IL COMMENTO Lenzuola bianche, tra resilienza e speranza

Campi Flegrei, gente che va. Tornano in mente i versi di una delle più celebri canzoni di Edoardo Bennato, in questo periodo così maledettamente complicato per gli abitanti di un territorio martoriato ormai da anni. L’immagine di persone che “vanno” verso chissà quale direzione, è forse quella più emblematica per comprendere lo stato d’animo, la rabbia, la disperazione e la voglia di vivere di migliaia di persone, legate alle proprie case, alle città che li hanno visti nascere e crescere e però anche tentati dall’idea di dover dire “basta”, di mollare tutto e andare via. Le manifestazioni di protesta di questi giorni, i cortei, le fiaccolate, i sit-in, promossi a ritmo quasi quotidiano, sono molto di più che un modo per richiamare l’attenzione delle istituzioni e del governo. Sono piuttosto un modo per esorcizzare la paura, per riaffermare la propria esistenza, per dire “noi ci siamo e non arretriamo di un passo”.
Un popolo che vive di estemporaneità e provvisorietà, con la consapevolezza di dover scappare da un momento all’altro, lasciandosi dietro ricordi, emozioni, vita vissuta. Un sentimento manifestato in maniera commovente attraverso una forma di comunicazione intima e allo stesso tempo coinvolgente. I messaggi e le frasi scritte sulle lenzuola bianche. Slogan, frasi, appelli che arrivano al cuore come e più di qualsiasi altra parola detta o urlata ad un megafono. Sono un monito costante, per chi passa e getta uno sguardo verso un balcone, tra una transenna e una crepa nel muro. Le scritte sulle lenzuola scoloriscono e piano piano spariscono, si anneriscono per lo smog e si lacerano col tempo che passa ma assolvono al loro obiettivo, quello di lasciare un segno. Durante il primo lockdown della pandemia di COVID-19 nel marzo 2020, diventarono in tutta Italia il simbolo della resilienza ma soprattutto la voglia di credere in un futuro migliore. Quella scritta “andrà tutto bene”, affidata alle lenzuola bianche appese a migliaia di balconi. Un modo per esorcizzare la paura per avere più fiducia. C’era anche un arcobaleno, per convincersi che la fine del tunnel, prima o poi, sarebbe arrivata. Anche a Pozzuoli le lenzuola bianche sono diventate lo strumento per trasmettere messaggi di solidarietà ma anche moniti nei confronti delle istituzioni che i cittadini del territorio non sempre sentono essere dalla loro parte. Alcuni striscioni riportano frasi semplici ma dal grande impatto. Su di uno c’è scritto, Resistiamo, con quella desinenza segnata in rosso segno di un amore per la propria casa e per la propria città e la voglia di non dover per forza andare via. E poi le stilettate al governo, reo di essere sonnolente rispetto alle esigenze di una popolazione ormai allo stremo. In alcuni casi i lunghi striscioni, uno di questi sistemato a ridosso della banchina del porto, sono l’esortazione a creare solidarietà, sinergia, amicizia, unione, per aiutare chi vive situazioni di disagio e dolore. Andrà tutto bene dicevano gli italiani durante il Covid-19 ed è quello che nel proprio cuore sognano i cittadini dei Campi Flegrei. Una speranza fatta di parole che il vento muove, agitando centinaia di teli bianchi.





