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LE OPINIONI

IL COMMENTO Parcheggio Siena: sottomissione di chi?

Parcheggio Siena

In qualità di uno dei 12 firmatari della richiesta di accesso agli atti pubblici della pratica edilizia riguardante il Parcheggio multipiano interrato, con sala polifunzionale interrata, in località Siena, quali opere accessorie al complesso Miramare e Castello, sento il dovere di aggiornare lettori e concittadini. Ed il motivo di questo bisogno è evidente: nel momento in cui abbiamo rivolto questa istanza a protezione della trasparenza degli atti, non possiamo non dare conto alla collettività del lavoro che si sta svolgendo. Chi non conosce la quantità di carte prodotte nel tempo (dal 2006 con un primo progetto di cui non se ne fece più nulla e poi dal 2010 con un nuovo progetto) può non comprendere per quale motivo, dalla richiesta ad oggi, non abbiamo ancora rese pubbliche annotazioni e valutazioni dello stato della pratica. Dal comitato dei 12 fu stilato un primo elenco di documenti da fotocopiare e studiare, dopo che gli uffici comunali competenti (Ufficio Tecnico e Segreteria Generale) avevano concluso che nella richiesta di accesso non c’era nulla che non fosse in linea con le norme di trasparenza e che la visione degli atti non violava alcuna privacy, soprattutto non era tesa a violare il know how dell’AD, società di progettazione.

Dopo la prima tranche di documenti, siamo stati costretti a richiedere una seconda tranche che riguarda una serie di decisioni della Soprintendenza, non fornita in prima istanza. Tutta questa documentazione è all’esame del Comitato da un punto di vista tecnico urbanistico e da un punto di vista normativo amministrativo. Il tutto coordinato e riassunto dall’avvocato Bruno Molinaro, che non ringrazieremo mai abbastanza per il suo apporto competente e assolutamente gratuito. Stiamo parlando di una storia urbanistica lunga 15 anni, che vede coinvolte più amministrazioni comunali d’Ischia, più Responsabili di procedimento, più Commissioni per il Paesaggio, più Responsabili della Soprintendenza dei Beni Paesaggistici. Le conclusioni di questo esame della pratica saranno rese note quando saremo certi di aver espletato il compito con scrupolo e serietà, con nessuna volontà di pregiudizio contro chicchessia ed unicamente a tutela dell’interesse pubblico. Intanto possiamo anticipare qualche elemento informativo che non compromette le conclusioni. Il 19/11/2010, con delibera di Giunta n.270 (assenti gli assessori Antonio Pinto, Luigi Boccanfuso, Enrico Iovene, presenti Carmine Barile, Pasquale Scannapieco, Ottorino Mattera, Giuseppe Di Meglio, Sindaco Giosi Ferrandino) fu approvato un Atto di Sottomissione da far controfirmare dall’amministratore dell’allora San Nicola Srl.

Ma per capire come siamo giunti a questa determinazione sono necessari alcuni passaggi precedenti. Nel 2006, la San Nicola Srl fu l’unica proponente che rispose ad un avviso pubblico bandito dal Comune d’Ischia in virtù dell’art.37 bis della Legge 109/94. Il RUP di allora (l’arch. Silvano Arcamone) sondò la Soprintendenza dei Beni Architettonici e Paesaggistici sulla fattibilità dell’opera di parcheggio, così come veniva proposto. La Soprintendenza limitava l’area costruibile al solo terreno su cui si estendeva già il parcheggio all’aperto e non su tutta l’area come proposto dalla San Nicola. A seguito di ciò, in data 26/4/2006, la San Nicola inviava nuova soluzione progettuale dove non si invocava più il ricorso alla Legge 109/94, ma si annunciava la volontà di agire nell’ambito dell’edilizia convenzionata. Pertanto, il Dirigente comunale provvedeva a richiedere i pareri prima della Commissione per il Paesaggio quindi, fatto il decreto Dirigenziale di autorizzazione, provvedeva ad acquisire il parere della Soprintendenza che lo rilasciava in data 21/7/2006, con determinate prescrizioni. Trascorsero 4 anni senza che succedesse niente, dopodiché il signor Generoso Santaroni, con nota prot. 7638 del 22/3/2010, richiedeva Permesso di costruire un Parcheggio multipiano interrato con adiacente sala polifunzionale in località Siena, quali opere accessorie al complesso alberghiero Miramare e Castello. Tale richiesta era accompagnata da “Relazione sulla compatibilità urbanistica” a cura del prof. Sebastiano Conte, secondo il quale la Siena era ormai da annoverare “zona bianca” del P.R.G., non avendo il Comune provveduto ad approvare per tempo (5 anni dall’entrata in vigore del P.R.G.) i piani attuativi. Grave inadempienza del Comune, non sappiamo fino a che punto incidentale. Il 20 maggio 2010, verbale 94, la Commissione Edilizia Integrata approvava la nuova istanza progettuale, ritenuta compatibile con il PTP. Il responsabile dell’Ufficio Condono Edilizio, Gaetano Grasso, con subdelega regionale abilitante a ciò, stilava una Relazione Tecnica Illustrativa da inviare alla Soprintendenza per il rilascio di parere vincolante.

