LE OPINIONI

IL COMMENTO Mobilità, rendiamo l’isola a misura d’uomo

Nel periodo della quarantena “Corona” è stato bellissimo vedere foto l’Isola d’Ischia a livello d’uomo. Sui social media circolavano foto di un’isola senza traffico, non si vedevano auto in movimento. Prima della quarantena “Corana” eravamo abituati ad un traffico micidiale che costringeva tutti a stare in allerta dal momento in cui si lasciava il proprio appartamento! Io sono del parere che “la mobilità” deve essere diritto di tutti, con questo intendo che, coloro che hanno la possibilità economica, devono anche avere la possibilità di comprarsi un’auto e circolare sull’isola. Ho paura che se la situazione si normalizza rapidamente si tornerà di nuovo ad una situazione di traffico stressante che vi era prima della quarantena “Corona”. Il diritto di muoversi non è solo dei guidatori, anche i pedoni devono avere il diritto di spostarsi, a piedi. Fino al “Corona” l’isola era diventata un’isola a livello di auto. I pedoni non avevano alcun diritto. Per muoversi dovevano dribblare tra le autovetture, per passare da un lato all’altra della strada, era come guadare un fiume in piena. I marciapiedi sono quasi del tutto inesistenti. Ove vi sono, sono spessi poco curati, dissestati, minimali, vi sono le auto parcheggiate sopra, vi sono i bidoni dell’immondizia, vi sono gli alberi, le erbacce, le cacche dei cani, ecc. Insomma adatti a tutto, tranne che a passeggiare. Nella maggior parte dei casi non si riesce a passeggiare stando in due uno accanto all’altro! Anche i pedoni pagano le tasse come gli automobilisti. Gli automobilisti hanno le strade. I pedoni non hanno i marciapiedi. Per rendere vivibile l’Isola d’Ischia, sia ai residenti che ai turisti bisogna restringere le strade ed allargare (e creare) i marciapiedi. Il traffico così intenso è dovuto al fatto che i mezzi pubblici non sono mai stati efficienti. I residenti, stanchi di aspettare ore i pullman che non arrivavano o che venivano sospesi senza preavviso o anche perché erano strapieni e quindi non si fermavano per far salire le persone in attesa, hanno quasi tutti comprato l’auto.

La stragrande maggioranza del traffico viene creata quindi dagli isolani stessi, lo si vede d’inverno ove, non essendoci turisti, il traffico non diminuisce. I turisti che vengono ad Ischia sono costretti a pagare una tassa di soggiorno per le loro vacanze. Insomma oltre che venire a portare ricchezza all’isola devo anche pagare una tassa. Bene, perché non far pagare ai residenti in possesso di un veicolo a motore, una “tassa sulla mobilità”. Calcolando che ad Ischia vi sono circa 60.000 veicoli registrati, se per ognuno di loro si pagasse € 5,00/anno, arriverebbero nelle case dei comuni € 300.000,00. Poi, se si il contributo fosse a scaletta, più grande la cilindrata più si paga, si potrebbe arrivare facilmente alla somma di ½ milione di euro che potrebbero riempiere le casse dei comuni. Questi soldi potrebbero essere utilizzati per potenziare i servizi pubblici, restringere le carreggiate e dare più spazio ai pedoni. Si potrebbe anche pensare di fare diventare i mezzi pubblici un sevizio per il popolo è renderlo gratis. Il problema “Ischia a livello d’uomo” non è ancora risolto con la “tassa sulla mobilità”, oltre ad essa bisogna eliminare il maggior numero possibile di auto dalle strade. Infatti il cittadino isolano, come ho già affermato inizialmente, deve avere il diritto alla mobilità, ma non al parcheggio. Coloro che non hanno un parcheggio ove lasciare l’auto nel momento in cui non viene utilizzata, non possono avere l’auto! Dappertutto nei centri urbani bisogna potenziare delle aree di “parcheggio a pagamento” fino € 5,00/ora per dare agli automobilisti la possibilità di sostare per un breve tempo. Le zone di centro dovrebbero essere servite solo dai bus di linea. Parcheggi al di fuori dei centri urbani (anche essi a pagamento!) dovrebbero servire da contenitori per decongestionare il traffico assillante dei centri cittadini. Basta guardare Capri, l’isola vicina, la cui struttura morfologica non è diversa da quella di Ischia, e vi sono forti pendii e poche zone pianeggianti. Lì non si conosce la parola traffico ed infatti non vi è traffico! O si va a piedi o con i carrelli sociali o con il bus. I pochi che vogliono avere una macchina devono prima risolvere il problema del parcheggio. Vi sono parcheggi comunali a pagamento oppure si provvede ad allestire una parte della propria casa a garage o si affitta un parcheggio privato per l’autovettura. Alcuni residenti pagano anche oltre € 100,00 al mese per poter affittare un pezzo di terreno attinente alla propria abitazione ed adibirlo a parcheggio macchina. Nessuno può usare il suolo pubblico sotto casa come parcheggio! I controlli sono assidui e corretti.

