LE OPINIONI

IL COMMENTO Pulire le spiagge d’inverno non serve a nulla

DI RAFFAELE MIRELLI

L’ennesima pulizia delle spiagge è alle porte: proprio domani alla spiaggia di S. Pietro – nel comune d’Ischia, che è solo una parte dell’isola per cui non riguarda il resto dell’isola – una folta schiera di associazioni isolane e non, muoveranno le loro caduche membra in mattinata verso il lido. Ma perché? Qual è lo scopo di questa ennesima azione di pulizia? Mettersi sul “trespolino” e dire agli altri quanto questi siano bravi, educati? Forse vogliono fare la morale alla cittadinanza? Tra l’altro le spiagge isolane – nelle forti mani degli stabilimenti gestiti da privati – godono di ottima salute. Proprio adesso, alla vigilia delle “ri-assegnazioni” di queste particelle pubbliche, dove esse si presentano come moneta di scambio elettorale. Poi le spiagge “stanno bene”, godono di un ottimo stato di pulizia. D’inverno,specie d’inverno. Perché ci sono degli oneri di mantenimento anche d’inverno? Per favore, non diciamo sciocchezze. E poi queste associazioni, tra l’altro sempre le stesse, si muovono per ideali stupidi, che non fanno bene alla società, che non producono ne ricchezza ne soldi per ognuno di noi. Anzi, ci mettono in difficoltà. Proprio noi che ci svegliamo per tre mesi all’anno, per lavorare tutti i giorni. Per favore, non commettiamo sciocchezze.

A che cosa serve pulire le spiagge? Adesso poi? Se volete fare gli ambientalisti, andate in Germania, in Norvegia, dove tutto questo si accorda meglio al loro stile di vita. Mettetevi un impermeabile giallo, il cappello e andate. Qui d’inverno vogliamo la tranquillità! Qui dove fa freddodavvero ed è meglio restare a casa, specie dopo mesi e mesi di lavoro estivo. È possibile che questi non abbiano nulla da fare? Questa che avete appena letto, è la parte che meno mi piace, la voce della mia coscienza mediocre, pigra, sfaticata. Una voce che è presente in tutti noi. Adesso, però, parla quella che abita l’isola nel modo più “grunge”, che rifiuta l’atteggiamento comune, quella che crede alla forza della comunità e non esclusivamente dell’interesse personale. Perché noi esseri umani siamo divisi – sempre – tra queste due pulsioni, voci.

Pochi giorni fa un mio caro amico mi diceva che quello che facciamo – visto che lo avevo invitato a prendere parte alla pulizia – è inutile e che lui non avrebbe mai preso parte a questa azione da secchioni. Diceva cosi: “Sì, perché chi fa queste cose, è come un secchione rispetto a chi è ‘cool’, che fa ben altro per questo territorio. Chi è in gamba lo promuove su Instagram o Facebook, facendo un video di un bel tramonto o panorama! Se voi, invece, andate a pulire e lo pubblicizzate, state implicitamente dicendo a tutti che la nostra isola è sporca e abitata da fetenti. Scusa se te lo dico, ma siete scemi. Poi proprio adesso che inizia al stagione turistica?”. Dapprima lo avrei decapitato, poi ho riconsiderato il suo pensiero e trovato nelle sue parole una verità. Specie se richiamo alla memoria quello che sta accadendo nella gestione dei nostri lidi, nella concessione demaniale. Perché pulire se questi sono gestiti? Perché farlo?

Parliamo chiaro: è ovvio che non si potrà mai riuscire a ripulire un mare di immondizia, perché il mondo adesso gira sui rifiuti e credo sia chiaro per tutti, ma avere il buon senso “civico” di fare queste cose, non fa male davvero a nessuno. O no? Spiaggia pubblica o privata che essa sia. È certo, però, che chi vuole fare del volontariato civico, si muove nell’indifferenza, quella reale, fatta dai cittadini tutti. Specie in un momento storico come il nostro, in cui tutto sembra essere fatto per “farsi vedere”. Credo, però, che al mondo ci sia spazio anche per le persone con una buona responsabilità civica, altrimenti chiudiamo tutto. L’essere umano è solo marcio? No, assolutamente no! Lo stiamo vedendo con gli aiuti promossi per l’accoglienza verso i cittadini ucraini. Vi è alla base un humus di grande bontà umana e credo sia lo stesso che anima queste persone, quelle che credono in un’isola diversa, più educata, meno incline al clientelismo e ai favori per scopo personale. Del resto,non si raggiunge uno scopo personale se non si lavora con gli altri e per gli altri. La politica non lo ha ancora evidenziato? E allora tiriamo fuori il nostro lato migliore. Perché abbatterci nell’inverno dell’abitudine? Le persone che agiscono alla radice dei problemi, cambiandosi, non pretendono nulla in cambio, se non la condivisione di uno “spazio di vita” più civile. E non è impossibile averlo, crearlo e viverlo.

