LE OPINIONI

IL COMMENTO Pianeta, paese e isola sempre più fragili

Di Enzo Ferrandino

Il nostro pianeta, il nostro Paese e la nostra isola sono sempre più fragili. Sono gli eventi degli ultimi giorni a dimostrarlo. Un eccezionale fenomeno atmosferico con abnormi precipitazioni piovose, venti fortissimi con consequenziali mareggiate che hanno causato ingenti danni alle strade, agli edifici pubblici e privati ed in particolare a tutte le coste e l’abitato costiero del Comune di Ischia ci hanno spinto, come amministrazione comunale, a chiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Siamo in attesa di una risposta da parte della Regione Campania con la quale è in corso una costante interlocuzione. In questo momento una riflessione è d’obbligo: l’isola di Ischia è molto fragile. Abbiamo zone che sono molto esposte oramai all’erosione del mare. L’esempio più lampate è nella zona della Mandra dove ormai ci sono dei caseggiati che sono praticamente in mare. Bisogna fare delle opere di protezione. E stiamo lavorando in tal senso. La nostra idea è quella di creare delle scogliere frangiflutti che possano smorzare la forza del mare che quando arriva a terra fa danni senza alcuna forma di limitazione. In questo modo all’arrivo dell’onda questa anziché colpire direttamente la spiaggia, si spezza sul frangiflutti ed essendo questo una struttura complessa e dalla superficie ampia la forza dell’onda si riduce per attrito.

L’ondata si spezza poi in molte più piccole dotate di forza d’impatto assai minore. In tal modo non soltanto si evitano i danni che in caso di violente mareggiate potrebbero procurarsi alle spiagge o alle strutture edilizie ma gli schizzi prodotti dalle onde non arrivano più a spazzare ciò che c’è a riva, essendo i frangiflutti assai spessi o comunque ad una certa distanza da terra. Tutte le modiche e gli accorgimenti che possiamo porre in essere non possono prescindere da una certezza: dobbiamo tutti prendere atto del cambiamento climatico che sta colpendo il nostro Paese. Dobbiamo agevolare e non contrastare l’adattamento dei nostri mari, a cominciare dalle aree protette. E occorre coinvolgere, sempre più tutti i soggetti interessati, per avviare una collaborazione proficua. Non possiamo ignorare, infatti, che tra gli effetti dei cambiamenti climatici c’è l’innalzamento della temperatura del mare, un fenomeno che è sempre più evidente sulla nostra costa.  

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