LE OPINIONI

IL COMMENTO Ossessionati dal green pass ma non dai soprusi quotidiani

C’è qualcosa che non torna nel comportamento di quelli che si proclamano fautori della libertà e si ribellano alla diffusione dell’obbligo di green pass. L’obbligo per accedere ai luoghi di lavoro, di svago, di cultura, di manifestazioni sportive rappresenterebbe, a loro dire, una coercizione dell’individuo, nonostante che sia teso a tutelare la salute di tutti. E poi, invece, nessuno protesta se, per fissare un appuntamento in banca o prenotare una visita ambulatoriale o chiedere informazioni su un contratto di servizio (luce, acqua, gas) devi farlo esclusivamente tramite centralino elettronico, eternamente intasato, e devi stare come un ebete, ore ed ore, a telefono in attesa di risposta. Nessuno protesta se i medici non fanno più visita a casa, a meno che tu non stia morendo. Nessuno protesta se il tuo medico di base non ti visita nemmeno nel suo studio, ma tutto debba avvenire a distanza. Dopo la Dad, abbiamo anche la Sad (Salute a distanza) e la Bad (Banca a distanza). Nessuno protesta se vuoi cambiare fornitore di luce o gas e ti è possibile farlo solo via telefono in una delle innumerevoli volte che qualche vocina ti chiama all’orario di pranzo o di cena, magari dall’estero, proponendoti l’invio del contratto via mail da rispedire con firma digitale apposta. La Regione Campania tarda a nominare altri medici di base né autorizza medici sul piede della pensione a prolungare l’attività (volendolo) . Per cui, ad oggi, la situazione al Cup di Ischia, Asl 2 Napoli Nord, è che qualche medico ancora non in over booking di assistiti, si vede all’improvviso subissato da tre-quattrocento nuovi pazienti che, ovviamente, fremono per una prima visita di conoscenza, mandando tale medico in tilt. Cosicché, ogni due giorni alla settimana, si assiste a code indecorose fuori del Cup, dalle 7.00 di mattina (l’apertura degli sportelli è alle 9.00) per accaparrare un numero utile a poter cambiare medico o farselo assegnare per la prima volta.

A fronte di questi gravi disservizi, di queste vere e proprie angherie nei confronti dei cittadini, nessuno ha la forza di reagire e protestare. E sapete perché? Per il fatto che è molto più facile protestare contro il potere centrale che rimane uno scontro anonimo, lontano dai governanti, che mettersi contro i poteri locali, dai quali si viene individuati e tenuti sotto scacco. Verso la Regione, l’Asl, i Comuni, tutti allineati e coperti. E invece mettiamo la testa fuori del sacco solo per protestare contro il green pass. A Ischia avviene, sotto gli occhi di tutti, che alcuni tecnici esterni hanno libero accesso agli uffici dell’edilizia e del paesaggio dei Comuni e maneggiano pratiche a loro piacimento, mentre il cittadino normale si vede costretto a formalizzare la richiesta di accesso agli atti pubblici di opere fondamentali per la comunità, nelle forme previste dalla legge. A Ischia accade che, mentre la gente aspetta, accalcata, sulle scale e nel piazzale del Cup, in via Mirabella, arriva un ex dipendente Asl in pensione ed entra imperterrito con persone da lui accompagnate, saltando ogni fila. Amici concittadini, se io protesto e pretendo che mi sia assegnato un medico di base avendo qualche opzione di scelta tra più medici, non metto a repentaglio la vita di nessuno. Sto solo reclamando un mio sacrosanto diritto che non confligge col diritto di altri. Se invece protesto perché non voglio vaccinarmi, devo sottostare alle norme che tutelano la salute degli altri, devo essere pronto a fare il tampone, pagando il dovuto e devo essere pronto a pagare la multa se contravvengo alle norme sul green pass. Il riferimento ai regimi dittatoriali ai quali sarebbero assimilabili vaccino e green pass è fuori luogo. Non regge la presunta anticostituzionalità dell’obbligo (che ricordiamo è limitato temporalmente dal 15 ottobre al 31/12/2021). Che poi, a supportare la tesi dell’illiberalità del provvedimento, ci siano anche nomi illustri, come il filosofo Agamben o Massimo Cacciari o Carlo Freccero, non aggiunge molto alla polemica, non perché tali sostenitori non siano culturalmente attrezzati, ma perché sono personaggi che, nella loro vita (accademica o professionale) hanno molto accentuato la tendenza ad essere sempre e comunque controcorrente. Ora il mio modestissimo parere (a fronte di cotanti personaggi) è semplice: libertà è certamente non accettare passivamente e acriticamente il pensiero dominante, ma nemmeno è corretto ritenere che il solo fatto che una convinzione sia patrimonio della maggior parte dell’opinione pubblica debba comportare un rigetto e la difesa del parere opposto.

