IL COMMENTO L’isola e il primo bilancio stagionale

DI LUIGI DELLA MONICA
Se a giugno si sogna la stagione turistica, nell’ultima settimana di agosto, dopo il brutale risveglio nella realtà del caos e della maleducazione, si redige il bilancio consuntivo. Lunedì mattina 23 agosto posso certificare, a parte l’imprevisto incidente in via Baldassarre Cossa ad Ischia, che il porto era un assedio totale. Burnout a tutti i livelli: arrivi, partenze, entrate, uscite, non si riusciva a camminare nemmeno a passo d’uomo. Dietro la pagoda una pletora di navette alberghiere che strappano reddito ai taxi, che a loro volta nulla fanno per farsi amare e mi fermo qui. L’isola ha assistito al ciclone Borrelli che ha ispezionato in lungo ed in largo i nostri arenili, scagliandosi contro i singoli gestori con ogni possibile veemenza, ma dimenticando forse che il ripascimento delle coste è un’omissione accidiosa di tutte le amministrazioni comunali degli ultimi 40 anni, se non 50, impegnate a costruire infrastrutture insulari, quali stadi, palazzetti, parcheggi, nonché centri polifunzionali, facendosi erodere a poco, a poco, le spiagge dalla furia del mare.
Non difendo i concessionari, perché invece che costituire un consorzio, oppure una conferenza di servizi, che potesse elaborare una progettualità univoca, hanno assistito inermi, come banderuole al vento, attendendo la soluzione dall’alto dei cieli di Roma o di Bruxelles, sperando che le maree restituissero, di anno, in anno, un po’ di battigia a proprio favore, piuttosto che al vicino. Purtroppo è sfuggito all’On.le Borrelli che ci sono lidi a pagamento che negano finanche l’ingresso ai bambini, per motivi di ordine interno, ma non verrà mai fuori. Le spiagge libere ci devono essere e devono disporre di agevole accesso, ma ritengo che una piccola lezione di eco sostenibilità ci provenga dalla Sardegna, che regolamenta con un minimo ticket e piattaforme online gli ingressi. Lo scopo è sicuramente non massacrare l’ambiente e limitare la produzione di rifiuti, che sulle nostre spiagge libere è una realtà perniciosa. Personalmente chiuderei le spiagge al tramonto, salvo qualche piccola deroga per turismo esperenziale, perché come segnalò il Sindaco di Forio per la notte di San Lorenzo, qui alla spiaggetta Miramare, c.d. “muro rotto”, vi è un bivacco fino al mattino. Non si può attribuire la causa all’overbooking agostano, il nostro territorio deve essere amato e rispettato ad ogni stagione; non possiamo permettere che il nostro arenile da Punta Molino al lato Ponente del Castello Aragonese sia il paradiso terrestre fino al 01 giugno e diventi un girone dantesco fino al 31 agosto. Deve finire una volta e per sempre la tolleranza di agosto, l’omertà, il silenzio, il voltarsi dall’altra parte: dobbiamo puntare alla qualità.
Mi duole esprimere questo pensiero, ma fino a quando ci saranno le feste in piazza gratuite e con birra e salsiccia a prezzi calmierati, non si potrà mai fare il salto di qualità, ma attireremo sempre gente equivoca, coatti di basso profilo, che colti dai bollori estivi alla prima discussione passano dalla parola alle mani. Il ballo e le feste chic devono essere al chiuso e la musica deve pulsare per pochi fruitori che pagano un biglietto, così come accade per i concerti della “Mortella”. In questo modo, l’ordine pubblico si gestisce con maggiore serenità e si evitano le folle umane che nulla portano di economico ad un territorio, se non immagini sui social, che vengono dimenticate la settimana successiva alla loro pubblicazione. Il brand Ischia non funziona, perché il comune del porto è in concorrenza con Casamicciola, Lacco e Forio, mentre Barano e Serrara sono mondi alieni. Per non parlare del mondo del diportismo nautico, che è stato anche segnalato e vilipeso dall’On.le Borrelli, allorquando in un suo “real” sulla spiaggia di San Francesco inquadrava le barche ormeggiate nella baia.
Un primo esperimento di campo boa è stato fatto a Lacco Ameno, ma resiste su tutta l’isola il problema della sosta accanto ai siti di interesse turistico, raggiungibili solo via mare, che spessissimo vede piccole e grandi imbarcazioni scarrocciare e sovrapporsi le une sulle altre, in mancanza di spazi, di aree sabbiose prive di posidonia; gli scogli a pelo d’acqua all’esterno di punta Soccorso che non sono segnalati ecc. Ischia tutta da l’idea di un grande dinosauro sopravvissuto all’era glaciale, che non vuole convincersi che il progresso e la net economy viaggiano sulle alleanze commerciali, si vuole resistere pervicacemente nel campanilismo ossessivo ed irreversibile. Polemica, immobilismo, critica e mancanza di idee risolutive trasformano a poco, a poco, il territorio in un paese per vecchi, dove i giovani desiderano trascorrere solo le vacanze in famiglia, oppure abbandonarla per sempre. Smettiamola di piangerci addosso sul 31 agosto di ogni anno e lavoriamo di squadra, non di campanilismo o di logiche di lobby.







Personalmente non amo le sagre in generale ed ovunque, tuttavia non gli si può negare il valore per i residenti e per le famiglie a basso reddito. Per il turismo di massa sono invece un terribile amplificatore che favorisce la bassa qualità.
In definitiva andrebbero evitate da metà luglio a metà settembre, limitandole eventualmente con il sistema della prenotazione e prezzi non calmierati…