LE OPINIONI

IL COMMENTO L’incidente sul lavoro e l’assurda apatia dell’isola

DI VITO IACONO

Magari sarò affetto da qualche grave patologia in progressivo peggioramento ma quello che impressiona di più sulla mia isola è la completa apatia della maggior parte dei nostri concittadini. L’episodio che ha visto vittima un lavoratore dell’Azienda che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nel Comune di Forio è un fatto gravissimo che altrove avrebbe suscitato ben altre reazioni ed invece all’ombra del Torrione, sull’Isola d’Ischia, a stento ne parla la stampa. Ancora una volta regna sovrano il silenzio. È chiaro che al momento la priorità è rappresentata dallo stato di salute dello sfortunato lavoratore ed è alle sue condizioni che vanno rivolte le maggiori attenzioni, sperando che migliorino, ma non è possibile e tollerabile che le “forze” (?) politiche e sindacali non si interroghino sul perché sia successo. Non è possibile rischiare la vita lavorando, non è possibile morire di lavoro come è successo ancora ieri l’altro allo Stir di Giugliano. Ed a maggior ragione non è possibile che questo accada mentre si svolge un pubblico servizio.

Ogni mattina sono centinaia le macchine che passano su quella strada e vedono quei camion parcheggiati lì a fare la trasferenza dei rifiuti. Era ovvio che prima o poi doveva accadere, anzi è già accaduto troppe volte.  Sono note le disastrose condizioni in cui viene svolta la gestione dei rifiuti nel nostro Comune e del come è costantemente messa a rischio la incolumità dei lavoratori che si occupano di quel servizio nel nostro comune. Sono evidenti le responsabilità politiche dell’intero consiglio comunale il cui dibattito sull’argomento specifico non va oltre le chiacchiere. Non è possibile continuare a lavorare in quel modo, sarebbe opportuno sospendere il servizio per dare un segnale forte a chi ne ha responsabilità. Quelle operazioni non possono e non devono essere svolte in quell’area ed in quelle condizioni. Come non è possibile continuare la raccolta porta a porta se non ci sono mezzi idonei, peraltro neanche previsti dal capitolato di oneri. Spero che almeno i colleghi di quell’operaio vogliano dare un segnale forte di solidarietà proclamando uno sciopero che accenda finalmente i riflettori e richiami le giuste attenzioni dei cittadini, ma soprattutto risvegli le coscienze di chi ricopre ruoli di responsabilità nel nostro Paese.

La sicurezza dei nostri lavoratori, tutti, è una questione di civiltà anche a Forio. Spero che si voglia dare un senso a questo brutto episodio. È necessario nello specifico mettere mano al piano rifiuti e farlo su scala isolana come impone la legge. Razionalizzare i punti di raccolta del secco differenziato per dare il giusto valore a quelle frazioni, implementare un sistema serio di gestione mettendolo a sistema con il settore agricolo fruendo di un’area pedemontana vastissima. Se non facciamo questo siamo tutti dei camorristi. Gestire i rifiuti nella direzione di favorire l’aumento del peso, del volume, alimenta il sistema perverso e costoso dei conferimenti in discarica e se a questo aggiungiamo le condizioni di lavoro alle quali costringiamo i nostri operatori nel silenzio e nella indifferenza della stragrande maggioranza, il tutto è in perfetta sintonia con un sistema malavitoso di cui siamo tutti responsabili, complici e conniventi. Tutti! Quel ragazzo è vittima della nostra inciviltà, della nostra omertà, della nostra indifferenza. Non è il primo e non sarà l’ultimo.

Ancora una volta prevalgono le ambizioni personali, le logiche degli affari e delle clientele sulla pelle della nostra gente e dei nostri lavoratori. La gestione dei rifiuti, la ricerca e la individuazione di un’area idonea per la gestione dei rifiuti troppe volte ha rappresentato la occasione per un favore ad un amico o il dispetto ad un avversario. Sono stati in tanti a trasformasi da responsabili delle Istituzioni in agenti immobiliari, e questa pratica non ha colore politico. Ricordo i proclami e le promesse in campagna elettorale, poi si son perse le elezioni ed il fatto non ci riguarda più. Ma adesso la posta in palio è diventata un po’ più alta, non si può giocare sulla vita della nostra gente, dei nostri lavoratori che vengono regolarmente usati come merce di scambio ed esibiti in campagna elettorale per poi essere lasciati soli quando non servono più. La sicurezza sul lavoro, le condizioni di lavoro rappresentano un indicatore importante sul tasso di civiltà e sulla qualità di un tessuto socio economico e di un territorio. Spero che tutti vorremo concorrere a perseguire obiettivi virtuosi. Se i nostri lavoratori sono messi nelle condizioni migliori per poter svolgere i propri compiti rendono di più e, soprattutto, sorridono di più in tutti i settori dell’economia anche quando svolgono la funzione essenziale di tenere pulito il nostro Paese e per una realtà come la nostra non è poco.

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