IL COMMENTO Pasqua e tutte le pecche del sistema turismo

DI ANTIMO PUCA
Boom turistico senza gestione. Traffico in tilt nei giorni di massimo afflusso. Contarli è facilissimo. Governarli no. Ischia celebra i numeri ma ignora la realtà. Ischia aggiorna i numeri, esibisce le cifre, celebra i flussi. Ogni festività diventa un bollettino di guerra al contrario. Più visitatori, più successo. Peccato che, appena si passa dai comunicati alla strada, il racconto cambi completamente. Pasqua rivela tutte le fragilità del sistema. Centri storici paralizzati e traffico in tilt. Pullman turistici senza coordinamento. Sosta selvaggia ovunque. Traffico inchiodato. I taxi ci sono, ma non si muovono. E se non si muovono, è perché Ischia non funziona. I tassisti vivono la mobilità urbana nella sua interezza, ogni giorno, a tutte le ore, attraversando criticità e flussi reali. Una lente privilegiata, difficile da smentire. Un dettaglio che più di ogni altro fotografa la situazione. Migliaia di persone riversate in strada e un sistema già fragile definitivamente in tilt. Un modello senza pianificazione non è un incidente. È un modello.
BOOM TURISTICO SENZA GOVERNO DEI FLUSSI
Un’isola che rivendica il boom turistico ma continua a gestirlo come fosse un evento straordinario, episodico, imprevedibile. Nessun piano traffico strutturato. Nessuna regia sui bus turistici. Nessuna regolazione reale degli accessi nelle aree più congestionate.
QUANTITA’ CONTRO QUALITA’ DEL TURISMO
In compenso, si contano. Si contano i turisti, o meglio i visitatori mordi e fuggi, che pesano molto più di quanto rendano nei dati. Si confonde la quantità con la qualità, il numero con la capacità di gestione.
L’ISOLA VIVE DI RENDITA STORICA E CULTURALE
Perché diciamolo chiaramente: i turisti non scelgono l’isola perché è ben amministrata, efficiente, funzionante. Vengono nonostante tutto. Vengono per la sua storia, per l’architettura, per il patrimonio unico che nessuna cattiva gestione riesce a cancellare. Vengono per il mare, per la stratificazione culturale. Per quell’energia irripetibile che è fatta anche di spontaneità.
IL VERO CAPITALE NON E’ L’ORGANIZZAZIONE
È questo il vero capitale. Non l’organizzazione. Un’isola che consuma senza costruire. E proprio per questo il paradosso è ancora più evidente. Ischia vive di una rendita straordinaria, costruita nei secoli, e la consuma ogni giorno senza accompagnarla con macchine amministrative all’altezza. Il turismo cresce. L’isola arranca. Il rischio è di un’isola sempre meno praticabile. Finché basterà contare, senza governare, il copione sarà sempre lo stesso. Con più visitatori. E con un’isola sempre meno praticabile.





