LE OPINIONI

IL COMMENTO L’isola e quello che non funziona

In questo fondo tenterò di portare a conoscenza dei miei affezionati lettori i veri nodi che attanagliano in maniera drammatica le amministrazioni dei Comuni dell’isola. Parto dal Comune di Ischia. Sono a conoscenza con certezza pressoché assoluta che l’ente di via Iasolino vanta circa quaranta milioni di euro di crediti da incassare da aziende e privati per tasse comunali non pagate. Giosi Ferrandino ha lasciato in eredità al nostro Sindaco questa piaga insieme al contratto per l’illuminazione pubblica ed al contratto per le strisce blu tarpando a chi ci amministra ora le ali per una intera consiliatura. Quando Enzo Ferrandino fu eletto posi quasi subito, in un momento di incontro con lui, il serio problema della riscossione delle somme vantate dal Comune. Mi rispose candidamente che non se la sentiva di far fallire tante aziende debitrici. Successivamente rendendosi conto che l’Ente non poteva svolgere fattivamente il proprio compito diede incarico ad una ditta di Mondovì di attivarsi per incominciare a riscuotere.

Mi risulta che questa ditta ha incominciato a fare sul serio andandosi a prendere i soldi finanche sui conti correnti, naturalmente laddove gli stessi fossero nella disponibilità degli imprenditori. Ora in tutto questo io mi chiedo perché l’opinione pubblica non deve mai sapere con precisione come stanno le cose. Gianluca Trani che – ribadisco ancora una volta – io ho votato alle scorse elezioni amministrative, preferendolo ad Enzo, gioca a fare l’opposizione. Chiede lo stato di calamità per Ischia in piena pandemia mondiale e propone il certificato di buona salute per far arrivare ad Ischia i turisti.

Come iscritto al partito democratico di Enzo Ferrandino e di Gianluca Trani preferirei discutere dello stato dell’Ente in quella sede per dare un contributo e poi informare la pubblica opinione visto che al Comune la trasparenza pare davvero essere diventata un optional. Secondo voi io posso chiedere a Gianluca di sapere, visto che il circolo non si riunisce mai, cosa ha combinato questa società di Mondovì, quanto ha riscosso, da chi, in che termini, oltre a un’altra serie di informazioni utli? Non credo lui abbia conflitti di interesse o chissà quali remore nel tirare fuori la verità e capire se le facciamo fallire adesso le aziende che non potevano pagare già prima della pandemia oppure troviamo qualche soluzione in grado di salvare capre e cavoli, come si dice in gergo. Dato che Enzo sta studiando una agevolazione di tasse per chi riapre non sarebbe il caso che il paese sapesse come stanno le cose? Ai posteri, o meglio ai diretti interessati, l’ardua sentenza. Pardon, risposta.

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