L’autorizzazione fu concessa, furono stabiliti gli oneri di urbanizzazione e costruzione da versare. Gli oneri di urbanizzazione e di costruzione furono quantificati in 327.477 euro, del cui pagamento fu consentita rateizzazione in tre soluzioni. La prima rata di 81.740 euro fu pagata il 15/11/2010, la seconda di 82.275 fu versata il 26/11/2010. La terza fu contestata da Santaroni che riteneva di non dover pagare. Solo un giudizio vide soccombere la società San Nicola che dovette completare il pagamento. Il Comune ritenne poi indispensabile un “Atto di sottomissione”. La parola farebbe pensare ad un rapporto sbilanciato a favore del pubblico e a scapito di un privato che si doveva “sottomettere”. Niente di tutto ciò, in quanto la bozza era stata preventivamente sottoposta a Santaroni e con lui concordata. Nel frattempo la società San Nicola si trasformava, per incorporazione, in Turistica Villa Miramare Spa. Nell’Atto si riconosceva alla società un “parcheggio parziale anche su solaio “di fatto innalzando il livello rispetto a quello strada. Il numero complessivo di auto previste era di 200. La durata dell’opera doveva essere di 30 mesi. Venivano riservati 20 posti auto ai disabili, 30 posti agli anziani con un abbonamento mensile di 60 euro (ma stiamo parlando del 2010). Ai residenti di Ischia Ponte erano riservati 50 posti in abbonamento mensile di 80 euro. Per le tariffe veniva riconosciuto l’adeguamento ISTAT.

Non ci è dato sapere, perché non facente parte del dossier dell’Ufficio Tecnico, se tale Atto di Sottomissione sia poi stato effettivamente controfirmato dalla società Turistica Villa Miramare. E nel caso che sia stato controfirmato, non sappiamo se le parti sono d’accordo, a distanza di anni, di ritenere l’Atto ancora valido o non occorra una nuova e più completa Convenzione tra le parti. Questa, in sintesi, la storia della pratica “Siena”. Rinviando le decisioni del Comitato cittadino a quando il quadro risuterà definitivamente chiaro, ci limitiamo a due considerazioni: se di “sottomissione” vogliamo parlare, tutto lascia credere che è stato piuttosto il Comune ad essere “sottomesso” ai voleri del privato. In particolare constatiamo che nella Relazione Tecnica Illustrativa, redatta da Gaetano Grasso, nella parte che descrive varie compatibilità ambientali, non si fa cenno ad avvenuti sondaggi e studi geologici (in particolare su falde termali) e non si parla della compatibilità estetica dei posti auto in superficie, ricoverati sotto impalcature ricoperte di verde e tettoie con pannelli solari, anche se tali strutture compaiono sui grafici e si nota subito il disturbo paesaggistico che creerebbe.

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Seconda considerazione: il Comitato cittadino sta agendo ed agirà con grande senso di responsabilità, consapevole che, a questo punto, resta da salvaguardare il livello strada, il solaio. Avvocato Santaroni, faccia, non un atto di sottomissione, ma di responsabilità e collaborazione con la cittadinanza; fermi l’idea di impegnare il piano solaio con strutture fisse e pannelli solari antiestetici, che disturbano la visione della linea di costa e del Castello Aragonese. Un irrigidimento potrebbe portare a conseguenze che nessuno si augura. L’estate prossima vogliamo una Siena in funzione, ma in accordo con le aspettative di ultima frontiera dei cittadini; faccia dei giardinetti bassi sul solaio e renda quel piano uno spazio libero per il pubblico godimento del paesaggio.

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