Perché non adottare il “modello Capri”? Vietare dappertutto sull’Isola d’Ischia il parcheggio permanente dei veicoli lungo tutte le strade, e controllare. Controlli sono importanti, solo con il ricavato delle multe si potrebbero finanziare tutti i vigili e vigilini. Per un periodo transitorio, fino a quando Ischia non diventerà libera delle auto, si potrebbe applicare la regola che la prima mezzora di parcheggio sulle strisce blu nei centri urbani è gratis (basta per comprare generi di prima necessità) al di la € 5,00/ora. Se si calcola 1.000 parcheggi a strisce blu nel Comune di Ischia, sono: 1.000 auto x 12 ore al giorno x € 5,00 x 365 giorni all’anno = € 21.900.000,00. Estendendo il divieto di sosta anche alle fasce orarie notturne si raddoppia la cifra. Anche questi soldi potrebbero essere utili per potenziare i servizi pubblici e la mobilità di tutti (automobilisti e pedoni!). Utilizzando questa possibilità i benestanti isolani finanzieranno la loro stessa mobilità che, con la diminuzione del traffico, sarà più veloce e fluida. Nello stesso tempo si darà modo ai più poveri di spostarsi più rapidamente, con i mezzi pubblici. L’attrattività dell’isola, libera dal traffico, aumenterà e daremo il nostro contributo alla lotta contro il cambiamento climatico! In Germania hanno utilizzato il periodo quarantena “Corona” ed in diverse città hanno ristretto le carreggiate (che lo stesso non venivano più utilizzate dalle auto!) per dare più spazio ai cittadini e sono state istituite delle piste ciclabili. Si chiamano “pop-up-Radwege” in italiano “pop-up-ciclabili”. Le piste ciclabili in un primo momento sono state allestite in via provvisoria per testare l’accettanza della popolazione, diminuire i tempi di progettazione ed in ogni caso reagire rapidamente se vi fossero stati problemi. Ci si è accorti che, oltre al fatto che c’erano meno auto per le strade, il sevizio dei mezzi pubblici era più efficiente. Inoltre potendo più persone utilizzare le piste ciclabili è più facile mantenere le distanze sociali, il rischio di infettarsi diminuisce, si alleggerisce il traffico, si fa esercizio all’aria aperta e si aumentava la resistenza immunitaria. Il consenso della popolazione alle “pop-up-Radwege” è stato positivo (non era dato per scontato) esse verranno allestite in via definitiva. Oltre alla Germania ed in particolare a Berlino lo stesso sistema è stato adottato anche a Parigi e a Londra. Se è possibile fare un passo del genere in delle città cosi grandi, i cui problemi sono ben maggiori che su un’isola, perché non è possibile farlo ad Ischia? Abbiamo sull’isola una squadra di ciclisti dilettanti, essi sono costretti ad allenarsi solo nelle ore mattutine in quando non vi è ancora traffico. Questo è il momento più propizio per chiedere ad alta voce le piste ciclabili su tutta l’Isola e non accontentarsi delle piste ciclabili di pochi metri in delle zone che in ogni caso non attira nessuno ad andarci. Forse anche i locatori di autovetture potrebbero allestire i loro negozi per il noleggio di biciclette elettriche. I residenti potrebbero così sperimentare la possibilità di utilizzare la bicicletta in alternativa all’auto. Bisogna utilizzare questo momento in cui una buona parte degli automobilisti restano ancora a casa e fare questo passo decisivo per il riequilibrio dell’Isola d’Ischia. Altrimenti fra qualche settimana i residenti hanno il pretesto di usare ancora meno i mezzi pubblici, in quando, se pieni non si possono rispettare le distanze sociali e quindi tutti quanti vorranno di nuovo utilizzare l’auto. I turisti che vengono ad Ischia non sono certamente tutti di élite e generalmente non sono automuniti, e quindi sicuramente non si possono permettere di utilizzare continuamente i taxi per spostasi, per il semplice fatto essi non possono sempre pagare i costi esorbitanti che richiedono i tassisti. In ogni caso i mezzi pubblici ed i taxi avranno una capacità di trasporto clienti dimezzata. Quindi col passare del tempo ci sarà il problema di un aumento del traffico ancora maggiore di quello prima del “Corona”.

