LE OPINIONI

IL COMMENTO Procida e la Pasqua, tiriamo le somme

Pasqua è passata, anzi, ciò che vale per la maggioranza dei procidani, Venerdì Santo è passato. E’ tempo di bilanci, come si è soliti dire. Come è  andata la Processione? Secondo me abbastanza bene. Avevo, come tutti, dei dubbi prima, ma poi questi si sono dissolti. Quest’anno ho vissuto una novità in questa giornata: ho commentato la manifestazione per conto di Teleischia. Pare, a giudicare dai riscontri , che sia stato un successo. Anzi mi ha telefonato il giorno dopo il cameramen- giornalista e mi ha detto che è rimasto letteralmente entusiasta della Processione e di tutto ciò che le gravita intorno. Ha aggiunto, inoltre, che non l’aveva mai vista prima e quindi per lui è stata una completa novità. Queste parole mi hanno fatto riflettere: noi procidani abbiamo un tesoro e, forse, non ce ne rendiamo conto perché ci siamo abituati, ma per chi viene da fuori rappresenta un evento eccezionale. Basterebbe questa sola considerazione per spingere tutti noi di Procida a mettersi attorno ad un tavolo e chiedersi quale sia il futuro della Processione. Perché questo è il vero problema. Per fare ciò bisogna che i soggetti interessati mettano da parte personalismi e protagonismi e comincino a discutere e scambiarsi delle idee. Circa cinque anni fa, in epoca pre- covid, scrissi una lettera, firmata da quasi tutti i confratelli dei Turchini,  agli amministratori comunali, a tutti i preti, ai presidi delle scuole ed ad altri che adesso non ricordo, in cui paventavo la scomparsa o la degenerazione della Processione. Ebbene, a questo mio appello non ha risposto nessuno! Non vorrei che oggi succedesse la stessa cosa.

La Processione, come tutte le cose di questo mondo, è soggetta a mutazioni che non possono essere ignorate. Necessita una nuova organizzazione in cui siano rappresentate , oltre all’artefice principale. la congrega dei Turchini, le varie realtà locali. Per primo il Comune, poi le associazioni culturali, le parrocchie, le varie associazioni per la costruzione dei Misteri e altri enti che verranno fuori man mano che ci si addentri nel problema. Poi c’è da prendere in esame un altro problema, vale a dire quello economico. Costruire i Misteri costa ed anche molto! Per quanto tempo ancora si può andare avanti con il contributo volontario dei facitori dei Misteri che si autotassano profumatamente? Se alla Processione vogliamo dare un aspetto dimensionale extra- isolano, come sembra che stia accadendo, è necessario che cambi tutta l’impostazione e l’organizzazione. Fermo restando che la congrega dei Turchini è l’organizzatrice principale , anche dal punto di vista storico, della Processione, è pur vero che da sola non riesce più a metterla in essere, anche per la crescita fisiologica della manifestazione. Queste considerazioni mi portano ad un dilemma: che fare? Riunire tutti i procidani di buona volontà e cercare di risolvere la faccenda o lasciare che tutto scorra così, senza nessuna direttiva, affidandosi al caso o al destino?

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