LE OPINIONI

IL COMMENTO L’immagine dell’isola tra blogger, cinema e coppa di Nestore a Londra

La settimana scorsa, un servizio giornalistico riferiva dell’affollato casting presentatosi per il prosieguo dell’Amica geniale al Teatro Polifunzionale, con ben 700 aspiranti. Non mi ha colpito, francamente, né il numero di concorrenti né la presenza di ultraottantenni. Mi ha colpito l’illusione che il recente + 20% di turisti inglesi e il più 17,45% di turisti americani possano essere il risultato del successo riscosso in Gran Bretagna dalla tetralogia di L’Amica geniale. In un successivo articolo, si riferiva dell’esposizione della Coppa di Nestore, del Museo di Lacco Ameno, al prestigioso British Museum di Londra, da novembre prossimo a marzo 2020, nonché dell’ esposizione del Cratere del Naufragio al Mann di Napoli, da settembre, nell’ambito di Thalassa. E si spera, così, che l’esemplare veramente unico della Coppa di Nestore possa far incrementare l’arrivo di turisti inglesi. Mi permetto di dubitare e di pensare che i fenomeni che influenzano il moderno movimento turistico siano molto più complessi di quello che generalmente si crede. Certamente far conoscere ai visitatori del British Museum ( che non sono  solo inglesi) la nostra storia e la nostra cultura di prima colonia euboica in Italia accresce la nostra credibilità internazionale. Così come il patrocinio morale concesso dal Comune d’Ischia alla IV Mostra del cinema cinese in Italia, dal 26 al 28 luglio nella nostra isola, è un modo di intessere relazioni internazionali con la Cina. Vanno bene, pertanto, le iniziative di Confcommercio, i TV Movie girati nell’isola, il prestito del patrimonio artistico storico ai Musei del mondo, la Mostra del Cinema cinese, ma non dobbiamo illuderci che ciò sia sufficiente ad incrementare il nostro turismo.

Che Ischia abbia ancora tutte le chance per potersi inserire nel processo di crescita mondiale del movimento turistico, è cosa certa. Come è certo che potremo ancora sperare che sia il turismo  ad assorbire la quota maggiore di occupati nell’isola per il futuro. Ce lo dicono i dati del Centro Studi Turistici Ebntur, ente bilaterale del turismo, che vede la partecipazione di numerosi enti turistici, come Assohotel, Assoviaggi, Fiba, Fiepet e sindacati di settore. Secondo il Centro Studi, attualmente il settore turistico dà lavoro al 14,7% dei lavoratori italiani e nei prossimi anni tale percentuale salirà di 2 punti. Saremo secondi solo alla Grecia ( 24,8%) e al Portogallo ( 20,4%), mentre supereremo paesi turistici come Francia e Spagna. Nel 2018 il turismo italiano ha generato ricchezza pari al 13% del Pil italiano. Non saranno interessati solo camerieri, cuochi, personale di pulizia, ma soprattutto lavoratori negli stabilimenti balneari e, tra le figure professionali, gli esperti di marketing, specializzati in Itc e social media manager, per non parlare dei laureati in  Scienze Statistiche dei Big Data. Insomma se non commetteremo errori, il futuro sarà meno nero di  quanto possa oggi apparire. Detto questo e accertato che le premesse positive ci sono, esaminiamo il da farsi, per non disperdere le iniziative già in corso nell’isola e da noi richiamate che, come abbiamo detto, sono necessarie e positive ma non sufficienti, in quanto costituiscono solo aspetti di Marketing Territoriale che è uno dei due settori di marketing che dobbiamo mettere in campo. L’altro è il Merketing Turistico, che è indissolubilmente legato a quello territoriale. Qualunque testo universitario di Management del Turismo illustra questa differenza e questo nesso. Il marketing territoriale evidenzia le caratteristiche del territorio offerente, la bellezza e la peculiarità dei luoghi e l’offerta commerciale ovvero tutto ciò che il territorio produce e può offrire al turista ( a partire dai prodotti enogastronomici per finire ai prodotti di bellezza ricavati da fonti locali).

Di pari passo con l’illustrazione del territorio viaggiano il fattore esperienziale ( marketing experience) e la realizzazione di eventi e il cosiddetto Sest ( Sistema economico sociale territoriale) ovvero l’aspetto geografico, le tradizioni, il paesaggio, l’implicazione antropica. Cosa diversa, ma strettamente collegata, è il marketing turistico, che è fondato sul “ prodotto” che viene offerto. E affinché ci sia un prodotto attraente deve esserci il concorso di importanti fattori: la consapevolezza del valore della propria terra, delle proprie tradizioni, della propria cultura, dei valori umani e della storia economica dei luoghi, che devono trovare un punto d’incontro con la domanda turistica ai fini di un reciproco arricchimento. E’ vero che il turismo vende ambiente, ma non riesce più a farlo se l’ambiente, naturalmente ed originariamente bello e gradevole, nel frattempo è andato degradandosi o se, comunque, la percezione che se ne ha all’esterno è quella di un ambiente abusato e degradato. Ischia, in questo senso, ha un’immagine negativa, in particolare sotto due fronti: quello urbanistico, per cui la popolazione isolana sconta la cattiva fama di “ abusivi per passione” e quello del traffico veicolare che in nessun modo si diversifica dal quotidiano stress della maggior parte delle città italiane. Ci sono evidenti colpe nostre ma, nel settore dell’edilizia, c’è anche tanto ricamo e gonfiamento giornalistico. Qui va fatta sapiente opera di marketing turistico. 

Va detto,poi, che il turismo, tra le varie attività economiche, è quella che per prima si è resa conto dell’impossibilità di uno sviluppo dissipatore dell’ambiente. E grazie a questa sensibilità al cambiamento, il turismo è consapevole che va tenuto conto dei seguenti trend innovativi: la lunghezza e la frequenza della vacanza sempre più orientata alla moltiplicazione dei viaggi e all’accorciamento della permanenza; il coinvolgimento del turista nella realtà dei luoghi visitati fino ad una vera e propria “ immersione” nella destinazione; nuova attenzione per l’ambiente naturale e culturale; ricerca di tranquillità contro lo stress urbano; passaggio dal turismo dei pacchetti standard al turismo della flessibilità e della personalizzazione. Tutti questi trend sono riconducibili sotto l’etichetta di “ turismo sostenibile” che implica l’interazione di tutti i settori economici verso l’obiettivo turistico. Per quanto riguarda, infine, le tecniche di marketing turistico, bisogna che le imprese turistiche dell’isola implementino almeno alcune delle seguenti tecniche: Digital marketing turistico; Social media marketing; gestione della reputazione on line; Strategia di Mobile Marketing e geo localizzazione Email marketing; Disintermediazione dalle Ota ( Online Travel Agencies). Per terminare, riferisco di un interessante esperimento, attuato già l’estate scorsa, dall’isola d’Elba. Si tratta del Progetto Elba Smart Exploring, ovvero una mappatura di circa 400 km di sentieri dell’Elba, utilizzando la telecamera a spalla, certificata da Google Ista360. E’ così che i turisti potranno seguire online percorsi come Il mondo del granito, Il Mum ( Museo Mineralogico), Il Santuario delle Farfalle, il Laghetto rosso ( acque ferrose) di Rio Marina. In definitiva, per quanto riguarda Ischia, ben vengano le iniziative di marketing territoriale, ma impariamo anche filosofia e tecniche del Marketng Turistico.

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