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LE OPINIONI

IL COMMENTO Morirà il turismo?

Leggo su Le Monde un articolo molto interessante del professore emerito RemyKnafou che spiega perché la pandemia non arresterà in alcun modo un comparto come quello del turismo (andate a leggervelo in modo da potervi fare un’idea decisamente chiara a riguardo). Il prof, in buona sostanza, spiega che dopo la pandemia bisognerà solo adeguare il mercato delle vacanze e dell’ospitalità alle nuove esigenze che saranno nate nelle persone, nei loro comportamenti ma in particolare nelle loro abitudini che risulteranno gioco forza mutate. Stiamo ripetendo da tempo l’importanza di questo concetto assolutamente basilare e imprescindibile per il prodotto turistico che Ischia offre e che non adeguato non sarà vendibile alle masse di turisti che hanno subito le conseguenze della pandemia e la conseguente evoluzione che ne è derivata e che davvero ha investito tutti, nessuno escluso.

In un articolo precedente pubblicato su questo giornale ho parlato in maniera diffusa di un progetto a dieci anni per l’isola ma nel frattempo in tutto il territorio assisto a un fenomeno preoccupante, quella di proporre il prodotto all’utenza turistica senza alcuna novità di rilievo. Nella giornata di domenica, ad esempio, passando per la zona della Mandra ho assistito allo spettacolo di sempre: alcune sedie aperte sulla sabbia ed i soliti baracconi ed auto che disturbano la vista e l’anima vietando di godere della bellezza del mare e del panorama. Inoltre, a fare da solita (e indegna) cornice cacche di cani sui marciapiedi sconnessi e traffico che ti inonda di fumi pestilenziali.

Dinanzi a uno spettacolo del genere viene spontaneo porsi la domanda: a che vale assistere sulle strade di Ischia al darsi da fare dei commercianti nell’allestire i loro negozi se l’Amministrazione non provvede, senza spendere un euro, a liberare il centro dall’ingombro auto e pulire al meglio il paese? Esattamente a niente, o quasi, mi pare ovvio. Vi faccio un altro esempio. Ci giunge voce che sarà rimesso il baretto su Piazzetta Ugo Calise. Ma non è stato suggerito da tanti cittadini di pensare ad un progetto più completo, per evitare lo scempio, per definire meglio la gestione e lo sviluppo di tutto il carcere? E’ avvilente che l’Amministrazione comunale con una maggioranza di 14 consiglieri su 15 e una Giunta omologata non senta la necessità di fare qualcosa di buono che non costa niente. Voglio rassicurare il mio Sindaco onesto dell’opinione corrente che, lasciando fare il comodo proprio a tutti, vincerà le prossime elezioni almeno con l’ottanta per cento dei voti dei cittadini. Mi chiedo. Che pericolo c’è ridurre la vittoria al 70% ma nello stesso tempo aiutare il paese a riprendersi? Meditate gente, meditate…

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