LE OPINIONI

IL COMMENTO Ma adesso De Siano cosa fa?

Chiusasi la lunga parentesi lacchese, mentre tutti auspichiamo una pacificazione del paese e ci auguriamo che il nuovo Sindaco tenga fede ad alcuni indirizzi da lui delineati (mobilità sostenibile, servizio unico di taxi e microtaxi isolani, trasparenza degli atti pubblici e coinvolgimento dell’opposizione) ci poniamo alcuni interrogativi di più ampio respiro e riguardanti il vinto più che il vincitore. De Siano, coordinatore regionale di Forza Italia e Senatore della Repubblica è stato sconfitto e – quel che è peggio – è che la parte maggioritaria del paese ha vissuto l’esito elettorale come un sentimento di liberazione a lungo represso.

Questo significa che il personaggio politico, mentre scalava la vetta politica nazionale, non si era accorto – nel frattempo – che si era creata tra lui e la sua gente, una frattura insanabile. Perché è successo? E quali sbocchi possibili sono prevedibili per il senatore? Si, lui ha promesso che, da consigliere comunale di opposizione, si impegnerà al massimo. Anche se così fosse, si tratterebbe di parva materia. E, del resto, da consigliere comunale di opposizione al Comune d’Ischia, è stato una grande delusione. E’ più importante capire cosa farà a livello nazionale, cosa farà con Forza Italia. Da qui capiremo se vorrà e potrà tentare di riallacciare un rapporto politico fecondo con la nostra isola. Perché è evidente che, se rimarrà nell’attuale Forza Italia (partito che, in dipendenza dell’affievolimento del suo leader Berlusconi, va inesorabilmente spegnendosi) De Siano finirà per non contare più nulla.

Credo che dopo questa sconfitta, che va ad aggiungersi alla brutta figura del partito regionale con Caldoro (fortemente da lui voluto, in opposizione a Mara Carfagna) gli verrà tutto contestato dai suoi stessi colleghi di partito. Non dimentichiamo che c’è stata anche la grande delusione della mancata conferma, alla Regione, di Maria Grazia Di Scala, che pure ha conseguito un ottimo risultato di preferenze. Ma perché Maria Grazia è stata sconfitta? Escluderei che la causa sia l’assurda vicenda dell’impresentabilità, perché l’elettorato ne aveva compreso l’assoluta inconsistenza. Addebiterei l’insuccesso piuttosto al combinato disposto di un clamoroso calo di voti del partito e dell’avere indirizzato (e chi, se non De Siano) la candidatura Di Scala in funzione di contrapposizione della saga dei Cesaro verso l’ambizioso Martusciello, sponsor di una figlia d’arte (Patriarca).

La Di Scala, ingenuamente, durante la campagna elettorale ha anche sottolineato e vantato l’appoggio di Armando Cesaro (che non si era potuto presentare). Altro clamoroso errore di De Siano è stata l’incapacità di creare, intorno a sé, una squadra che avesse entusiasmo e competenza. E’ lì che ha perso il confronto con Pascale. Quest’ultimo ha puntato sulla squadra, anche alternativa rispetto al passato. De Siano invece ha giocato tutto sulla sua figura di politico nazionale e imprenditore affermato. Sono errori politici che sono costati caro a De Siano e, purtroppo, anche alla Di Scala. Quanto alla riproposizione di Stefano Caldoro (persona perbene ma politicamente inconsistente rispetto al marpione De Luca) è stato un errore madornale, come quello di emarginare Mara Carfagna.

A questo punto De Siano ha una sola chance: quella di venire in soccorso dell’attuale governo nazionale in carica e riguadagnare posizioni. Si dà il caso, infatti, che siamo alla vigilia di un’implosione del Movimento Cinquestelle, che è destinato a spaccarsi tra movimentisti peronisti alla Di Battista e Casaleggio e governisti aperti alle alleanze col PD e orientati al passaggio da “movimento” a partito. Questo provocherà, soprattutto al Senato, una sottrazione di voti per il Governo. Se Forza Italia deciderà di lasciare l’alleanza di centro destra per entrare in maggioranza, allora De Siano potrà anche decidere di continuare il suo impegno con gli azzurri di Berlusconi. Se sarà solo un gruppo di “responsabili” di Forza Italia a passare a supporto della maggioranza, ancora De Siano potrebbe far parte di questi e avere un ruolo nell’area governativa. Terza ipotesi, Forza Italia rimane compatta all’opposizione nell’ambito del centro destra, allora a De Siano (come del resto si sussurra) non resterebbe altro che aggregarsi a Renzi con Italia Viva . Altre soluzioni non ci sono. Maria Grazia Di Scala dovrà decidere se aspettare le mosse del senatore, per eventualmente seguirne i destini politici, o seguire una propria via autonoma, ammesso che lei abbia ancora voglia di impegnarsi politicamente. Insomma, lo scossone di Lacco Ameno, è stato un vero e proprio terremoto politico. E la ricostruzione politica, per De Siano e i suoi seguaci, è quasi complicata come la ricostruzione urbanistica vera del post-terremoto del 2017. Al vincitore, invece, il “sentiment” popolare suggerisce una cosa: fin quando non ci sarà un accorpamento istituzionale dei Comuni isolani, sarà meglio che non si faccia fagocitare dal Comune di Forio. Pascale è abile ma Del Deo è una volpe. La collaborazione tra enti locali è una cosa, l’asse preferenziale con Forio è un’altra cosa e potrebbe ritorcersi contro gli interessi dei lacchesi.

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