LE OPINIONI

IL COMMENTO Per balneari,commercianti ed artigiani nuove opportunita’ dalla regione

Quando c’è stato da criticare la Regione lo abbiamo fatto, fino al punto di sostenere che spesso si è dimostrata incapace di legiferare in maniera corretta e coerente. Lo abbiamo fatto anche contro l’arbitraria redistribuzione dei fondi assegnati agli eventi, difformi dalle prime assegnazioni (e bene ha fatto il Comune di Serrara a ricorrere). E lo faremo se la Regione continuerà a declassare e depotenziare il presidio sanitario di Lacco Ameno.

Ma quando, come adesso, vengono disposti provvedimenti utili e razionali, non solo ne prendiamo atto ma riteniamo doveroso, per un organo locale d’informazione, rendere tempestivamente partecipi i cittadini e, soprattutto, le categorie economiche interessate. Di che parliamo? Del Preliminare del Piano di Utilizzazione delle Aree del Demanio Marittimo, di cui Il Golfo ha già dato notizia martedì scorso e dell’indizione di tre avvisi pubblici per aiuti alle MPI nel settore del commercio, del commercio ambulante e delle imprese artigiane. Partiamo dal Puad. Come già annunciato da Il Golfo, è stata varata la prima fase di un procedimento che porterà all’approvazione, in Consiglio, del Piano definitivo di Utilizzazione delle Aree del Demanio Marittimo. Saranno, in altre parole, approvate le Linee Guida, per i Comuni, delle modalità di esercizio di rilascio, rinnovo o variazione delle concessioni demaniali marittime. Per gli stabilimenti balneari, ma anche per i concessionari di utilizzo di specchi d’acqua a fini turistici, nautici , di svago e culturali è un’occasione unica per concordare un “vademecum” che disciplini tutto il settore. Soprattutto ora che sembra acclarata una lunga proroga di concessione degli arenili e che è quindi possibile ragionare in termini di investimenti e ammodernamenti degli stabilimenti balneari, è opportuno partecipare democraticamente alla formulazione di Linee Guida Regionali ad uso dei Comuni. Pertanto la Regione ha avviato i confronti con gli operatori di settore e gli Enti Locali.

Ci aspettiamo che le varie rappresentanze sindacali di balneari (la FIBA-Confesercenti, attraverso Raffaele Esposito e Giuseppe La Franca ha già assicurato una partecipazione attiva) ed altri che operano negli specchi di mare di competenza demaniale, elaborino proposte da sottoporre alla Regione per il varo definitivo del Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali. E’ interesse di tutti, degli operatori economici come dei cittadini utenti delle spiagge e degli specchi d’acqua, di uscire dalla fase di improvvisazione, di utilizzo selvaggio, di discriminazione clientelare di fronte alle quali a volte ci siamo trovati. In questo quadro è auspicabile che si pensi all’opportunità di stabilire, tra le condizioni di rilascio o rinnovo o ampliamento delle concessioni balneari una soglia minima di sevizi da offrire al pubblico, una omogenea configurazione ( da raggiungere in tempi ragionevoli) estetico-architettonica delle strutture degli stabilimenti balneari, la massima sicurezza per dipendenti ed utenti della spiaggia e – non ultima – la possibilità di “consolidare” le strutture in maniera da renderle meno precarie e meno esposte all’inclemenza delle forti mareggiate. Lunedì scorso, i fratelli Lubrano, Antonio e Michele, su Il Golfo, ci hanno illustrato lo stato di angoscia e paura degli operatori di settore di andare incontro ad una stagione difficile qualora non si avesse, in primavera, un ritorno di sabbia a reintegrare gli arenili. Ci hanno rammentato gli impegni progettuali, fin qui rimasti nelle intenzioni, di “barriere intelligenti” e di ripascimento degli arenili ischitani con un milione e quattrocentomila metri cubi di sabbia da prelevarsi nelle acque di Gaeta. Attenzione, però, a quanto affermato dal locale comandante della Guardia Costiera, Meloni, a proposito delle scogliere che, se non progettate ed installate con il contributo di studio e fattibilità di tutte le componenti competenti di settore, rischiano, nel lungo tempo, di rivelarsi un boomerang. E adesso passiamo ai settori del commercio, del commercio ambulante e delle imprese artigiane. Se gli operatori balneari temono una stagione negativa, ben più grave appare la situazione commerciale che, eccezion fatta per il positivo periodo da Natale all’Epifania, segna decisamente il passo. Bene ha fatto pertanto la Regione Campania con il DGR n.426/2019 del 3/1/2020 e D.D. 610 del 30/12/2019, a pubblicare tre avvisis pubblici per aiuti alle PMI, rispettivamente per 10 milioni di euro a favore delle imprese commerciali, 10 milioni al commercio ambulante e 5 milioni alle imprese artigianali.

