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LE OPINIONI

IL COMMENTO Manifestazione no green pass, a cosa giova?

Di Luigi Della Monica

Specifico ai gentili lettori che professo la piena ed incondizionata libertà di opinione ed espressione, nonché le inalienabili facoltà di manifestare in pubblica piazza. Ciò detto, non mi spiego le radici ideologiche di questa protesta. Sono profondamente perplesso e deluso dalla mancanza di volontà di capire, comprendere ed interloquire da parte dei vaccino-scettici, circa la assoluta indispensabilità dell’arma medica precostituita dalla scienza. Ricordo che essa si fonda sul metodo sperimentale, per cui siamo fuoriusciti dai cosiddetti dogmi e dalla superstizione. Forse molti hanno dimenticato che non pochi secoli or sono, le donne che somministravano erbe mediche venivano accusate, torturate, processate sommariamente e mandate a morte. Ma la memoria è una perdita costante, noto che tante persone soffrono di amnesia strumentale.

La medesima memoria corta conduce a dimenticare che la scienza medica contemporanea si fonda sul cardine del metodo galileiano: questo sconosciuto che per avere salva la vita dovette abiurare inizialmente le sue scoperte epocali! Siamo tornati alla caccia alle streghe? I medici ufficiali sono diventati stregoni e le teorie complottiste sono diventate la certezza fideistiche che i vaccinati sono delle povere pecore ignoranti ed asservite ai poteri occulti? Io posso urlare con piena consapevolezza delle mie parole che avrei fatto di tutto e più di tutto per scansare la tremenda esperienza della terapia intensiva, del casco, dell’ossigeno, del ricovero ospedaliero. Ma davvero i no vax credono che la mancata vaccinazione sia un salvacondotto di genialità, identità culturale e bravura sociale? Davvero credono di navigare dall’alto dell’arca di Noè come privilegiati su di un mare di dementi vaccinati? Mi sembra un paradosso. Io benedico i ricercatori, gli scienziati, le batterie di studiosi, persone serie che spendono la loro vita per il bene della comunità, i quali hanno portato alle masse i vaccini.

Scrissi in un mio precedente articolo che il vaccino ha debellato la poliomelite oppure la TBC. I signori “no vax” non hanno studiato il morbo dei giovani che mieteva migliaia e migliaia di vittime a cavallo fra il 19^ e 20^ secolo per la malattia respiratoria più temuta, oppure non vedono più bambini zoppi grazie al grande Sabin. Detto questo, non capisco il no al “Green Pass”, che peraltro ieri mattina ad ora di pranzo non mi è stato chiesto in un ristorante isolano (non oso fare nomi) e se non vado errato, in emergenza epidemiologica, al chiuso va controllato. Il “Green pass” è la conseguenza del bilanciamento dei valori costituzionali fra la salute dei liberi pensatori che non hanno desiderato la somministrazione del vaccino e di quelli che tentano di proteggersi dal terrore della morte, ovvero della sofferenza, con l’inoculazione dell’antivirus. Quali sono le motivazioni delle doglianze? Francamente non le comprendo. Un’ isola a vocazione turistica, dove la coesistenza di un crogiuolo di etnie diverse è costante, necessita del massimo rigore nella protezione della salute di ospiti e residenti stanziali. Nessuno dimentichi le ordinanze sindacali di restrizione dello sbarco ai turisti provenienti dalle altre Regioni, anticipatorie delle successive chiusure totali del 10 marzo 2020, che vennero annullate dal Prefetto di Napoli e che in seguito a ciò una comitiva di ospiti extracampani diffuse il virus sull’isola.

Eppure le statistiche sono inoppugnabili. Il 94% dei vaccinati infettati non subisce ricovero in terapia intensiva e la terza dose aumenterebbe di oltre 40 volte la potenza protettiva del soggetto già vaccinato con due dosi. Il problema non è vaccinarsi o non vaccinarsi; il problema è produrre tanti e tanti vaccini per diffonderli nei paesi dei migranti, in particolare nel Terzo Mondo. I motivi sono sia di carattere etico-religioso, sia di carattere scientifico pragmatico. Non possiamo permettere che le popolazioni povere periscano di ulteriori stenti e sofferenze a dispetto di quelle già patite quotidianamente e, nello stesso tempo, che il virus si replichi, si fortifichi e possa ancora mutare geneticamente. Pertanto, i non vaccinati siano liberi di non ricevere ancora il vaccino, ma la libertà di circolazione, scusate se mi permetto, lasciatela a chi ha corso il rischio di morire, come asseriscono gli stessi “no vax”, in qualità di cavie umane. Allo stesso modo, il potere di gestire le libere Istituzioni democratiche è stato consegnato nelle mani dei soli partigiani vincitori della guerra di Resistenza – lo ha affermato solennemente il Segretario Landini all’indomani del vile attacco alla sede nazionale di Roma CGL, commesso presuntivamente da alcuni “No Green Pass”.

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Tuttavia, guidare una Nazione è una responsabilità di servizio, non un appannaggio di casta. Pertanto, se il green pass viene avversato da alcuni come uno strumento antidemocratico, allora che i giuristi in seno al movimento mi dimostrino che sbaglio e che non vogliono essi brandire la libertà di circolazione senza certificato vaccinale come privilegio elitario, anziché come atto di coercizione, perché la guerra al virus si combatte con le armi della scienza, non con l’acqua fresca o con i fiori. Io ringrazio la scienza ed il mio Dio di aver preservato con il vaccino e solo con esso, perché il caso non esiste, la mia vita e quella dei miei cari e piango e rispetto con somma mestizia il dolore straziante di chi ha perso persone care, strappate dal COVID. Credetemi, ho visto decine di persone essere cancellate non dalle deportazioni nei campi di concentramento del secondo conflitto mondiale, ma dal virus del biennio 2020\2021.

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