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IL COMMENTO L’isola rinasca nel rispetto della legalità

Taxi in fila nell’attesa dei passeggeri che scendono da traghetti ed aliscafi. Bar e ristoranti affollati, quasi come in occasione delle stagioni migliori e quegli accenti linguistici tanto diversi l’uno dall’altro, di persone che arrivano da ogni parte d’Italia e anche dall’estero, con i primi stranieri che fanno capolino. Ischia torna a vivere, dopo l’estate della grande illusione, quella dello scorso anno, mortificata dall’emergenza Covid, quando tutto sembrava alle spalle e che avrebbe preceduto un autunno che si sperava potesse essere quello della ripartenza e che invece fece piombare tutto il Paese nel buio della terza ondata e nel dramma di una nuova crisi sanitaria. Ora lo scenario sembra totalmente diverso, grazie ad una campagna di vaccinazione che procede a grandi passi e che ha avuto proprio nell’isola verde uno dei suoi esempi di efficienza e di programmazione. La speranza, però, è che il costante calo dei contagi di queste settimane dipenda anche da un comportamento maggiormente responsabile da parte delle persone, finalmente consapevoli che il “mostro” si combatte anche attraverso le rinunce e i piccoli gesti quotidiani. 

Il risultato di tutto questo si è tradotto in numeri eccezionali per Ischia, tra fine maggio e inizio giugno. Un boom di presenze con migliaia di sbarchi, tra Ischia Porto e Forio, tra controlli delle forze dell’ordine, rispetto delle normative di sicurezza, mascherine sul viso e distanziamento più o meno riuscito. Quello che conta è la rinascita del territorio, la voglia di impresa che ha abbandonato per molti mesi piccoli e grandi imprenditori, l’uscita da quello stato di depressione nel quale è finito l’intero settore turistico, con migliaia di imprese al collasso. I segnali di ripresa di queste settimane, però, vanno valutati in maniera coerente con una capacità di sviluppo che dovrà coinvolgere tutte le categorie. Sarà necessario, a cominciare proprio dagli operatori del settore turistico e della ristorazione, evitare errori che potrebbero risultare fatali, così come accaduto lo scorso anno, ad Ischia come in altre aree del territorio nazionale. Il rispetto delle regole e dell’ambiente, ora più che mai, dovrà essere prioritario per la salvezza non solo di questa stagione ma anche dell’immediato futuro di Ischia. La furbizia, in tal senso, non paga e anzi potrebbe avere ripercussioni gravissime. Un tavolo in più in una sala di ristorante, un ombrellone di troppo su lidi che non dispongono di spazio a sufficienza, la trasgressione alle regole imposte per evitare una nuova diffusione del virus, sarebbero illogiche, autolesionistiche prima ancora che censurabili. In queste ore il governo discute anche della riapertura delle discoteche, luogo di divertimento e svago, simbolo del by night ischitano sul quale si dovrà essere inflessibili, perché errori e indifferenza non sono più tollerabili. La rinascita dovrà procedere di pari passo con una presa di coscienza e cosapevolezza, da parte di tutti, che la posta in palio è molto alta. Senza dimenticare che l’anno che abbiamo di fronte, precede quello di Procida Capitale della Cultura. Occasione unica, per tutta la Campania. Ecco perché le piccole illegalità che negli anni si sono ripetute, in più circostanze, sull’isola d’Ischia, vanno combattute e punite in maniera severa. L’egoismo e l’idiozia di pochi potrebbero avere ripercussioni pesantissime su tutta la comunità. Non è un sacrificio enorme quello che ci viene chiesto, non meno grande da quelli che siamo stati costretti a sopportare in oltre un anno di crisi pandemica, di incertezze, rinunce e sogni chiusi in un cassetto.    

* DIRETTORE “SCRIVONAPOLI.IT”

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