Chi ha stabilito che il pensiero dominante è sempre quello sbagliato? Ecco l’errore che fanno i “liberi pensatori”! E poi, fateci caso: anziché analizzare e contestare, punto per punto, quello che essi ritengono “Il pensiero unico” da ribaltare, non fanno altro che andare a cercare (soprattutto in rete) quelli che la pensano come loro. Insomma cercano complicità su una verità alternativa non dimostrata, anziché confrontarsi con le idee di soggetti che pensano diversamente da loro. Personalmente, di coloro che pensano che il cittadino debba liberamente scegliere se vaccinarsi o meno e che pensano sia anticostituzionale fissare l’obbligo del green pass, io non penso che siano stupidi. Penso semplicemente che, in nome della libertà individuale, finiscano col minacciare la salute propria e degli altri e, di conseguenza, limitano la libertà individuale a loro sì cara. Al contrario, in maniera offensiva, questi anarco individualisti ritengono coloro che difendono l’obbligo di green pass inconsapevoli ingranaggi del sistema controllato da big pharma e dal mostro finanziario internazionale. E proprio in questi giorni è stata creata in rete una chat per coloro che si oppongono al green pass. Provate a leggere quello che scrivono in premessa: noi saremmo il “gregge” e loro gli illuminati. E chi li ha investiti di tanta illuminazione? Quanto al “gregge”, le vite di ognuno di noi parlano ed evidenziano coerenze ed incoerenze individuali. Nessuno ha il patentino per definire “gregge” l’altro. Sarei grato ai contestatori del green pass se riflettessero, per un attimo, sulla strana circostanza che – a livello politico – nessun partito di sinistra, centro, destra liberal democratica è contrario al green pass, mentre Meloni è contrarissima e così il suo partito FDI e la Lega è spaccata a metà tra chi considera il green pass un abuso e chi lo ritiene invece utile. Possibile che i politici liberali e democratici sbaglino tutti e che Meloni e Salvini abbiano invece capito i soprusi del sistema? E gli anarco individualisti come si sentono in compagnia della sola destra radicale?

Altra considerazione: come mai molti di coloro che contestano l’affidabilità dei vaccini e l’obbligo del green pass, si vaccinano? Accettano un’imposizione di Stato, pur non condividendola, per evitare conseguenze sul lavoro o anche nell’attività sportiva o nelle attività culturali? Dunque è così “debole” il loro sentire libertario da alzare bandiera bianca? I grandi della Storia, di fronte a soffocamenti della libertà, si sono immolati, rimanendo coerenti con la propria anima di “resistenti”. Ultima considerazione: fino a qualche mese fa, molti hanno inveito contro il Governo, quello precedente e quello attuale, perché, a loro dire, con le misure precauzionali anti Covid avrebbero decretato la morte economica del paese. Un nutrito numero di cittadini, per il solo fatto di poter liberamente accedere a Facebook, ha scagliato contro i governanti italiani parole di fuoco. Ora, è abbastanza evidente che l’Italia se la sta cavando meglio di altri paesi. Ischia, da parte sua, come molte altre primarie località turistiche, ha avuto una stagione molto al di sopra delle aspettative e lascia ancora ben sperare per il mese di ottobre. Sarebbe gradito un cenno di ravvedimento da parte degli “scettici” radical libertari!

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