LE OPINIONI

IL COMMENTO Nubi scure sul comune d’Ischia

Mentre gli strali degli abulimici da social si dirigono sempre più solo contro il Governo, l’attenzione pubblica degli ischitani si allontana sempre di più dalle malefatte degli amministratori locali. E’ come se l’opinione pubblica guardasse attraverso un binocolo capovolto, che allontana anziché avvicinare le immagini. Logica vorrebbe che, nella graduatoria delle critiche, partissimo dal basso per arrivare in alto. Invece avviene il contrario, con l’aggravante che, partiti dall’alto, al basso non ci arriviamo mai. Non sarà perché il potere, quanto più vicino a noi è, più ce lo vogliamo tenere amico, non si sa mai avessimo bisogno di qualche piccolo favore? Ammesso che non ne abbiamo avuto ancora fino ad oggi? A pensar male…

Ma veniamo ai fatti, rilevanti, sui quali cala un colpevole silenzio. Dinanzi ai lavori del parcheggio alla Siena, abbiamo subito in silenzio anni di ritardo. Adesso che i lavori sono proseguiti, appare evidente che hanno raggiunto un’altezza superiore a quella prevista dal progetto (a meno che, nel frattempo, non siano intervenute approvazioni di varianti nella disattenzione generale). Guardatela, per favore, la quota raggiunta e valutate che, al di sopra di quel livello, bisogna considerare che ci saranno quantomeno dei giardinetti e vi renderete conto che la visuale del Castello e della linea di costa non sarà più la stessa. Come la vogliamo chiamare questa dell’Amministrazione: disattenzione, superficialità, ignoranza? O qualcosa di più e di peggio? E come ci poniamo di fronte alla grave questione dell’insopportabile creditoria non riscossa di tasse comunali? Per la quale questione c’è in corso una denuncia di un responsabile politico locale agli organi della magistratura e della pubblica sicurezza.

Ricorderete l’errore di assegnare alla soc. Area Riscossione Spa l’attività di riscossione coattiva, con determina dirigenziale, quando è notorio che occorre una procedura ad evidenza pubblica e che, in ogni caso, tale concessione era già stata affidata alla Genesis (per 33 anni)! Abbiamo appreso, in questi giorni, di una vittoria, in Corte di Cassazione, del Comune verso un cittadino ricorrente e condannato al pagamento dell’ICI non versata e al risarcimento per lite temeraria. Ma la stessa grinta legale, l’Amministrazione la sta applicando in tutti gli altri casi? E come la mettiamo con la figuraccia al Tar per il bar della piazzetta Ugo Calise? E’ vero o non è vero che l’Amministrazione ha revocato una vecchia concessione, decretando l’abbattimento di una struttura esistente da anni, concedendo una nuova concessione, allo stesso posto, per una struttura più grande e dichiarando che trattavasi di collocazione diversa? E tutto questo in disprezzo di ogni evidenza pubblica per la concessione al miglior offerente. Ma la questione più eclatante e che davvero può, anche a breve, sfociare in danno alla collettività e in conseguenze civili, penali e patrimoniali per gli amministratori, è quella del Polifunzionale. Ne ho già parlato in un precedente articolo dal titolo “Quel pasticciaccio brutto di via Morgioni”. Vi aggiorno ora. Ai cittadini, il Sindaco d’Ischia ha annunciato (e il Golfo lo ha puntualmente riferito) che viene bonificata, abbellita e attrezzata l’area esterna con verde, alberi, zona fitness, area giochi per bambini, con un campetto playground. Peccato che il Sindaco non aggiorni i cittadini sui guai all’area “interna” del Polifunzionale. Da ben 27 anni si trascina la storia intricata di questa opera pubblica, nata sotto una cattiva stella. L’appalto nacque male, perché, al tempo di Enzo Mazzella, fu il frutto di accordi politici a livello sovra comunale, che portarono all’assegnazione dei lavori ad una ditta (CO.MA.PRE) che speculò su una palificata “dimezzata” (pali più corti), ben pagata, molto prima che Autostrade per l’Italia facesse scuola sui risparmi di materiali. Per la qual cosa, i soggetti esecutori furono condannati dal Tribunale di Napoli e fu deliberata la risoluzione contrattuale.

Ma facciamo un salto dalla fase iniziale a quella finale, avendo già dettagliatamente illustrato, nel precedente articolo, le fasi intermedie. In data 24/4/2020, con delibera di G.M. n.24, il Comune d’Ischia invia alla Regione la richiesta di nomina di una nuova commissione di collaudo, non ritenendo valido il giudizio di “non collaudabilità” rilasciata dalla commissione in carica. Peccato che lo abbia fatto in ritardo rispetto ai 60 giorni dall’avvenuta notifica del certificato che, di conseguenza, è diventato “definitivo”.Tanto è vero che la Regione, dopo mesi, si è guardata bene dal nominare una nuova commissione. Ma la Regione è, però, rimasta passiva e silente rispetto ad una nota inviata da membri della commissione “disconosciuta” dal Comune, nella quale si rispondeva alla nota del Comune del 20/7/2020 prot. 26979, con la quale l’amministrazione comunale contestava la richiesta di spettanze rivendicate dai membri della commissione. Ma, di recente, membri della commissione di collaudo hanno inviato nota di diffida alla Regione Campania ed anche personalmente al dirigente Responsabile del procedimento, arch. Alberto Romeo Gentile, ad ottemperare entro 30 gg. dalla ricezione della diffida, pena il ricorso, per omissione di atti d’ufficio, a tutte le vie legali, civili, penali e patrimoniali. Siamo in un pantano e in pieno caos!

La Regione non può nominare una nuova commissione di collaudo .Il Comune non vuole pagare i membri della commissione che fin qui ha operato. I membri della commissione, nel silenzio della Regione, adiranno tutte le vie legali. Il collaudo non potrà più arrivare. Abbiamo una struttura non collaudabile in cui, da anni, vive ed opera una scuola. Rischiamo di perderne l’utilizzo. Oltretutto rischiano seriamente gli amministratori in carica, la Regione, il Responsabile del procedimento e i cittadini che si vedranno deprivare di una struttura scolastica e di vedere buttati al vento i seguenti soldi: 688.122 euro di mancata applicazione di penale alla ditta MA.FRA Srl per ritardi nella esecuzione dei lavori, mancato completamento dell’opera e mancata destinazione dell’opera rispetto alle finalità previste dalla Convenzione n.3220 del 2/5/90 tra Comune e Regione; 1.500.000 di euro saldato impropriamente a CO.MA.PRE, per palificata non realizzata, C’è,inoltre, il rischio che l’Unione Europea richieda la restituzione dei Fondi FIO di cui l’opera ha usufruito, attese le irregolarità e la non collaudabilità dell’opera. Considerazione finale: se i membri del Governo centrale sono irresponsabili e incapaci (come molti affermano) come definiamo gli amministratori comunali d’Ischia (passati e presenti)? Incoscienti e inconcludenti? Possiamo dirci d’accordo su questi aggettivi?

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