LE OPINIONI

IL COMMENTO Passeggiando in bicicletta… con tutti i rischi del caso

DI ERMINIA TURCO

Prima del giro d’Italia, di qualche anno fa, e precisamente il 5 maggio 2013, le bici in giro per Ischia erano davvero poche, tranne qualche impavido ciclista, si potevano contare, tra chi usava la bici per svago, chi per allenarsi o chi come mezzo di trasporto. È da allora che si è sviluppata ad Ischia una vera e propria bici mania, la scelta della bici, dietro ad un evento come il giro d’Italia che ha convinto. Sono ecologiche, sono allegre con le cassette portaoggetti a seguito, con i sediolini per i più piccoli e poi vuoi mettere il risparmio, non si paga l’assicurazione, la benzina e quant’altro. Ma ultimamente il fenomeno sembra sfuggirci di “freno” oserei dire. Sfrecciano ad una velocità estrema, quelle elettriche riescono a raggiungere una velocità di 75 km all’ora, senza casco, spesso senza luci e soprattutto senza rispettare le regole. Ecco, le regole, in questo caso si traduce in Codice della strada, e qualsiasi mezzo, a quattro, o a due ruote che si immette su di una strada pubblica lo dovrebbe rispettare e in questo caso il condizionale è d’obbligo. Sono pochi a sapere che anche i ciclisti possono essere sanzionati allo stesso modo degli automobilisti e a secondo della trasgressione gli possono essere decurtati i punti dalla patente. Ma si continua a trasgredire si guida con il cellulare nonostante il divieto e si continua a non avere regole e a trasgredire, sembra una moda pure questo.

Purtroppo si contano i morti e tanti. Troppi, solo un mese fa proprio sulla sopraelevata perdeva la vita il giovane James Veismaili. e camminava a piedi e nulla lo ha protetto dal suo crudele destino. E una settimana fa, la testimonianza di un automobilista rimasto scioccato per non aver ucciso un ciclista, che non solo lo sorpassa, ma gli cade rovinosamente davanti ed è solo per miracolo che ha evitato il peggio, e la colpa questa volta di chi è? Dell’automobilista che rispetta le regole, mantenendo la distanza di sicurezza o del ciclista che non lo ha fatto? Alziamo tutti la voce, dopo, abbiamo tutti un pensiero oppure una soluzione e intanto stiamo a guardare. La sopraelevata è una strada pericolosa e lo sappiamo tutti, poco illuminata e con scarsa visibilità anche diurna, visto che l’alternativa c’è, si potrebbe fare un ordinanza di divieto e renderla più sicura proprio per i ciclisti che sono i più vulnerabili. Tanto di rispetto per chi segue le norme, ma tanti non lo fanno e noi dobbiamo fare di tutto per rendere più sicure le strade e tutelare la nostra vita, contro la fatalità, che gioca sul destino della vita siamo impotenti, però possiamo educarci tutti ad adottare delle misure preventive per evitare episodi senza via di ritorno.

La Scuola, in collaborazione con le Forze dell’Ordine dovrebbe avere un ruolo chiave per l’educazione al rispetto del Codice della Strada e visto che esistono accorgimenti come i dissuasori di velocità, gli autovelox e le sanzioni che portano fino al ritiro della patente, dobbiamo pretendere che si adottino tutte le misure cautelari per la sicurezza della nostra vita. Ischia non ha una mobilità alternativa, i parcheggi non sono sufficienti, il traffico ci soffoca e non abbiamo piste ciclabili, il percorso è lungo ma deve essere di squadra e comprende delle rinunce, ma immaginate la bellezza, quella di una volta con i nostri figli che vanno a scuola con le motorette, i pulmini e perché no con le bici ma in completa sicurezza. Guardiamo al futuro, facendo un passo indietro, è forte il dolore del sangue innocente versato sulle nostre strade e Ischia purtroppo dimentica in fretta.

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