IL COMMENTO L’intelligenza (politica ) artificiale

Sui social ho fatto una dichiarazione di voto, in piena libertà da vincoli di par condicio, che invece intendo rispettare su questo giornale. Quello che qui voglio sottolineare è che nessuno (tranne qualche eccezione) ha fatto altrettanto e cioè dichiarare pubblicamente come voterà. Che il voto sia segreto è cosa risaputa ma non c’entra nulla. E’ chiaro che ognuno è libero di rendere manifesto o no il proprio orientamento. Nessuno vuole carpire o estorcere una volontà che s’intende mantenere nel riserbo. Il problema è un altro: non si vuole appalesarsi per avere la possibilità di giocare su più fronti, far credere a tanti candidati che li si vota, per non inimicarsi alcuno. Per dirla in una parola: opportunismo. Non si ha il coraggio civile di rendere trasparente le proprie idee. Questo per quanto riguarda i cittadini comuni. A proposito cito un caso di cittadina comune, Antonietta Lilith Manzi che ha dichiarato come voterà. Coerentemente col suo percorso ideologico, voterà per Maranta di Campania Popolare (di ispirazione comunista). Questa è coerenza e coraggio, non imitata da molti. Il poco coraggio civile è un limite della democrazia, per la precisione è una grave autolimitazione. Ma il peggio arriva da chi la politica e l’amministrazione della cosa pubblica la vive in prima persona. In tutta onestà, non vedo, nelle sei amministrazioni comunali, un comportamento politicamente apprezzabile. Chiedo ai lettori: ritenete voi che le scelte che si apprestano a fare e propagandare le maggioranze consiliari dell’isola, pilotate dai rispettivi Sindaci, abbiano una qualche valenza politica? O sono scelte tattiche, di posizionamento, di intrecci clientelari, di vincoli di convenienze reciproche: io mando avanti te che poi devi far andare avanti me?
Sento dire che Giosi Ferrandino giustifica l’ulteriore passaggio in Forza Italia come logico “ritorno a casa”, da dove cioè era partito. C’è un però. Forza Italia delle origini era un partito di stampo liberale, moderato, anticomunista ma nel contempo antifascista. Oggi è parte integrante di un Governo di destra che, per molti versi, è sovranista e scettico verso l’Europa. Giosi è stato eurodeputato del PD, fortemente europeista e copre tuttora un ruolo importante in Europa. Giosi non ha semplicemente cambiato partito, ha rovesciato l’appartenenza all’alleanza in cui militava. Se oggi l’isola d’Ischia non ha uno straccio di organizzazione del PD, lo si deve alle remore che Giosi aveva, sotterraneamente e da tempo, verso il PD. Quando Giosi era Sindaco d’Ischia, volle Anna Fermo segretaria del circolo PD. Ora, Anna è una funzionaria pubblica di straordinarie capacità (e lo sta dimostrando anche fuori dell’isola) ma era evidente che Anna fosse orientata politicamente a destra (ammirava Renzi segretario che stava spostando il PD in un’area centrista e moderata). E perciò la sezione PD di Ischia non è mai decollata, nonostante i tentativi degli amici Giovan Giuseppe Mazzella e Lello Pilato, entrambi scomparsi. E in parte il discorso vale anche per Enzo Ferrandino, Sindaco d’Ischia, che ha sempre preferito la Fortini e De Luca al PD. Ero presente al bar La Dolce Sosta, alla presentazione delle candidature regionali di Lucia Fortini e Carmine Mocerino per la lista deluchiana “A testa alta”. Che Lucia Fortini sia stata fattiva, efficiente e che abbia dato un grande contributo alle strutture scolastiche del Comune d’Ischia è fuori discussione. Ma da lei è arrivata la piena conferma che è tutto ormai fondato sui rapporti personali e sul mantra generico ed equivoco che – bando alle chiacchiere – bisogna “ fare”. Riferisco un solo emblematico passaggio del suo intervento: “ Destra, sinistra, alto, basso, bisogna fare le cose!” Non le passa per la testa che le cose da fare vanno inquadrate in una visione d’insieme, in un’idea di Paese. Giusto considerare l’istruzione un tassello fondamentale della società ma come si fa a non considerare necessario per l’isola un nuovo Piano turistico sostenibile, un programma per tutelare le fasce deboli della popolazione che non ce la fa a tirare avanti, che non si cura più per i tempi lunghi della sanità pubblica e per i costi eccessivi di quella privata? Come si fa a non fare alcun accenno al primo obiettivo di una coalizione: quello di battere la coalizione opposta sul presupposto di un programma alternativo? E questo vale per il centrosinistra come per il centrodestra. E lo stesso discorso vale anche per il Sindaco di Barano, Gaudioso, che si limita a curare il rapporto personale con Manfredi, ignorando il partito e la coalizione.
