IL COMMENTO Progettualità e cultura occasioni da cogliere

L’editoriale che ho scritto domenica scorsa, dedicato a Punta Chiarito e Monte Vico, aree di grande rilevanza storico-archeologica, ha suscitato notevole interesse. In particolare, ho accolto con molto piacere una telefonata di cortesi precisazioni dell’imprenditore Nicola Impagliazzo, patron del Punta Chiarito Resort. E’ risultato evidente che Impagliazzo condivide pienamente la necessità del progetto di Parco Archeologico, che può completare e arricchire il suo stesso patrimonio alberghiero-termale. L’albergatore ha profuso e profonde tuttora impegno in tal senso con le autorità competenti, a partire dalla Soprintendenza e in particolare con l’archeologa Tardugno. Emergono, dalle sue parole, le solite pastoie burocratiche, i rimpalli tra enti locali e statali, le difficoltà di finanziamenti agli investimenti culturali. C’è stato un tentativo anche del Commissario Straordinario Legnini di finanziare la messa in sicurezza e la rigenerazione economico turistica dell’area archeologica, ricadendo comunque nel territorio di Forio, uno dei tre Comuni isolani terremotati. E qui dovremmo chiederci se hanno ragione quei Comitati di cittadini che invitano le autorità competenti a indagare sul corretto uso dei fondi della ricostruzione da parte di Legnini. Certo che l’aspetto primario della ricostruzione riguarda quella privata, il ritorno a casa dei cittadini costretti al CAS e ad alloggiare altrove. Tuttavia, la rigenerazione attiene anche alla necessità di dare nuova linfa al tessuto sociale ed economico sfilacciato dei Comuni danneggiati dal sisma. E se i singoli Comuni si occupano più di farsi concorrenza tra loro, con la gara a chi organizza gli eventi più attrattivi di consenso popolare, non è affatto scandaloso che un Commissario Straordinario finanzi la ristrutturazione del patrimonio ecclesiastico, la messa in sicurezza di Musei, la valorizzazione di aree archeologiche, la rivitalizzazione di centro di aggregazione sociale e culturale.
Da un confronto televisivo con l’attuale Commissario Straordinario Feola mi è apparso abbastanza evidente che non è messo in discussione il finanziamento, attivato da Legnini, a Chiese, Musei, centri culturali e sociali, quanto la decisione di nominare “soggetti attuatori”, per esempio, gli stessi organi ecclesiastici, rilevatisi impreparati a gestire una tale responsabilità. Delle varie opere finanziate da Legnini, Feola ha espresso dubbi solo su “ finanziare una piazza”. Non so se facesse riferimento a Piazza Marina di Casamicciola e all’abbattimento del complesso Capricho di Calise, tanto avversato dal Fronte Unito degli Ambientalisti. Il problema, a mio avviso, di Piazza Marina non è la scomparsa di una struttura che in anni lontani aveva rappresentato luogo di socialità, divertimento, eventi. Non si può far finta di ignorare la successiva storia di controversie tra privato, Comune e Demanio, di mancati pagamenti di canoni di locazione, di fatiscenza dell’immobile. La storia non va letta stralciando i periodi belli e “ stracciando” i lati negativi. Va letta tutta e in tutta la sua continuità. Il problema vero di Piazza Marina è che è rimasta un progetto a metà, incompiuto. La piazza ha bisogno di essere vissuta, non solo in occasione di eventi, ma ha bisogno di respirare socialità ogni giorno. Deve essere il cuore pulsante del paese e non ci siamo ancora. Siamo fermi all’estetica, manca l’etica sociale. Che cosa occorre perché divenga la piazza di ogni giorno, di ogni cittadino, di ogni turista ? Questo è compito dell’Amministrazione comunale, che deve partire dalla bozza di progetto Fuksas. L’idea dell’architetto fu molto pubblicizzata, benché si trattasse solo di uno spunto, che andava precisato, dettagliato, meditato. C’era un accenno di tensostruttura leggera che favorisse la sosta, la permanenza e le relazioni tra persone. Che fine ha fatto quello spunto? S’intende finita la piazza così com’è? Come al solito, la progettualità non è il forte di quest’isola; eppure – se parliamo di efficienza – Giosi Ferrandino non è secondo a nessuno, ma è l’Amministrazione nel suo complesso che deve avere ed esprimere un’idea compiuta di paese.



Mi permetto, a questo punto, di dare un consiglio agli amministratori di Casamicciola, che riguarda non Piazza Marina bensì il Palazzo Napoleon: è stata resa nota la volontà di ridare nuova vita a Palazzo Napoleon convertendolo in “Palazzo della Cultura”, con particolare destinazione a Pinacoteca e Laboratorio artistico per giovani (in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Napoli). Bene, non so se è la migliore destinazione possibile ma comunque è destinazione degna di nota. C’è, in particolare, la possibilità di attivare parte dei fondi necessari presso la Regione Campania. E’ stato approvato, il 6 maggio, il Piano di Promozione Culturale Regionale per l’anno 2026, nel quale sono state indicate alcune ricorrenze storiche a cui i progetti, presentati da Enti Locali o altri, devono ispirarsi, se vogliono ottenere i finanziamenti. Tra queste ricorrenze, ce ne sono due, che possono fortemente interessare il Comune di Casamicciola: i 160 anni dalla nascita di Benedetto Croce; i 150 anni dalla morte di Giacinto Gigante. Penso sia inutile sottolineare i legami di Benedetto Croce con Casamicciola, per i quali recentemente l’amministrazione comunale ha anche opportunamente siglato un gemellaggio, un Patto di Amicizia con Pescasseroli. Ma Benedetto Croce è stato, oltre che vittima, con gravi perdite familiari, del terremoto del 1883 e oltre ad essere stato un grande filosofo, fu anche un eccellente critico d’arte e teorico dell’arte come espressione autonomo dello spirito umano. Per quanto, invece, riguarda Giacinto Gigante, fu grande pittore e incisore della scuola di Posillipo, con Pitloo (altra illustre conoscenza dell’isola d’Ischia) e ha lasciato meravigliosi quadri con vedute dell’isola d’Ischia, che frequentò spesso. E, a quanto pare, la Pinacoteca di Palazzo Napoleon si vorrebbe dedicarla in particolare proprio alla pittura vedutistica e paesaggistica. La partecipazione al bando di gara regionale è consentita entro il 15 giugno, data ultima entro la quale presentare un progetto di Pinacoteca, ispirandosi contemporaneamente a Benedetto Croce, teorico dell’Estetica e a Giacinto Gigante, eccellente paesaggista. Questa è l’idea che sottopongo al Comune di Casamicciola e che sembra interessante.





