LE OPINIONI

IL COMMENTO Lettera aperta a Vito Crimi

DI MARIO ROMANO

Spero tanto che i Sindaci dell’ Isola d’Ischia e soprattutto quelli dei comuni terremotati, si attivino con umiltà e vicinanza ai terremotati, con l’intento di approntare un documento e/o richiesta, da consegnare pro manibus all’ Onorevole Crimi durante la Sua prossima presenza a Casamicciola Terme, per poi comunicalo ufficialmente a chi ulteriormente di competenza. Una nota, per inciso, nella quale si dovrebbe fare richiesta, democraticamente dovuta, di inserire, come fatto nel Decreto Genova con l’ articolo D.L. 130 art. 25 che ci ha fortemente penalizzato nel prevedere il non ristoro per  gli immobili danneggiati dal sisma del 21 Agosto 2017 oggetti di condono edilizio considerandoli  aumenti di volume. Per la cronaca, l’art. 25 al comma 3 così recita: “Il procedimento per la concessione dei contributi di cui al presente capo è sospeso nelle more dell’ esame delle istanze di condono e la loro erogazione è subordinata all’ accoglimento di dette istanze. Il contributo comunque non spetta per la parte relativa ad eventuali aumenti di volume oggetto del condono”.

L’obiettivo, in buona sostanza, dovrebbe essere quello di far inserire nel prossimo Decreto Catania che è in fase di attuazione, un emendamento che stralci la frase dove si nega il ristoro sugli aumenti di volume e si preveda dignitosamente e democraticamente il ristoro anche agli immobili, danneggiati dal sisma che attualmente sono semplicemente “oggetto” di condono e fino a quando la pratica non sarà eventualmente rigettata sono a tutti gli effetti facente parte del territorio e del patrimonio italiano. Immobili ai quali sono state date licenze per attività commerciali e forniture di tutti i servizi pubblici. Immobili “italiani” a tutti gli effetti dal momento che hanno pagato e continuano a pagare tasse e contributi sia ai propri Comuni che allo Stato.

A tal proposito mi domando e chiedo se lo Stato ha previsto, nel tempo, dei condoni edilizi, che non sono stati chiesti esplicitamente dai cittadini, che nel tempo per vari motivi non si sono portati a conclusione, questi maledetti condoni per che cosa potevano essere richiesti se non per gli aumenti di volume? Una nuova abitazione oggetto di condono è sicuramente un aumento di volume. Bisogna assolutamente, e qui mi rivolgo a chi è preposto a tanto, avere l’umiltà di fare un passo indietro e di prevedere dignitosamente anche il ristoro per gli immobili oggetto di condono e danneggiati dal sisma perché altrimenti si avvalora ancor di più la mancanza di democrazia (già dimostrata ampiamente da parte della Regione Campania in occasione del Condono 2003) verso i  Comuni di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio che sono italiani anch’essi come tutti quelli che hanno vissuto lo stesso dramma e la tragedia del sisma.

Se così non fosse o sarà le aree terremotate e gli immobili resteranno nell’attuale “spettrale” forma ed eternamente disastrate come lo sono attualmente in quanto è impensabile che una famiglia onesta o un imprenditore altrettanto integgerrimo possa affrontare nuovamente le esose spese degli oneri di condono e conseguentemente di una privata ricostruzione, a meno che nella sua vita non abbia sempre evaso il fisco o addirittura rubato. Ecco, mi affido allora al buon senso dell’onorevole Crimi e dei nostri amministratori per la rinascita delle zone terremotate onde ridare serenità, speranza ai cittadini e pace alle vittime.

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