Riguardo alle prossime elezioni regionali, astenendomi da opinioni personali, citerò fatti, che in alcuni casi sono gravi e che meritano l’attenzione della pubblica opinione. Giosi Ferrandino, di cui riconosco esperienza e fattività, è al centro di manovre che coinvolgono contemporaneamente la Regione Campania, il Commissariato Straordinario per la Ricostruzione e il Comune d’Ischia. Il Sindaco di Casamicciola vuole incidere su tutti e tre i fronti: fa votare tutti i consiglieri del Comune di Casamicciola (tranne Annalisa Iaccarino e Antonio Pisani) per il candidato forzista Librandi. A Pisani, unico consigliere di centrosinistra, “suggerisce” di votare per i candidati PD che fanno capo al duo Topo-Mario Casillo e cioè Giorgio Zinno, Sindaco di S.Giorgio a Cremano e Salvatore Madonna, consigliere comunale di Napoli che, nel 2017, fu indagato per violazione della legge elettorale. Ad Annalisa Iaccarino lascia via libera per votare e far votare Yone Abbatangelo di Fratelli d’Italia. Ripeto non ne faccio questione di destra, sinistra o centro e non violo la par condicio. C’è di fatto che un’importante assessora di Casamicciola, che possiamo considerare il braccio destro del Sindaco, vota per Yone (nome della nonna) Abbatangelo, figlia di quel Massimo Abbatangelo, coinvolto nell’inchiesta per la strage del rapido 904 del 23 dicembre 1984, nella quale morì la giovane ischitana Federica Taglialatela. Abbatangelo fornì l’esplosivo che servì alla strage e per questo fu condannato a 6 anni. E’ un fatto, non un’opinione e non violo la par condicio dicendo che l’isola d’Ischia, in onore di Federica Taglialatela, dovrebbe riflettere su queste circostanze.
Giosi porta poi Cirielli a Ischia e gli fa dire che una volta al Governo regionale, si rifarà il Piano di Ricostruzione e quello Paesaggistico per l’isola d’Ischia (una follia!). Prende le distanze da Legnini per sperare in un Commissario più malleabile e manovrabile (non credo all’ipotesi che voglia personalmente prendere il posto di Legnini). Infine fa nominare Gianmaria Ferrandino, suo figlio, responsabile isolano di Forza Italia Giovani e vicesegretario provinciale. Per carità, il giovane sarà bravissimo e gli auguro ogni bene, ma quanti giovani isolani in gamba hanno la sua stessa fortuna e uguale viatico? Infine, anche se sembra allargarsi la forbice tra Giosi e Gianluca Trani, che nel frattempo ha abbandonato Mario Casillo e appoggia Massimiliano Manfredi, possiamo stare certi che il Sindaco di Casamicciola vorrà mettere le mani anche sul Comune d’Ischia, ma non si capisce bene in nome di quale politica, di quale programma e con quali uomini. Cosa c’è di politica (intesa in senso nobile) in tutto questo? E’ un’intelligenza (politica) artificiale, senz’anima proprio l’A.I., costruita da una serie di algoritmi clientelari, parentali e amicali, buoni a far avanzare qualcuno nella carriera ma senza alcun beneficio per la collettività.






