LE OPINIONI

IL COMMENTO Piano casa e nuove norme urbanistiche regionali

Stupefacente! Anzi no, non c’è affatto da meravigliarsi se i Comuni isolani, distratti dai buoni risultati del calcio locale, con promozioni e salvezza ai play off, da nuove forme di gestione dei campi sportivi in accordo col privato nonché dal tonitruante ritorno di De Siano a Sindaco di Lacco Ameno, ignorano (o fingono di ignorare) che c’è un grande problema abitativo nell’isola, che non riguarda solo i delocalizzati per terremoto e frane, ma investono molti altri isolani che faticano a trovar casa. E’ difficile trovarle in locazione ed è pressoché impossibile acquistarle o costruirle. Lo abbiamo constatato per i delocalizzati dei Comuni terremotati, offrendo il mercato immobiliare solo case non a norma urbanistica. Dunque la situazione abitativa è grave ma non emerge la necessaria attenzione e responsabilità da parte delle amministrazioni locali. L’Associazione CO.RI.VERDE, di cui faccio parte, e che non è un’Associazione ambientalista, ma un’Associazione che mira alla rigenerazione dell’isola verde, dal lato ambientale ma anche sociale, economico, a 360 gradi, impegnerà i suoi iscritti (tra cui ottimi tecnici dell’urbanistica ed edilizia) per capire, e sforzarsi di far capire, quali benefici l’isola può eventualmente trarre dal Piano Casa approvato dal Governo e dalla Legge Urbanistica Campana n.16/2024, attuata con Regolamento 3/2025.

Per quanto riguarda il Piano Casa, sfrondandolo da una ridondante e fumosa propaganda politica, resta un aspetto molto importante da valutare: se e in che misura è applicabile all’isola d’Ischia, come è noto plurivincolata e attanagliata da un abusivismo diffuso. L’aspetto importante da valutare è quello riguardante l’edilizia residenziale integrata, che intende offrire soluzioni accessibili di acquisto o affitto a chi non rientra nell’edilizia pubblica ma che non riesce a sostenere i costi del mercato libero. Riguarda insomma la classe media impiegatizia. Con l’apporto di capitali privati si tratta di offrire un patrimonio abitativo a un costo inferiore del 33% rispetto ai costi del mercato libero. Gli offerenti verrebbero agevolati da procedure semplificate, come la Scia per ristrutturazioni e demolizioni, con l’ampliamento delle volumetrie e l’agevolazione nei cambi di destinazione d’uso. Dal Piano Casa governativo passiamo adesso alla nuova normativa urbanistica regionale. La Legge e il Regolamento attuativo ridisegnano il PUC (i nostri Comuni sono fermi alla vecchia nomenclatura) e introducono nuovi strumenti quali il PSU, il RUE e i PO. Il PSU (Piano Strutturale Urbanistico) è il Piano strategico e strutturale del Comune. Il RUE è lo strumento normativo-operativo con norme tecniche. Entrambi devono essere approvati dal Consiglio Comunale. Questi due strumenti sostituiscono il PUC. Ci tengo a precisare che il PSU può essere approvato anche congiuntamente da più Comuni (un bel PSU unico per l’isola sarebbe l’ideale). Se i Comuni intendono estendere la fascia urbana ad altre zone, si rende obbligatoria una Conferenza di Co-pianificazione con la Regione e gli eventuali interessati. Il RUE si compone invece di due parti: le NTA (Norme Tecniche Attuative) e il RET (Regolamento Edilizio Tipo). Uno degli scopi del RUE è quello di migliorare la qualità urbanistica, architettonica e ambientale esistente, aumentando la resilienza ai rischi naturali. E questo è un aspetto fondamentale per l’isola d’Ischia. Il RUE disciplina anche i PUA ( Piani attuativi) riguardanti piani di lottizzazione, recupero, piani particolareggiati, permessi di costruire convenzionati ecc. I PO (Programmi operativi) sono piani attuativi di seconda generazione, per interventi complessi di rigenerazione urbana e territoriale. I PO hanno duplice natura: urbanistica e finanziaria-gestionale (per esempio, riconversione aree dismesse, recupero quartieri degradati, nuovi insediamenti). Anche i PO possono essere intercomunali. In parole povere, mentre il PSU stabilisce “ come e dove” agire in termini strategici, i PO fissano “ come e con quali risorse” realizzare. I Piani operativi che attuano il PSU, possono essere anche molteplici e attuati in tempi diversi. La durata del PO è quinquennale.

Non mi addentro ulteriormente nei dettagli tecnici, che mi sono serviti per dimostrare l’importanza della materia e la totale, al momento, disattenzione dei nostri amministratori locali. Si pensa forse che se ne debbano occupare solo i tecnici comunali e non anche i singoli consiglieri comunali? Anche nella recente campagna elettorale amministrativa di Lacco Ameno non si è parlato di questi aspetti, nonostante si sia invocato il pragmatismo, la politica dei fatti. La disciplina urbanistica, la pianificazione gestionale e finanziaria dei progetti delle case mancanti non sono fatti concreti? Vedo in giro improvvisi entusiasmi per nuovi vecchissimi leader, ma non vedo l’ombra di un modo nuovo di amministrare con competenza, aggiornamenti normativi e di pianificazione del paese. Sottolineo le opportunità offerte da questa normativa regionale, di avvalersi di strumenti intercomunali, anche senza ricorrere alla fusione dei Comuni. Attendo segnali di vita e di risveglio dalla disattenzione. E visto che ci siamo, c’è un altra opportunità importante offerta sempre dalla Regione Campania: nel Programma per il Turismo 2026-2027 sono stati stanziati 10 milioni di euro per percorsi turistici culturali, naturalistici ed enogastronomici e sono accreditabili fino a 200 mila euro per singolo progetto. Cosa di meglio e più opportuno per sviluppare un turismo sostenibile e alternativo a quello caotico e invasivo estivo nell’isola d’Ischia? Ne vogliamo parlare?

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