Possono partecipare le imprese che risultano attive da almeno due anni. Le finalità dei fondi da erogare sono: lo sviluppo di lavorazioni con utilizzo di nuove tecnologie e nuovi materiali; l’implementazione di operazioni di marketing ed e-commerce; il miglioramento delle condizioni ambientali aziendali e il miglioramento dei livelli di sicurezza. Le domande vanno presentate tra il 3 febbraio e il 4 marzo 2020. E’ previsto un contributo a fondo perduto nella misura del 50 % delle spese ammissibili, fino ad un importo massimo di 25.000 euro. Il programma di spesa (da un minimo di 10.000 euro ad un massimo di 50.000 euro al netto dell’IVA) va prodotto dopo la presentazione della domanda. Le istanze possono essere presentate da imprese singole o raggruppate ( nel caso di raggruppamento vi devono essere almeno 5 imprese per un finanziamento massimo di 250.000 euro). Il rappresentante ischitano di Confcommercio, Silvano Amalfitano, ci ha già fatto sapere che la struttura confederale e a disposizione per coordinare la presentazione delle domande degli operatori interessati. E’ arrivato il momento di tentare di uscire dall’impasse di una situazione dove sorgono e subito chiudono esercizi improvvisati, senza fantasia, tutti uguali ed incapaci di fronteggiare gli urti pesanti dei giganti dell’e-commerce. Diversifichiamo, aggiorniamo, specializziamo il nostro commercio minuto, rendiamolo flessibile e modificabile secondo le mode del momento e la liquidità dei gusti dei consumatori in continuo mutamento. Rendiamo più appetibile il negozio di vicinato. E i pur sacrosanti inviti delle associazioni dei commercianti ai consumatori per un consumo autarchico sono vani se non accompagnati dal sostegno (moral suasion) degli enti pubblici locali e da uno sforzo di adeguamento dei negozi alle dinamiche moderne del commercio.

Per chiudere, voglio riferire di una iniziativa semplice (a riprova che anche le piccole innovazioni possono portare benefici) assunta nel Comune di Ozzano, nel bolognese. L’iniziativa, ad opera della locale Ascom, ha previsto, a difesa e valorizzazione dei negozi di vicinato, la distribuzione gratuita, nelle scuole elementari, di un album per la raccolta di figurine denominate “I mestieroidi” ovvero botteghe e mestieri sotto forma di cartoni animati. Per ogni acquisto effettuato presso una delle 51 botteghe del paese, vengono consegnate bustine di figurine per la raccolta (43.000 bustine per 200.000 figurine) in modo da sensibilizzare i consumatori ed educare i bambini sull’importanza dei negozi di vicinato. Collegato alla raccolta, c’è l’inserimento a caso di 3.000 buoni, in bustine fortunate, da donare ad una scuola preferita. Alla fine, la scuola che ha raccolto più buoni avrà diritto ad un premo in danaro, messo a disposizione dalla Banca di Bologna. Di certo una piccola iniziativa, come quella descritta, non cambia le sorti del piccolo commercio, ma molto probabilmente getta un seme nelle coscienze dei consumatori offuscate dalle lusinghe di Amazon & Company. Se il postino (di Amazon) bussa sempre due volte, i negozi di vicinato provino a bussare almeno una volta!

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