LE OPINIONI

IL COMMENTO Mare no, mare si: quando la fiducia è l’ultima a morire

I romani, che in quanto a ironia non sono certo gli ultimi della lista, direbbero “Famo a fidasse“. Una sorta di laconica rassegnazione ai fatti che accadono, la volontà o forse la convenienza nel dare fiducia, pur sapendo che il rischio dell’inganno e di qualcosa di poco chiaro è molto elevato. E allora anche noi vogliamo fidarci delle analisi dell’Arpac che, come d’incanto, cambiano a distanza di pochi giorni e certificano come “eccellente” il mare di Ischia, dopo che soltanto un paio di settimane prima, ne avevano decretato la momentanea bocciatura, con tanto di divieto di balneazione, che aveva mandato in tilt operatori turistici e vacanzieri. Gli ultimi risultati dei campionamenti effettuati nel mare ischitano, hanno quindi confermato che i parametri rientrano nei limiti di legge. Sospirone di sollievo, paura passata, quindi e prua a dritta verso una stagione estiva ormai alle porte. Un’estate attesa, come ogni anno, tra propositi e voglia di rilancio. Stagione non banale quella che ci attende, perché il prossimo anno nel golfo di Napoli arriverà l’America’s Cup e l’onda lunga della manifestazione velica internazionale comincerà a muoversi molto prima. Un evento che non riguarderà soltanto il capoluogo, Bagnoli e Coroglio in primis. Il riflesso della manifestazione sarà avvertito in tutta la regione, con ricadute economiche, turistiche, commerciali su tutti i luoghi simbolo della ricezione turistica in Campania.

Anche per Ischia l’America’s Cup sarà un’occasione e un’opportunità. Ecco perchè l’estate che ci apprestiamo a vivere sarà doppiamente importante. Ci sarà da gestire, meglio di quanto non sia stato fatto in questi anni, una serie di aspetti strategici legati allo sviluppo del territorio. Questione imbarchi, caos sulle banchine (a proposito, che si sblocchi subito la vicenda delle banchine galleggianti a Pozzuoli), controlli in mare, trasporti. Non andiamo molto lontani dalla realtà, se affermiamo che la scelta di organizzare a Napoli l’evento velico internazionale, sia stata dettata anche dal fatto che nel golfo ci siano luoghi così unici e straordinari, come le isole. Ischia, come Capri e Procida del resto, sarà nel 2027 uno dei punti di ricezione più importanti della Campania e forse dell’Italia intera. Il tutto in relazione alla macchina organizzativa della kermesse. E allora è bene che i prossimi mesi siano una sorta di banco di prova e di esame per tutti. A cominciare proprio dal mare. Assoluto protagonista di tutto quello che avverrà. Non entriamo nel merito dei motivi che hanno portato l’Arpac a valutare in maniera negativa le condizioni del mare, nei giorni scorsi. Tra l’altro in luoghi simbolo della bellezza isolana, come la baia di Sant’Angelo. Certo di qualcuno deve pur essere la responsabilità. Lavori, scarichi abusivi, condotte non a norma. Non può essere solo una questione di correnti. Speriamo solo si sia trattato di un fatto episodico. La realtà che ci piace raccontare (lo abbiamo fatto con giustificata esaltazione nel corso della primavera, dalle pagine del Golfo), è quella di un mare eccellente, pulito, sempre balneabile e straordinario. Il mare di Ischia, insomma, quello descritto da poeti e cantori del passato. Le ultime analisi dell’Arpac danno forza alle nostre speranze. E se la situazione è radicalmente cambiata, a distanza di appena qualche giorno, per il momento lo consideriamo un dettaglio (come direbbe Totò). “Famo a fidasse”.

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