LE OPINIONI

IL COMMENTO L’idea di sviluppo tra politica e tecnica

DI GIUSEPPE LUONGO

La parola “sviluppo” ha un significato generico e si usa per indicare che una determinata struttura o organizzazione esprime le sue potenzialità e funziona, più o meno bene, per lo scopo naturale o culturale che ha. Questo è l’incipit di un libro del 2014 di Luciano Carrino, già responsabile al Ministero degli Esteri dei programmi sullo sviluppo delle società umane. Spesso una comunità sente il bisogno del cambiamento per motivi diversi e talora l’insoddisfazione del tipo di sviluppo e la paura del degrado ambientale fa crescere la distanza dalla politica perché questa non riesce a risolvere i problemi della comunità. In questi anni a Ischia sono emersi due problemi rilevanti per la sicurezza degli abitanti, a causa degli effetti del terremoto del 21 agosto 2017 e della colata di fango del 26 novembre del 2022. Purtroppo, la politica non ha ancora risolto i problemi connessi a tali fenomeni. Questa condizione di incertezza si è riverberata anche sullo sviluppo, almeno per Casamicciola, in un momento di rivisitazione della politica sulla attività turistica dell’Isola. La domanda alla quale bisognerà rispondere è quale debba essere lo sviluppo della risorsa turistica, se finalizzato ad un turismo di élite o diffuso o ad entrambi, come si è di fatto sviluppato negli anni. Il turismo termale dell’Ottocento era di élite e il suocentro era Casamicciola Terme, poi l’Isola fu riscoperta da studiosi, artisti, politici, intellettuali per il suo fascino di bellezza mediterranea tra le due guerre e nel secondo dopoguerra, ma il boom economico non aveva ancora trasformato l’Isola con il turismo di massa. La transizione al nuovo si può attribuire alla trasformazione dell’insediamento di pescatori di Lacco con gli interventi di Angelo Rizzoli che realizzerà il grande e lussuoso albergo Regina Isabella dove si era sviluppata la colonia greca di Pithekoussai nell’VIII secolo a.C. Poi fu aggredito, in tempi più recenti, Monte Vico, con strutture alberghiere.

Questo processo fu accompagnato anche da un turismo diffuso, con la trasformazione degli abitanti in ospitanti durante la lunga stagione estiva dell’Isola. Si registra una profonda modifica nella struttura economica dell’Isola con la progressiva riduzione delle attività contadine, con l’abbandono della cura del territorio, e le attività di pesca. Il termalismo fungerà ancora da attrattore per un pubblico maturo, per le cure delle acque, ma mostrerà il segno della crisi, in mancanza del rinnovamento per superare le finalità dalla cura ed aprire al benessere. L’equilibrio tra ospiti e ospitanti nell’Isola viene messo a dura prova dal turismo mordi e fuggi, ma resiste perché il bilancio economico risulta positivo con il vantaggio di molti. Si registra la privatizzazione delle risorse naturali lungo la fascia costiera o si affida a privati mediante concessioni spiagge, mare, sorgenti termali. Paradossalmente chi vive nell’Isola utilizza le risorse del patrimonio comune attraverso uno scambio commerciale con chi ha “comprato” il bene con la concessione. Ecco che chi ha utilizzato il bene comune da privato ricorda che il bene è pubblico quando viene danneggiato da un evento naturale estremo e necessita di risorse materiali per superare la crisi. Così, in questa logica, i costi sono a carico della cosa pubblica mentre i vantaggi al gestore del bene. Se il turismo è il motore dell’economia dell’Isola bisognerà che si ponga attenzione al consumo e perdita degli attrattori ambientali e dei caposaldi della sua storia civile, sacrificati ad uno sviluppo non compatibile perché il modello di sviluppo attuale consuma la risorsa. La crisi allontanerebbe le risorse dall’Isola e renderebbe precarie le condizioni della comunità, pesando come un macigno sulla sua parte più debole. Un territorio fragile come quello di Ischia può accelerare un processo di degrado per la mancanza di difesa dalle calamità naturali. Ecco la necessità di intervenire sul territorio per renderlo più sicuro. Non si tratta solo di una scelta finalizzata alla sicurezza di chi vive nell’Isola, ma anche per la conservazione di quelle risorse ambientali che hanno funzionato come attrattore per il turismo, unitamente al clima e alla straordinaria storia civile. La domanda che bisogna porsi oggi è per quale obiettivo si prepara l’Isola per il futuro. E’ sufficiente affidarsi ad un Archistar per rimettere ordine ad un territorio “disordinato” e renderlo più attraente o una tale operazione debba ritenersi insufficiente per affrontare un futuro più complesso di quanto immaginavamo? Oppure è necessario tracciare un nuovo percorso? In caso affermativo occorrerebbe prepararsi ad una trasformazione profonda guardando in avanti, confidando nella capacità delle nuove generazioni a realizzare il salto verso il futuro, mentre alla generazione attuale resta il compito di agevolare la costruzione del futuro. È difficile al momento scegliere il nuovo percorso, ma è necessario essere aperti al cambiamento, fiduciosi delle esperienze del passato che ci segnalano che il nuovo emerge con difficoltà. Non possiamo attardarci sui modelli che abbiamo sperimentato, l’evoluzione della comunità globale è sempre più veloce, le scelte lente dei decisori che sperimentiamo saranno superate e cancellate dalla velocità delle nuove tecnologie.

Articoli Correlati

0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
Visualizza tutti i commenti
Pulsante per tornare all'inizio
0
Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex