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LE OPINIONI

IL COMMENTO Parchi metaforici,reali o immaginati

Mettiamo ordine ad una serie di notizie pervenute in questi giorni. Prima notizia: si è costituito, per merito principale di Caterina Mazzella, il Centro Territoriale A.I.ParC Isola d’Ischia. Seconda notizia: è stato firmato un protocollo d’intesa (che dovrà essere ratificato dal Consiglio Comunale) tra il Comune di Casamicciola Terme e l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) per la valorizzazione dell’Osservatorio geodinamico della Sentinella (valorizzazione obbligata dal passaggio in corso della proprietà dell’immobile dal Demanio al Comune).

Ultima notizia: il vicino Comune di Monte di Procida ha aderito al Progetto transnazionale “ la rotta di Enea” (ovvero il viaggio compiuto dall’eroe troiano nel Mediterraneo ,di cui Virgilio narrò nel VI Libro dell’Eneide) Di queste tre notizie, apparentemente slegate tra loro, vogliamo rintracciare e illustrare il fil rouge che le tiene unite. Qual è lo scopo dell’A.I.ParC Ischia? Lo si evince dal sito dell’Associazione a livello nazionale, presieduta da Irene Tripodi .E’ quello di dare lustro a personaggi locali, quello di promuovere siti di interesse culturale locale, far risaltare opere artistico-culturali locali e promuovere eventi che spazino dall’arte alla scienza, alla storia. Ora, le persone individuate per l’esecutivo del Centro Territoriale ischitano sono tutte di primo ordine. C’è una sola perplessità sulla nascita di questa nuova realtà: non sarà un’ennesima associazione costituita da persone da sempre impegnate già in altre attività culturali, in altre Associazioni similari? Come si porrà l’A.I.ParC rispetto a tutte le altre iniziative culturali? Il problema principale delle varie iniziative culturali a Ischia non è proprio quello di unire le forze e non disperdere le migliori energie intellettuali del Paese?

Guardate, ad esempio, il movimento culturale che si è creato intorno allo scomparso Pietro Greco che, esaurito il compito di lasciare un ricordo duraturo dello studioso, ora corre il rischio di fossilizzarsi in una specie di “sacrario” alla memoria. Il problema è di dare “voce” a questo gruppo di persone di livello per “costruire” qualcosa di nuovo, di mettere mattoni alla costruzione culturale a cui lavorava Pietro. Sono sicuro che Giancarlo Di Meglio, Bruno Molinaro, Gigiotto Rispoli, Ciro Cenatiempo e tutte le donne e uomini che si sono fin qui impegnati sapranno trovare il modo di ampliare fini ed obiettivi del gruppo “Amici di Pietro”. Allo stesso modo, se posso avanzare – davvero con umiltà e con l’unico scopo di vedere realizzate le istanze culturali di quest’isola – una proposta alla dinamica Caterina Mazzella, le suggerirei di concentrare le energie di questa nuova organizzazione su pochi temi. Ne cito due, di grande attualità: il Parco Museale Sommerso di Aenaria e il Parco Scientifico Europeo nella zona terremotata di Casamicciola, per lo studio in particolare della propagazione delle onde nelle aree epicentrali, così come proposto dal prof. Giuseppe Luongo. E su queste proposte bisogna riallacciare le fila di un ragionamento complessivo per la nostra isola. Come, nel corso del tempo, il Circolo Sadoul ha concentrato molti dei suoi sforzi sul restauro e rifunzionalizzazione della Torre Guevara a Cartaromana, allo stesso modo l’A.I.ParC potrebbe sostenere e rafforzare la Sovrintendenza e Marina di S.Anna nella promozione , nel reperimemto di fondi privati e nel proseguimento delle ricerche del Parco Sommerso di Aenaria. La potenzialità di questo sito è enorme e ciò che fin qui si è ottenuto, per quanto lodevole, è ben poca cosa rispetto a ciò che si potrebbe ottenere.

E qui s’innesta il discorso di un necessario collegamento con l’Area Flegrea, col Parco Sommerso di Baia (gestito dal Parco Archeologico dei Campi Flegrei) e con Monte di Procida, che potremmo, come Comune d’Ischia, affiancare nell’adesione al Progetto Transnazionale “La rotta di Enea”. Non per niente il nostro Parco si chiama “Aenaria”. E veniamo anche al legame tra il Centro di Ricerca Scientifica Europeo, proposta da Luongo, e il protocollo d’intesa tra Comune di Casamicciola e INGV. L’idea di rilanciare l’Osservatorio per iniziative permanenti sulla geologia dell’isola, sulla sua storia sismica e vulcanica, ben potrebbe coniugarsi con la Cittadella Scientifica di Ricerca Europea, proposta da Luongo. Perché fare le cose a metà? Perché non pensare, nella costituzione della governance per lo sviluppo culturale, alla mobilitazione e concertazione di tutti i Centri culturali e scientifici che abbiamo a disposizione? Su facebook, l’imprenditore Sandro Florenzo, apprezzando l’indirizzo governativo di avviare una svolta eco-sostenibile, rilancia l’idea di istituire a Ischia il Parco Naturale dell’Epomeo, che sarebbe un’altra perla potenziale per un turismo diverso e di qualità. Ecco, lo sforzo che dovrebbero, fare non solo il neonato Centro A.I.ParC, ma tutte le risorse intellettuali e culturali di cui l’isola è dotata, è quello di mettere idealmente in fila una serie di progetti parziali per la definizione di un unico Progetto complessivo e, nello stesso tempo, trovare il modo di condividere, tra le principali realtà associative culturali, questa nuova “visione” dell’isola futura.

Dobbiamo essere capaci di passare dai Parchi immaginati ( Parco Scientifico Europeo nell’area terremotata di Casamicciola, Parco dell’Epomeo), ai Parchi metaforici (quello culturale di A.I.ParC) e infine ai Parchi reali , realizzati nella loro compiutezza e superando ogni minimalismo (Parco Sommerso di Aenaria). Non ho citato le Amministrazioni comunali. Che dire? Gli altri si muovono: Procida, Capri, Ventotene,Monte di Procida, Bacoli. Il Comune d’Ischia? Per esso è bene ricordare che il prof. Rispoli, al tempo in cui fu nella giunta cosiddetta tecnica (ma che nella mente di qualcuno era solo una transizione in attesa di trovare equilibri politici più stabili) venne proposto di candidare l’isola d’Ischia a Patrimonio Unesco dell’Umanità, forte di un corposo dossier scritto a più mani e curato da Pietro Greco e Ugo Leone; fu anche approvata una delibera d’intenti. Si poteva pensare addirittura, per aumentare le chance di riuscita, di inserire Ischia in un discorso più ampio (comprendente le isole del Golfo) o inserita nella più ampia Area Flegrea. Invece, il Sindaco, spaventato all’idea di dover tentare di mettere d’accordo gli altri cinque Sindaci isolani, per non dire quelli delle altre isole o dei Comuni Flegrei, pensò di ridurre la proposta al solo Castello Aragonese, per poi abbandonare anche questa ridotta proposta. La spinta di tutte le realtà associative culturali è indispensabile per “schiodare” la pigrizia amministrativa e conferire idonei occhiali da vista ai nostri miopi politici.

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