di Napoli) quello che hanno detto e scritto Teleischia e Positano news. Se nella cronaca di Positano news c’è un passaggio in cui si dice che, secondo indiscrezioni, ci sarebbe anche un’altra indagine parallela che coinvolgerebbe anche il Sindaco Verde, non risulta assolutamente che Teleischia abbia debordato dalla esatta descrizione del rinvio per falso ideologico in atto pubblico dei sette (“imputati”, si può dire in questo caso) alla fase pre dibattimentale di un processo che, comunque, è iniziato. Poi, certo, da questa fase alcuni o tutti i sette consiglieri potranno uscirsene indenni, senza essere rinviati al dibattimento vero e proprio. Tra l’altro, la stessa notizia, così come riportata da Teleischia, è stata riportata da altri organi d’informazione che, non si capisce perché, non sono stati parimenti querelati. Viene legittimo pensare che il Sindaco Verde abbia qualche conto in sospeso con Teleischia. Quindi l’azione del Sindaco appare come attacco a una televisione locale non gradita. E questo ci riporta al piano nazionale. E’ a conoscenza di tutti che due tra i maggiori quotidiani nazionali (La Stampa e Repubblica, entrambi di ispirazione di centro sinistra) sono oggetti di trattativa di vendita della GEDI (famiglia Agnelli-Elkann) a un gruppo che fa capo a un armatore greco e proprietario di una catena di mezzi di informazione. In un panorama informativo come quello attuale dell’Italia, in cui la televisione ( Mediaset e RAI) sono in mano alle forze di governo; in cui il chiacchierato e assenteista in Parlamento, imprenditore della sanità privata, Angelucci possiede tre quotidiani di destra molto aggressivi, un’eventuale sterzata a destra dei quotidiani la Stampa e e Repubblica creerebbe una omologazione politica pericolosa. Sarà molto importante che i compratori da GEDI garantiscano livelli occupazionali e continuità degli indirizzi ideologici e politici dei due quotidiani.
E si ribadisce l’attualità del termine “infornare”. Si dà il caso che sono state messe al forno a Ischia le edicole, avamporti di democrazia dell’informazione. E’ notizia di questi giorni che a Ischia Ponte chiude l’edicola di Martino, dopo che nel tempo sono sparite l’edicola di fronte al liceo Buchner, l’edicola di via Mirabella e l’edicola di via Leonardo Mazzella di fronte alla Guardia di Finanza. Per non parlare di Forio dove ormai per comprare il giornale bisogna uscire dal centro e dirigersi alla spiaggia della Chiaia. E’ un’ecatombe e un affievolimento del livello democratico e conoscitivo dell’isola. Quale sarà il destino futuro dei tre termini “informare, formare, infornare”? Temo fortemente che “informare” rimarrà monopolio di rete e social, che “formare” perderà terreno e, infine, che “infornare” avrà sempre più una funzione di abbruciamento di ogni spinta culturale, etica ed emozionale. Se poi si aggiunge la denigrazione che molti cittadini isolani, di ogni età, fa dell’informazione locale, senza tener conto delle difficoltà finanziarie ed operative di un servizio, basato per l’80% sul volontariato gratuito, la situazione si aggrava ulteriormente. E’ d’obbligo, a questo punto, allargare il discorso al ruolo informativo che ricoprono le moderne “enciclopedie”. Tutti si informano su Wikipedia, ma la novità, emersa da ottobre, è l’ingresso di Grokipedia, piattaforma creata da Elon Musk. Qual è la differenza? Wikipedia è il frutto di aggiornamenti su base volontaria, naturalmente filtrato dalla mente centrale. Diciamo, con approssimazione, che è un’enciclopedia democratica. Grokipedia invece è un’enciclopedia espressione dell’Intelligenza Artificiale e degli algoritmi. Se anche a livello enciclopedico prevarrà Grokipedia su Wikipedia, avremo sempre più un’informazione passiva, senza che qualcuno (persona) lasci tracce visibili. Insomma, in futuro, saremo informati o infornati?

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