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Quello che voglio comunicare, è che le spiagge restano un luogo dove si specchiano tutti i nostri conflitti interni, le spiagge sono l’epidermide dell’isola, in cui affiorano le imperfezioni delle nostre scelte ambientali: sulle spiagge si trova di tutto, da ogni parte del globo. la questione del demanio e la grande patetica formula di gestione cui siamo abituati, potrebbe cambiare, anzi, deve adesso più che mai. Riproporre le stesse modalità di gestione “arcaiche” in favore di un profitto privato, abbandonando i lidi quando non sfruttati, non è più sostenibile. Oggi il mercato vende etica, prima di tutto. Perché non impariamo a farlo anche a Ischia, a stare nell’etica, nel verde, a creare la coscienza verde che dovrebbe essere alla base della nostra educazione economica? Noi che lavoriamo grazie alla bellezza ambientale, la deturpiamo per lavorare meglio? Scusate, ma non siamo un po’ scemi? Mi dispiace per coloro che si sentiranno offesi o attaccati, ma le spiagge restano luoghi pubblici, come le pinete, le spiagge sono delle pinete blu. Perché, se esse sono affidate ai privati, questi non le vivificano nei mesi invernali o, quantomeno, non le mantengono in uno stato di decenza? Ci sono degli obblighi contrattuali? E se ci sono perché non vengono rispettati? Sono domande lecite. Sollevate in un momento che lo permette.

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Ha ragione il mio “amico cinico” – tra l’altro un po’ bruttino – a dire che pulire le spiagge non spetta alle associazioni, queste piccole imprese morali che tanto iniziano a fare comodo a tutti, diventando piccoli centri di relazione politica. Pulire le spiagge – anche in inverno – spetterebbe ai gestori dei lidi. Alle amministrazioni comunali. Vedete le domande aperte che qui si pongono potrebbero aiutarci a gestire la nostra terra diversamente che, adesso, si veglia dal letargo invernale.

Ben vengano le azioni di sensibilizzazione fatte dai cittadini, sempre. Ricordiamoci, però, che la nostra società è frutto di un contratto sociale. Caterina svegliati! L’aria è frizzante e dolce!

* FILOSOFO

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Nina

Pulire la spiaggia fa senso tutto l’anno non solo in estate. L’oceano è pieno di plastica che avvelena l’ambiente ed uccide gli animali. Per persone come loro nel articolo non si va mai avanti, a loro manca un bel po del senso civico

Beta

Come spesso accade c’è una doppia verità…
Se da un lato è positivo che la sensibilità ambientale si stia evolvendo nella comunità, è anche vero che se la legge prevede obblighi di manutenzione e pulizia degli arenili da parte dei concessionari balneari, è assurdo che i cittadini gli vadano a togliere le “patate dal fuoco”!
Troppo comodo…semmai le associazioni ambientaliste dovrebbero svolgere un’azione di vigolanza e denunciare le inadempienze.
Lo stesso accade anche con i giardini pubblici, dove gli addetti sono pagati per la manutenzione ma poi i volontari vanno a pulire le aiuole…

Beta

Sorry! Vigilanza…

L'australiano

Va bene pulire quelle libere. Le altre concesse a Privati per spiccioli che se le pulissero loro… La concessione non cessa d’inverno altrimenti dovrebbero smantellare quelle baracche che spacciano per ristoranti a 5 stelle Michelin

Beta

La normativa nazionale prevede che il concessionario del lido debba occuparsi della pulizia della spiaggia in dotazione ma anche di quella libera adiacente, ove presente, e non solo nel periodo estivo…

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