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LE OPINIONI

IL COMMENTO Profondo rosso

E ci siamo ricascati dentro, senza se e senza ma. È vero che stiamo entrando in quella che è la terza ondata, con l’aggravante delle varianti, ma era cosa già saputa. E non diciamo sempre le stesse cose, che è passato un anno e stiamo sempre allo stesso punto perché non è così. Sono stati fatti passi da giganti, sappiamo come proteggerci, come si muove il virus, sappiamo individuare ed isolare i positivi, sappiamo come trattarli e cosa fondamentale, abbiamo i vaccini e non uno, ma una scelta. Ed è passato un anno, e con degli sforzi enormi per cercare di arginare i danni eppure solo in Italia, i morti superano i centomila, non si può essere indifferente, ma dopo un anno abbiamo delle diverse misure di sicurezza e oggi non possiamo essere trattati allo stesso modo. Giochiamo ai colori! Il futuro non si può programmare con un acquerello, Ischia è un isola turistica, viviamo di questo, almeno per la maggior parte, un continuo apri e chiudi è solo dannoso, a questo punto non si doveva aprire dopo Natale, si continuava con la zona arancione fino a Pasqua, se poteva servire a tenere sotto controllo l’avanzare del virus e sperare di aprire a Pasqua per non chiudere più. Siamo stati illusi per la seconda volta che ne stavamo uscendo per piombare di nuovo in una zona di “profondo rosso” che Ischia insieme alle altre isole non merita affatto.

Non abbiamo i parametri per essere classificati da zona rossa, ho scritto un articolo il 25 febbraio, “ Il grido delle isole”, dove invitavo i Sindaci a farsi sentire unitamente ai primi cittadini delle altre isole campane per conservare almeno la zona gialla, l’unico che si è fatto sentire è il sindaco di Ischia, Enzo Ferrandino il quale ha inviato una nota sia al Ministro della Salute, che al Presidente De Luca, nella quale ha chiesto che vengano applicate al Comune e all’intera isola misure coerenti con la reale situazione epidemiologica del nostro territorio, tenendo anche conto che l’Ospedale Rizzoli non presenta alcuna criticità. La definizione a zona rossa per Ischia è un danno all’immagine turistica incalcolabile e la sua voce da sola non basta, ancora una volta dimostriamo di non saper guardare lontano, su Facebook leggo e riporto commenti e proposte, quella di Carmine Marfe’ imprenditore nel campo della moda che non trova coerente la scelta restrittiva per Ischia che vive una realtà completamente diversa e che vengono in questo modo penalizzati i negozi di abbigliamento e calzature, come imprenditore e come datore di lavoro è seriamente preoccupato.

I Sindaci dovrebbero chiedere l’immunità per la nostra isola, anche Maurizio Tessitore, storico gioielliere del comune del fungo afferma in un suo post, che basterebbero 40000 dosi di vaccino, escluso i bambini e saremo un’isola COVID free, ma occorre la lungimiranza per far ripartire l’intero comparto turistico. Un altro appello giunge da Vito Iacono, “ L’isola verde si colori di bianco, a patto che vi sia una diversa e più capillare attività di screening e di vaccinazione. I Sindaci potrebbero sviluppare una strategia che preveda il tamponamento di tutti i pendolari escluso i vaccinati, investendo in questa attività, la tassa di soggiorno, renderebbe molto di più di qualsiasi misura ed agevolazione”. L’iniziativa del sindaco di Ischia Enzo Ferrandino è stata riportata su diverse testate anche nazionali, potrebbe essere condivisa con gli altri sindaci e chiedere una vaccinazione di massa per tutta la popolazione isolana e poter finalmente ripartire. Non tutti hanno il posto fisso con lo stipendio a fine mese dobbiamo difendere la salute prima di tutto ma anche il diritto al lavoro e non per ultimo, il diritto di ritornare a “vivere”.

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