LE OPINIONI

IL COMMENTO Napoli e la cultura. E se il ragazzo del GF avesse ragione?

Si fa un gran parlare, in queste settimane, a Napoli e non solo, del rilancio della Cultura (la maiuscola utilizzata non è casuale). Soprattutto ora che vaste aree del territorio sono diventate teatro di episodi di criminalità gravissimi. Dalla morte assurda di Giovanbattista Cutolo, il musicista di 24 anni ucciso in piazza Municipio a Napoli, allo stupro delle due cuginette minorenni, avvenuto a Caivano, a due passi da quel famigerato Parco Verde, teatro anche in passato di eventi tragici e legati al degrado, alla violenza e all’indifferenza che vede, quasi sempre, come vittime predestinate i bambini. A tutto questo si sta cercando di porre rimedio, attraverso la forza, con blitz continui da parte delle forze dell’ordine. Lo Stato fa sentire la sua presenza, alza la voce, manda sul territorio i propri rappresentanti. L’ultimo in ordine di tempo è stato il sottosegretario al Consiglio, Alfredo Mantovano, che  dopo un lungo tavolo di lavoro durato oltre un’ora e mezza ha ribadito l’impegno del governo sul territorio a partire dalla rivalutazione dello sport e appunto della cultura. Anche le continue visite in città del ministro Gennaro Sangiuliano sono testimonianza di un interesse da parte del governo, non sempre riscontrato negli ultimi anni. 

E allora, parlando di Cultura in queste ore sono tornate di attualità le parole, assolutamente insensate, pronunciate da quel ragazzotto muscoloso e tatuato del Grande Fratello, che per ottenere i suoi 15 minuti di celebrità, ha scelto di salire sul piedistallo dell’idiozia e della stupida provocazione. Parlando di Napoli come una città con poca cultura, almeno rispetto alle altre grandi città italiane. Riuscendo in pieno nel suo intento di diventare famoso, tra l’altro. A distanza di alcune settimane, si può cercare di dare una lettura diversa di quanto accaduto, senza scendere nel qualunquismo, nelle difese d’ufficio di una città che dovrebbe sapersi difendere da sola e neanche nella retorica tirata fuori da qualche intellettuale. Si può provare a capire, ad esempio, cosa ci fosse dietro le parole di quel ragazzo e se per qualche sconosciuto motivo, non si nascondesse in quelle parole apparentemente senza senso, qualche scomoda verità.

E allora facciamo finta, per un istante, che quel ragazzo che ha parlato al Grande Fratello abbia ragione. Facciamo finta che a Napoli la cultura c’è ma forse non è così visibile, non alla portata ad esempio di tutti, soprattutto di quelli che per un minuto di celebrità sputano veleno e sentenze su una delle città più importanti d’Europa. Facciamo finta che Napoli la sua cultura avrebbe il dovere di difenderla, preservarla dai vandali, dall’incuria e dall’indifferenza, di metterla maggiormente in risalto proprio come accade nelle città cui quel poveretto ha fatto riferimento. Facciamo finta che dalle parole assurde pronunciate da questo ragazzotto, possa scaturire un messaggio che sia rivolto a tutti e soprattutto alle istituzioni, perché i tesori di Napoli non siano affogati da abusivismo, auto in sosta vietata, parcheggiatori abusivi, truffatori, ambulanti che vendono calzini e fazzoletti, fetenti e incivili, scippatori, parassiti e scansafatiche. Da disinteresse, sporcizia e degrado. Insomma, se camminare per i vicoli di Napoli, significa rischiare di essere investiti da un motorino, forse risulta difficile anche guardarli i palazzi storici e le tante splendide chiese. Se si attraversa via Duomo tra spazzatura, clochard, abusivi e degrado, è molto probabile che la magnificenza della cattedrale ci sia del tutto indifferente. Se piazza del Plebiscito e la galleria Umberto diventano campi di calcio per gli scugnizzi, è quasi scontato che perdano il proprio fascino e il proprio valore. Non accade tutto questo a ridosso di molti monumenti presenti nelle altre grandi città italiane ed europee. Forse è solo questo, quello che quel tipo ha voluto dire. E facciamo finta, allora, che da domani Napoli riesca a difendere le proprie ricchezze culturali, preservarle dall’ignorante tracotanza dei barbari, pulirle dalla coltre dell’inciviltà e proviamo a convincerci che, se tutto questo accade, anche un concorrente del Grande Fratello possa cambiare la sua percezione della nostra amata città.

* DIRETTORE “SCRIVONAPOLI”

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