I turisti venendo ad Ischia, non potendosi spostarsi facilmente, per il mega traffico, saranno costretti quindi a restare “in quarantena”, in albergo. Oltre al traffico, altro problema da affrontare sull’isola è la micidialità di guida dei residenti! La prepotenza e strafottenza nella guida (di auto, motocicli, ecc.) dei residenti è al difuori di ogni norma! Ci siamo accorti che l’isolano non si riesce ad educalo a guidare a velocità ridotte e rispettare le regole stradali. Bisognerebbe installare passaggi pedonali più frequenti e sia prima che dopo il passaggio pedonale, dovrebbe essere installato un dissuasore, che costringe l’autista a ridurre la velocità. Questo obbligherà l’autista a rispettare le strisce pedonali e nello stesso tempo a diminuire la velocità. Se non si fa adesso è subito un passo decisivo, allora l’alternativa sarà questa: • troppo traffico, meno turisti, meno possibilità di acquisto/spesa dei residenti, • i residenti non potranno più finanziare l’uso e manutenzione dell’auto, • le auto verranno rottamate. In questo modo si risolve di per sé il problema del traffico, solo che l’agonia sarà più lunga più dolorosa ed avremo rovinato per decenni la risorsa di cui oggi (direttamente o indirettamente) ancora viviamo, il turismo.

* GEOLOGO

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4 Commenti

  1. Le vie del mare non vengono affatto prese in considerazione. Gli spostamenti tra i cinque comuni costieri dell’isola potrebbero avvenire con mezzi marini di medie dimensioni che alleggerirebbero molto il trasporto pubblico via terra.
    Come avviene già da qualche anno tra i comuni della costiera amalfitana.

    1. Salve Beta
      hai perfettamente ragione, anche io penso che bisogna prendere in considerazione le vie del mare che possono allegerire il traffico terrestre. Anche perchè i centri dei paesi principali si travano tutti a livello marino, quindi è facilissimo raggiungereli via mare. Per persone diversamente abili “e non” potrebbe essere una soluzione di notevole interesse! Comunque il mio articolo riguarda il traffico, i veicoli disseminati per le strade ed l’impatto che essi hanno sull’ambiente, la natura e non per ultimo l’estetica dell’Isola d’Ischia.

  2. Aniello, suggerimenti molto buoni. E la velocità 30 km/h per l’intera isola porta pace e sicurezza sulla strada ed evita vittime.
    Josef

  3. Danke für diesen sehr guten Artikel! Seit einem Jahr versuche ich ähnliche Vorschläge dem Bürgermeister von Forio und Neapel schriftlich zu unterbreiten. Eine Antwort auf meine Briefe habe ich nie erhalten. Auch hier, bei ilgolfo schrieb ich in den letzten Tsgen schon mehrere Kommentare. Scheinbar ist man der Meinung, dss eine deutsche Touristin, die bisher mehrmals im Jahr nach Ischia kam, sich hier nicht einmischen soll. Aber ich sprach hier, schrieb an Herrn del Deo im Namen der Touristen, die unter den schrecklichen Verkehrsbedingungen auf den Straßen und in den Bussen leiden. Dies muss geändert werden, sofort! Neue, moderne Busse müssen her, ein richtiger Busbahnhof in Ischia Porto und moderne Haltestellen mit Bänken. Neue Fusswege und Verbotsschilder für Autos darauf zu parken. Verkehrsberuhigte Innenstädte (Forio Piazza G. Matteotti, Panza der Markt) Es muss alles getan werden, dass sich Touristen wieder sicher und wohlfühlen. So, wie es vor Corona war kann es nicht weitergehen. Dann kommen auch wir nicht zurück.
    jan2607@t-online.de
    Chris und Ian, Berlin, Deutschland

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